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Watch Digest
Settembre 2018
edizione digitale

5,00

L’alta orologeria è un mondo fatto di passioni, di emozioni ma anche di persone e di storie uniche, che meritano di essere raccontate.

Questo lo spirito di Watch Digest, che nel suo ottavo numero in edicola in questi giorni, propone una serie di argomenti tutti rivolti allo storytelling originale e di qualità.

Si comincia con la copertina dedicata a Lapo Elkann che, in un’intervista esclusiva, racconta le sue esperienze con il tempo, con Hublot e con il mare. Alla casa orologiera svizzera è dedicato anche un intero sedicesimo centrale dal titolo “Gli uomini di Hublot”, caratterizzato da un’iconografia elegante e dalla scelta di una carta usomano diversa dalla patinata del resto del giornale, che da un carattere unico e distintivo al giornale.

Tanti gli altri personaggi raccontati sulle pagine di Watch Digest: il desiner Luca Bartoleschi, Andrea Cardillo ad di Aufemars Piguet Italia, il nuotatore Luca Dotto friend i Baume & Mercier, Shepard Fairey e i Depeche Mode legati a Hublot, per Tudor una strepitosa Lady Gaga, Serena Gobbi in un’inedita versione di sesigner del gioiello, l’impìrenditore Andrea Masi.

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L’alta orologeria è un mondo fatto di passioni, di emozioni ma anche di persone e di storie uniche, che meritano di essere raccontate.

Questo lo spirito di Watch Digest, che nel suo ottavo numero in edicola in questi giorni, propone una serie di argomenti tutti rivolti allo storytelling originale e di qualità.

Si comincia con la copertina dedicata a Lapo Elkann che, in un’intervista esclusiva, racconta le sue esperienze con il tempo, con Hublot e con il mare.

Alla casa orologiera svizzera è dedicato anche un intero sedicesimo centrale dal titolo “Gli uomini di Hublot”, caratterizzato da un’iconografia elegante e dalla scelta di una carta usomano diversa dalla patinata del resto del giornale, che da un carattere unico e distintivo al giornale.

Tanti gli altri personaggi raccontati sulle pagine di Watch Digest: il desiner Luca Bartoleschi, Andrea Cardillo ad di Aufemars Piguet Italia, il nuotatore Luca Dotto friend i Baume & Mercier, Shepard Fairey e i Depeche Mode legati a Hublot, per Tudor una strepitosa Lady Gaga, Serena Gobbi in un’inedita versione di sesigner del gioiello, l’impìrenditore Andrea Masi.

«Di che cosa ha bisogno l’orologeria oggi? Sicuramente non ha bisogno della ricerca ossessiva dell’innovazione – a parlare è il direttore Paolo Gobbi – dello scoop, della novità a tutti i costi.

Non ha nemmeno bisogno di farsi vedere da tutti indiscriminatamente, passando sulle vetrine dei social media confusa in mezzo a milioni di altre proposte. Probabilmente quello di cui si sente più la necessità, è di andare a comunicare in maniera legittima e legittimata a delle persone che potenzialmente potrebbero o vorrebbero avvicinarsi al mondo delle lancette ma che, per mille motivi diversi, non lo hanno ancora fatto.

Ha bisogn di raccontarsi, di farsi conoscere, di uscire dal guscio dei soliti noti. Basta con i ritornelli letti mille volte in mille post, di quelli che sanno tutto, degli altri che sbagliano tutto, di quelli che solo anni ’50 e poi si fanno fotografare con un crono automatico al polso, degli altri che la tecnologia oggi ha livellato la qualità, dei saggi che sanno quali saranno i pezzi da collezione del futuro, di quelli che chiedono quale sia l’orologio giusto con mille euro da investire, per finire con i patetici che hanno trovato in un cassetto l’orologio del nonno.

Basta con tutto ciò. L’orologeria ha bisogno di parole e immagini che siano vere, alte e coinvolgenti.»