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Settembre 2017
edizione digitale

5,00

Il terzo numero di Watch Digest inizia sin dal suo editoriale con una suggestione, quella dell’aliante, ovvero dell’importanza di volare alto. L’aliante è una macchina per noi quasi incomprensibile. Non ha un motore, non emette nessun suono, non consuma energia, però vola. Vola sfruttando due elementi lontani tra di loro ma indissolubilmente legati: il vento da una parte e l’intelligenza del pilota dall’altra. Non solo. È il pilota che, entro dei ragionevoli limiti, può decidere quanto, come ma soprattutto dove volare, quali correnti ascensionali prendere. È bella quest’immagine dell’aliante. A noi l’ha regalata Angelo Bonati, protagonista dell’orologeria moderna e della Cover Story del numero tre di Watch Digest. Il suo è un grande insegnamento: volare costantemente sopra tutti, pensando sempre e solamente a costruire, a creare qualità e lavoro, non curandosi troppo delle critiche fini a se stesse, guardando alla nostra Italia come un’opportunità da far rimanere viva e non da depredare. Ci piace Bonati, perché ha ancora oggi la volontà di un ventenne, l’esperienza di un grande saggio, la visione del mondo sorniona di chi sa ma non reputa fondamentale farlo sapere. Grazie a lui e grazie a tanti come lui, amiamo e continueremo ad amare così tanto la bella orologeria.

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L’aliante è una macchina per noi quasi incomprensibile. Non ha un motore, non emette nessun suono, non consuma energia, però vola.
Vola sfruttando due elementi lontani tra di loro ma indissolubilmente legati: il vento da una parte e l’intelligenza del pilota dall’altra.

Non solo. È il pilota che, entro dei ragionevoli limiti, può decidere quanto, come ma soprattutto dove volare, quali correnti ascensionali prendere.

È bella quest’immagine dell’aliante. A noi l’ha regalata Angelo Bonati, protagonista dell’orologeria moderna e delle pagine successive di Watch Digest.

Il suo è un grande insegnamento: volare costantemente sopra tutti, pensando sempre e solamente a costruire, a creare qualità e lavoro, non curandosi troppo delle critiche fini a se stesse, guardando alla nostra Italia come un’opportunità da far rimanere viva e non da depredare.

Ci piace Bonati, perché ha ancora oggi la volontà di un ventenne, l’esperienza di un grande saggio, la visione del mondo sorniona di chi sa ma non reputa fondamentale farlo sapere. Grazie a lui e grazie a tanti come lui, amiamo e continueremo ad amare così tanto la bella orologeria.

Buone lancette a tutti.