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Ottobre 2017
edizione digitale

2,00

Se l’estate ci dà tanto, l’inverno… chissà! Dopo un caldo fuori norma, abbiamo già gli occhi al cielo sperando che, quest’anno, dalle nostre parti, cada la stessa neve scesa nell’emisfero sud durante i mesi scorsi.

Sul primo numero di SCI, Enrico Maria Corno ha intervistato il colonnello Giuliacci, il meteorologo delle nostre case quando non si smanettava così compulsivamente sui computer, meno pessimista delle cassandre che vorrebbero farci dimenticare gli sci in soffitta.

Qualche spunto per prenotare una settimana bianca potrà essere colto sfogliando le pagine su Crans Montana, la famosa località turistica sopra la svizzera Sion, o su Pila, realtà sempre più all’avanguardia nel panorama del turismo invernale, raggiungibile sia in macchina, sia comodamente seduti in cabinovia, direttamente da Aosta.

Vi parlerò anche della stagione agonistica, azzardando qualche previsione e cercando di spiegare tecnicamente gli effetti collaterali dell’introduzione del nuovo sci da gigante, mentre Lucia Galli ha avvicinato il suo microfono a Federica Brignone, reduce da una stagione folgorante e, ovviamente, sotto i riflettori dei media.

Tranquilli! Non ci siamo dimenticati dei test che, in questo primo appuntamento con voi, cari lettori, verterà sul racecarving da gigante, ovvero uno sci mutuato dagli incipit strutturali dell’equivalente da gara, ma molto più malleabile e alla portata dello sciatore non agonista.

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Se l’estate ci dà tanto, l’inverno… chissà! Dopo un caldo fuori norma, abbiamo già gli occhi al cielo sperando che, quest’anno, dalle nostre parti, cada la stessa neve scesa nell’emisfero sud durante i mesi scorsi.

Le squadre allenatesi in Nuova Zelanda, in Cile e in Argentina ne sono testimoni attendibili, avendo trovato splendide condizioni di innevamento: di solito è un buon auspicio.

Noi, invece, rimasti sotto il solleone, magari sperando in qualche capatina agostana sui ghiacciai alpini, ce li siamo trovati chiusi per mancanza di materia prima.

Pochi giorni, per carità, ma non era mai successo!

L’argomento è scottante, nel vero senso della parola, viste le temperature registrate in un 2017 da annali: meglio affrontarlo, invece che nasconderci sotto la sabbia delle nostre spiagge, chiedendo lumi a chi ne sa di più.

Sul primo numero di SCI, Enrico Maria Corno ha intervistato il colonnello Giuliacci, il meteorologo delle nostre case quando non si smanettava così compulsivamente sui computer, meno pessimista delle cassandre che vorrebbero farci dimenticare gli sci in soffitta.

A fine mese parte una coppa del mondo con più incognite del solito ma, probabilmente, più spettacolare e avvincente, una kermesse itinerante declassata, come ogni 4 anni, a rampa di lancio di un’ Olimpiade, in questo caso, tutt’altro che scontata.

Sullo scacchiere coreano, la partita è ancora aperta: possiamo solo sperare in mosse intelligenti!

Il meraviglioso senso di libertà che lo sci ci può regalare, ce lo trasmette Martino Colonna dall’Etna, un vulcano stupendo dove sciare sembra un sogno. La sua avventura mi riporta indietro nel tempo e a tanti ricordi.

Nell’epopea della Valanga Azzurra, a fine stagione, andavamo a Catania, Thoeni e Gros in testa, per la settimana dell’Etna: un tripudio di gare, sul versante del rifugio Sapienza, mare e cucina siciliana.

Ci sono tornato qualche anno dopo a girare un video in neve fresca, in un contrasto di colori mozzafiato: polvere bianca e colate di lava, alle mie spalle il fumo del cratere sommitale e, sullo sfondo, il mare di Taormina.

Una volta, invece, ero al Golf del Picciolo, abbarbicato alle sue pendici dal lato di Linguaglossa, con la mia famiglia. Salii in macchina fino alla piccola stazione sciistica, puntualmente ripristinata dopo l’ennesima eruzione e, riconosciuto da un maestro di sci locale che mi trascinò al noleggio, passai un’indimenticabile giornata di sci con mia moglie e i bambini, equipaggiati alla bell’e meglio.

Qualche spunto per prenotare una settimana bianca potrà essere colto sfogliando le pagine su Crans Montana, la famosa località turistica sopra la svizzera Sion, o su Pila, realtà sempre più all’avanguardia nel panorama del turismo invernale, raggiungibile sia in macchina, sia comodamente seduti in cabinovia, direttamente da Aosta.

Vi parlerò anche della stagione agonistica, azzardando qualche previsione e cercando di spiegare tecnicamente gli effetti collaterali dell’introduzione del nuovo sci da gigante, mentre Lucia Galli ha avvicinato il suo microfono a Federica Brignone, reduce da una stagione folgorante e, ovviamente, sotto i riflettori dei media.

Tranquilli! Non ci siamo dimenticati dei test che, in questo primo appuntamento con voi, cari lettori, verterà sul racecarving da gigante, ovvero uno sci mutuato dagli incipit strutturali dell’equivalente da gara, ma molto più malleabile e alla portata dello sciatore non agonista.