Share this product

Novembre 2017
edizione digitale

2,00

Da bambino, ai primi di novembre, papà e mamma mi portavano a sciare a Sestriere con i miei fratelli.

Iniziava la stagione dello sci e, a scuola, non riuscivo a stare seduto sul banco, contando i giorni che mancavano al sospirato ponte dei Santi!

La nostalgia di quei tempi svanisce nel dramma della Valle Susa, un disastro epocale che spezza il cuore.

COD: SCI 61_334 Categoria: Tag:

Da bambino, ai primi di novembre, papà e mamma mi portavano a sciare a Sestriere con i miei fratelli.

Iniziava la stagione dello sci e, a scuola, non riuscivo a stare seduto sul banco, contando i giorni che mancavano al sospirato ponte dei Santi!

La nostalgia di quei tempi svanisce nel dramma della Valle Susa, un disastro epocale che spezza il cuore.

Divorati dalle fiamme, bruciano i boschi del Rocciamelone: ai Santi, quando una volta c’era la neve…. Molta gente ha dovuto abbandonare le proprie case, sfollata per mano di criminali senz’anima che hanno appiccato il fuoco approfittando di una siccità mai vista prima in Piemonte.

Parlare di sci in questo momento suona stridente ma, forse, aiuta a distrarsi ora che la neve è arrivata e copre con il suo candore le montagne arse vive, stendendo un velo pietoso su… tutto.

Intanto, sul ghiacciaio di Solden, in Austria, è iniziata la coppa del mondo, anche se solo al femminile, visto che gli uomini sono rimasti ai blocchi di partenza per le avverse condizioni meteorologiche.

Ve ne parlerò nello spazio dedicato al grande sci, entrando nel merito delle non poche polemiche suscitate.

A gettare il sasso nello stagno, tuonando dai virgolettati di Twitter, è stato l’americano Ted Ligety, intervistato dalla nostra Lucia Galli due giorni prima, in tempi non sospetti, disponibile a parlare di sé e di sci più che di complotti e presunti favoritismi.

Ma fa più notizia, anche se di news vera e propria non si può parlare, dato che i suoi sci da gara sono in soffitta da quasi 3 anni, l’addio definitivo alle gare di Bode Miller, il funambolo americano che ha incantato gli appassionati con le sue magie e i suoi numeri da circo.

Fra i più grandi della storia, ha entusiasmato più di tutti. Ci mancherà…

Con la coppa del mondo, torna in pista sulle nostre pagine anche Massimo Di Marco, memoria storica dello sci, il giornalista che mi prese sotto la sua ala quando iniziai a fare questo mestiere una volta appesi gli sci al chiodo e che ho sempre considerato, semplicemente, il migliore.

La storia che ci racconta in questo numero è straordinaria: l’Arlberg-Kandahar, il trofeo più prestigioso e blasonato fino all’avvento della coppa del mondo, a cavallo degli anni 60-70.

Fu un signore inglese nato in India, Arnold Lunn, ad inventare la combinata tra slalom e discesa sdoganando, di fatto, lo sci alpino, finalmente accettato alle Olimpiadi invernali del 1936.

Ma Lunn era anche un grande sci-alpinista, autore di ascese e traversate memorabili per quei tempi.

Mi piace pensare che abbia trasmesso qualcosa anche a me, se è vero come è vero, che la mia vita sciistica è fatta di agonismo, praticato in gioventù e vissuto dietro le quinte ancora adesso, nonché di innumerevoli salite con le pelli, un mondo fantastico che ho scoperto, purtroppo, solo in tarda età.

Leggendo questa storia, capirete di più lo sci di oggi, finanche l’evoluzione tecnologica dei materiali, mutuata dalle invenzioni geniali di gente mossa da infinita passione e tanto coraggio, uomini che non temevano di mettersi alla prova e sperimentare, a costo di rimetterci l’osso del collo.

Per non rompercelo fuori pista, Giulio Caresio è andato a Verbier a trovare Dominique Perret, freeride skier di eccezionale bravura, che ha fondato la prima scuola internazionale di formazione alla sicurezza ( ISTA ) , un corso per sciare in tranquillità, imparando a valutare il rischio di valanghe e i pericoli in agguato quando si valicano spazi non controllati.

Abbiamo pensato che, offrendovi in ogni numero di SCI un’avventura in neve fresca, vi dovessimo anche gli strumenti per viverla consapevolmente, il now how per saper utilizzare artva, sonda e pala, ma soprattutto per poterne fare a meno!