Wengen: Feuz fa sognare gli elvetici, vince la discesa del Lauberhorn, ma Domme Paris è 2/o

Vittorio Savio by

La 90/a edizione della discesa del Lauberhorn di Wengen incorona il beniamino di casa Beat Feuz che per soli 29 centesimi brucia i sogni di vittoria del nostro Dominik Paris.

Per la 35/a volta nella storia uno svizzero vince la discesa del Lauberhorn. Questa volta tocca a Beat Feuz salire sul gradino più alto del podio, la terza volta per lui dopo il 2012 e il 2018, al termine di una gara pressoché perfetta, priva di sbavature che lo hanno portato a chiudere con il tempo di 1’42″53 e precedendo il nostro Dominik Paris di soli 29 centesimi. Per il 32enne di Schangnau si tratta della 13/a vittoria assoluta, la 10/a in discesa, ma raccoglie 100 punti importantissimi in chiave coppa di specialità. Ora l’elvetico supera di 16 punti il nostro Paris che lascia così il pettorale rosso di leader.

Un podio ulteriore per Dominik Paris, il quinto stagionale, ma il primo sulle nevi ai piedi dell’Eiger. Ancora una volta però il passaggio ostico della S di Kernen il velocista della Val d’Ultimo l’ha sofferto un po’, forse meno del solito, ma questo gli costa la possibilità di uno storico tris consecutivo in discesa dopo la doppietta di Bormio. Comunque l’azzurro trova un importante podio nella lotta per la coppa di specialità, ma anche in chiave coppa generale. Il sudtirolese conserva il quarto posto virtuale alle spalle di Pinturault, Kristoffersen e Kilde.

Terzo chiude il tedesco Thomas Dressen staccato di 31 centesimi da Feuz per un podio molto ristretto quanto a centesimi. Giù dal podio resta, infatti, per soli 7 centesimi il grande favorito odierno, l’austriaco Matthias Mayer, ieri vincitore un po’ a sorpresa della combinata, finito a precedere di soli due centesimi il padrone di casa Mauro Caviezel, mentre 6/o chiude il norvegese Aleksander Aamodt Kilde. Più indietro Kjetil Jansrud solo 11/o.

Il migliore degli azzurri dopo Paris è Mattia Casse  che con il pettorale 30 chiude 15/o a +1.54 a pari merito con il francese Nils Allegre. Buona prestazione anche per Davide Cazzaniga che chiude 23/o. Paga troppo quest’oggi Matteo Marsaglia l’intraversata approcciando la S di Kernen ed alla fine finisce molto lontano, fuori dai top30, chiudendo a +2.10. Chiude forse l’ultima sua apparizione a Wengen Peter Fill con un piazzamento molto lontano dai vertici che lo relegano fuori dai top20 (+2.47). Grande prodigio di Lele Buzzi, qui lo scorso anno 6/o e poi finito nelle protezioni del traguardo e grave infortunio che gli ha fatto saltare tutta la restante stagione. Il sappadino nelle prime due compressioni finisce quasi sci all’aria, ma poi con grande colpo di reni è riuscito a restare in pista pregiudicando però la sua prova conclusa a +4.71 fuori dalla zona punti.

Domani appuntamento sul Lauberhorn con lo slalom speciale uomini.

Foto: Fisi-Pentaphoto/Pier Marco Tacca

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