St. Moritz: Bassino e compagne pronte ed agguerrite domani nel superG

Vittorio Savio by

Poca neve anche a St. Moritz, con la cancellazione della sciata libera di oggi in pista, ma la coppa del mondo femminile riparte comunque dall’Engadina con il secondo superG della stagione.

Si torna in Europa a gareggiare: donne impegnate a St. Moritz, sabato 8 dicembre nel superG (ore 11.15, diretta tv Eurosport 1 e Raisport) e domenica 9 nello slalom parallelo (qualificazioni a partire dalle 10.30, finale 13.30, diretta tv Eurosport 1 e Raisport).

Tra le protagoniste italiane ci sarà anche una Marta Bassino reduce da non buonissimi risultati in gigante, ma sarà al via in entrambe le gare. “Sono contenta di gareggiare in entrambe le prove – spiega l’azzurra -. Ho fatto tre giorni di allenamento a Pfelders in Val Passiria, con tanto superG e qualche giro di slalom, ma sono pronta anche per il parallelo. La pista è molto bella, l’ho vista solo dalla seggiovia perchè non abbiamo potuto fare la sciata in pista, ma dicono che domani (sabato, n.d.r.) le condizioni siano molto belle, non resta che attaccare a tutta”.

La gardenese Nicol Delago, reduce dal 5/o posto in discesa a Lake Louise, cercherà di sorprende ancora:  “La pista è stupenda, ho esordito qui in Coppa del mondo e ho corso anche lo scorso anno. Proverò a fare una bella ricognizione e vedere i punti chiave, poi proverò a sciare e divertirmi. Sono molto contenta di com’è andata in America, ma ogni gara ha la sua storia, per questo bisogna essere concentrati e cercare di dare il meglio. Il recupero in Val Gardena? Sono contentissima, mi sembrava incredibile quando l’hanno detto, poter gareggiare sulla pista di casa dove sei cresciuta è una cosa incredibile”

I podi azzurri in superG a St. Moritz sono cinque, con due vittorie (quelle di Karen Putzer nel 1999 e nel 2001), il secondo posto di Alessandra Merlin nel 1999, di Daniela Ceccarelli nel 2001 (quando fu doppietta azzurra) e il terzo di Nadia Fanchini nel 2008, esattamente dieci anni fa. È il primo slalom parallelo, invece, nella storia dell’impianto svizzero.

Foto: Fisi-Pentaphoto

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