Mondiali Are 2019: Jansrud è oro in discesa per 2 centesimi su Svindal, 6/o Paris

Vittorio Savio by

Doppietta norvegese nella discesa libera monca del mondiale di Are in Svezia e ideale passaggio di testimone tra l’imperatore Svindal, all’ultima gara in carriera, e il vincitore Jansrud.

Nella discesa libera dell’addio alle gare di Aksel Lund Svindal vince l’oro il suo compagno di squadra Kjtil Jansrud,  in un ideale passaggio di testimone tra i due campioni norvegesi. Soli due centesimi tra il due volte vincitore dell’oro in discesa Svindal e il suo compagno Janrsud, con il secondo che per una volta è riuscito a stare davanti al suo capitano che oggi gli cederà la fascia di leader di questa piccola nazionale dello sci alpino. Primo oro mondiale in carriera per il 33enne Jansrud, dopo due argenti in combinata e superG e correndo con due dita fratturate. Nona medaglia iridata per il 36enne Svindal, di cui 5 d’oro. Per la Norvegia è la quarta doppietta d un mondiale di sci.

I due norvegesi hanno fatto gara a sè, visto che il terzo l’austriaco Vincent Kriechmayr, già argento in superG dietro al nostro Paris, chiude a 33 centesimi da Jansrud, ma facendo dieci centesimi meglio dell’elvetico ed attuale leader della graduatoria di coppa del mondo di specialità Beat Feuz, quest’oggi medaglia di legno e forse tra i più delusi.

Una discesa libera un po’ travagliata e al limite della regolarità: accorciata alla partenza del superG, essendo entrambe le prove cronometrate partite da quel punto, ed iniziata con un’ora di ritardo a causa delle nebbia che con il vento calato ha stazionato a lungo sul tracciato di gara e per una fitta nevicata.

Giornata non di gloria, viste le aspettative della vigilia, per i colori azzurri. Errore grave per Dominik Paris in una diagonale nella parte alta del tracciato, andato troppo basso, che poi ha pagato accusando un forte distacco, complice anche il peggioramento della visibilità rispetto ai primi, e dando così addio ai suoi sogni di uno storico bis dopo l’oro iridato in superG. Il gigante della Val d’Ultimo chiude alla fine 6/o a 74 centesimi da vincitore.

Nulla da fare per Christof Innerhofer: taglia troppo alcune curve nelle parte alta, perdendo velocità e concludendo, non senza qualche polemica per le condizioni in cui si è corso, a quasi un secondo di ritardo dal vincitore (+0.88), fuori dai top10 11/o. Troppi errori per un Matteo Marsaglia che chiude anche lui indietro 13/o a +1.17, mentre discreta prova di Mattia Casse che termina 17/o a +1.37 a pari merito con il francese Johan Clarey.

In molti hanno tremato per la discesa dell’austriaco Hannes Reichelt, pettorale 1, ma sceso con il 46 per aver deciso volontariamente di non presentarsi all’estrazione dei pettorali come prevede il regolamento. L’austriaco parte benissimo, in vantaggio su tutti, ma poi nella prima diagonale finisce lungo andando nella neve di riporto che l’ha frenato inesorabilmente facendolo finire lontano dai migliori.

Prossima medaglia da assegnare per gli uomini quella dell’ultima combinata alpina ad un mondiale in calendario lunedì 11 febbraio.

Foto: Fisi- Gabriele Facciotti/Pentaphoto

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