Mondiali Are 2019: Goggia e Co. a caccia dell’oro che fu di Paula Wiesinger

Vittorio Savio by

Vigilia di discesa libera femminile iridata per il quartetto azzurro con Sofia Goggia che spera di bissare il titolo olimpico vinto una anno fa in Corea.

La campionessa bergamasca tenta l’accoppiata olimpiade e mondiale mai accaduto nella storia dello sci azzurro al femminile, ma è alal caccia di quell’oro iridato che manca nella bacheca dell’Italia dal lontano 1932, quando una sciatrice dell’Alpe di Siusi in Alto Adige, tale Paula Wiesinger, all’edizione iridata di Cortina d’Ampezzo si mise al collo la medaglia d’oro diventando la prima medagliata azzurra dello sci alpino. Dopodiché nel corso degli anni in molte hanno tentanto di conquistare nuovamente questo all’oro nella regina delle specialità, alcune ci andarono molto vicino, ma quella medaglia non ritornò più in Italia.

Questa volta sarà Sofia Goggia a riprovarci. È la campionessa olimpica in carica di discesa, è reduce dall’argento mondiale in superG e nella rassegna iridata, dove martedì ha conquistato la sua seconda medaglia in carriera, le manca un solo metallo, l’oro. Due anni fa le toccò la medaglia di legno. Si spera questa volta le cose vadano diversamente.

“Anche l’anno scorso in Corea c’erano state tre prove e le avevo gestite molto bene – ha spiegato la bergamasca -. Ero sempre abbastanza veloce, a parte la terza, dove avevo deciso di rallentare totalmente provando soltanto le due curve che non mi erano venute. Qui a dire il vero non sono mai stata così veloce, ma non ho mai sciato nella modalità da gara. Conosco benissimo i punti chiave del tracciato e quindi domenica libera interpretazione con l’istinto da gara. E quello penso mi venga solo in gara, anche perché come ho sciato l’altro giorno in superG, in allenamento non ho mai sciato. E neanche nel superG di Garmisch avevo quella scioltezza”.

“Non è una discesa dove magari fai un passaggio rischioso e se lo fai bene vinci, altrimenti perdi – prosegue la Goggia – È da fare tutta bene, è da sciare bene da quando esci dal cancelletto fino al traguardo. Abbiamo studiato tutte le linee, non è una discesa dove devi stare su quella linea esatta, ciò che conta è la lucidità con cui si vivono e si creano le curve. Non è mai il mezzo metro in più in quota, è la presenza con cui scii che fa la differenza”.

“Alle Olimpiadi sono state gare molto strane – aggiunge l’azzurra –  Tutti dicono che si arriva sempre con tanta pressione, invece per me sono state le gare più serene della mia vita, perché arrivare al cancelletto e vedere i cerchi olimpici sui teli delle porte è stata una grande gioia, anche se poi in superG avevo sciato fortissimo e poi ho sbagliato. Ma ciò che avevo trovato in superG è stato quello che mi ha fatto vincere in discesa, perché avevo ritrovato una grande Sofia sugli sci”.

Due anni fa a St. Moritz l’oro se lo mise al collo la slovena Ilka Stuhec. L’argento andò all’austriaca Stephanie Venier e il bronzo a Lindsey Vonn, davanti proprio alla nostra Goggia rimasta fuori dal podio per 7 centesimi. Tutte e quattro sono presenti a questa edizione con il chiaro intento di vincere una medaglia nuovamente. Per la Vonn sarà anche la gara del suo addio definitivo alle competizioni e forse ispirata da quanto fatto quest’oggi da Svindal proverà ad imitarlo.

Con la nostra Sofia Goggia  ci saranno anche altre tre italiane: Nicol Delago, Nadia Fanchini e Francesca Marsaglia. Il via alla gara è previsto, meteo permettendo, alle ore 12.30 (diretta tv Rai 2, Raisport ed Eurosport).

Foto: : Atomic-GEPA pictures/Mario Kneisl

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