Mondiali Are 2019: Dominik Paris oro iridato in superG 12 anni dopo Staudacher, 4/o Innerhofer

Vittorio Savio by

Le nevi svedesi sorridono ancora all’Italia: 12 anni dopo Patrick Staudacher un’altro azzurro sale sul gradino più alto del podio del superG iridato di Are.

A riuscire nell’impresa, anche allora era il 6 febbraio, Dominik Paris, il doppio vincitore di Bormio e della discesa di Kitzbuehel quest’anno, dimostrando così di essere al momento il re indiscusso della velocità. Per l’Italia è la seconda medaglia questi mondiali dopo l’argento di ieri di Sofia Goggia sempre in superG.

Il 29enne azzurro, sceso con il pettorale 3, nonostante un certo numero di errori, qualche sbavatura entrando leggermente fuori tempo sui alcuni dossi, riesce comunque a mettere giù una grande prestazione dimostrando il suo grande stato di forma dopo il successo di Kitzbuehel. Il gigante della val d’Ultimo coglie così il suo primo titolo iridato, dopo l’argento in discesa a Schladming 2013 e non è ancora finita visto che sabato c’è un’altra possibilità con la discesa libera iridata.

Alle sue spalle gli unici a tentare di soffiargli la medaglia d’oro sono stati il francese Johan Clarey e l’austriaco Vincent Kriechmayr, finiti a pari merito a dividersi la medaglia d’argento, ad una manciata di centesimi, nove, che corrispondono a 2 metri e 32 centimetri. Il francese inoltre si è ritrovato al traguardo con una parte della tuta da gara strappata sulla spalla sinistra da cui fuoriusciva una protezione di plastica. Ma sorride perchè diventa anche il più anziano medagliato ad un mondiale.

Un pari merito che beffa il nostro Christof Innerhofer, medaglia di legno odierna. Il finanziere di Gais ci prova: scia bene, qualche leggera sbavatura, resta in zona medaglie fino a tre quarti di tracciato, ma poi paga qualcosina nel tratto finale finendo alla fine 4/a a +0.35 da Paris. Quinto è il francese Adrien Theaux, sesto il tedesco Josef Ferstl, il vincitore dell’ultimo superG corso a Kitzbuehel.

Ottavo posto per un ottimo Mattia Casse finito a solo mezzo secondo da Paris, a pari merito con lo statunitense Nyman e il norvegese Sejersted che sulle nevi svedesi coglie il miglior risultato in carriera ad un mondiale,  ricambiando così la convocazione a quest rassegna arrivata all’ultimo minuto da parte dei tecnici italiani.

Tracciato di questa Olimpia di Are difficilissimo ed insidioso, con una visibilità piatta causa cielo coperto. Tra i favoriti della vigilia butta via la gara Aleksander Aamodt Kilde, che ne combinata di tutti i colori lungo il tracciato, imitato anche dal collega Kjetil Jansrud e in misura minore da Aksel Lund Svindal, al suo ultimo mondiale che chiude 11/o, e questo nonostante la tracciatura del loro tecnico. Fuori invece lo sloveno Bostjan Kline, seguito a ruota dagli austriaci Matthias Mayer e Hannes Reichelt e dall’elvetico Marco Caviziel, quando stavano tutti viaggiando sui tempi di Paris. Fuori anche per l’Italia anche Matteo Marsaglia che poi ha comunque tagliato il traguardo, ma con oltre 6 secondi di ritardo.

Domani giornata senza assegnazione di medaglie, ma in programma c’è la prima prova cronometrata della discesa libera maschile (ore 10.30) dopo la cancellazione di quella di ieri a causa del caos voli e bagagli.

Foto: Fisi-Pentaphoto

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