Innerhofer: “Abbiamo gareggiato nell’ora peggiore della settimana”; Paris: “Lo spettacolo è venuto meno”.

Vittorio Savio by

Sarà ricordata come una delle discese libere mondiali più brutta, monca e quasi notturna della storia.

Una gara disputata con un’ora di ritardo, con partenza abbassata a quella del superG, con una visibilità praticamente piatta e rischiarata solo dalle luci dei fari  per un totale di 1 minuto e 20 secondi che ha visto la doppietta norvegese Jansrud-Svindal mettersi al collo l’oro e l’argento e l’austriaco Kriechmayr prendersi il bronzo, dopo l’argento in superG.

Una discesa che a detta di quasi tutti, con l’eccezione forse proprio dei due norvegesi, non si sarebbe dovuta correre. Ed, invece, quando in molti pensavano di far ritorno in hotel anticipatamente e di giocarsela in un altra occasione la giuria guidata dal race director Markus Waldner ha deciso che “The show must go on”, lo spettacolo deve continuare, forse anche per fare contenti quel migliaio di spettatori paganti arrivati da Svezia e Norvegia, nell’unica giornata di tribune da quasi tutto esaurito.

I commenti anche sui social di buona parte degli appassionati di sci di Austria, Svizzera e Germania oltre che Italia sono di tenore negativo nei confronti di uno spettacolo che è venuto meno con la disputa in queste condizioni meteo. Dello stesso tenore anche le dichiarazioni degli addetti ai lavori al traguardo di Are come pure di buona parte degli atleti che comunque hanno deciso di correre non avendo trovato unanimità nel chiedere la cancellazione di questa gara.

Emblematica l’immagine immortalata dalla diretta tv del gesto del nostro Christof Innerhofer appena tagliato il traguardo nei confronti delle decisione di correre comunque questa gara nonostante fossero chiare a tutti le condizioni di irregolarità. Certo, lo sci alpino, è uno sport che si corre all’aperto, in montagna e con la neve, ma è anche vero che quando ci si gioca un titolo mondiale o olimpico bisogna che questo avvenga nel rispetto della sicurezza degli atleti, ma anche dello spettacolo. Ed oggi quello spettacolo è venuto meno. Onore comunque ai vincitori delle medaglie Jansrud, Svindal e Kriechmayr, anche se guarda caso quest’oggi le gerarchie di forza stagionali in questa specialità hanno subito una stoppata.

A farne le spese anche il nostro Dominik Paris, finito 6/o, ma con qualche recriminazione non solo legata al meteo. “Non ho sciato un granché secondo me, ho sbagliato due volte le linee e se non stavi nella traccia qui ti fermavi – ha spiegato il carabiniere della Val d’Ultimo –  Ma a me dispiace che siamo partiti in condizioni così, non è stato giusto partire, hanno anche accorciato gli intervalli. Per una discesa ci vuole bel tempo, con dieci centimetri di neve non è stato giusto far disputare la gara. Io voglio sempre che le condizioni siano uguali per tutti, oggi non è stato così. Ma loro decidono e noi partiamo. Io mi preparo per la gara, non sapevo che nevicasse così tanto. Quando c’è da partire parto, alla fine il risultato è giusto perché ci sono i due discesisti più forti davanti, ma mi dispiace fare una gara così al Mondiale. Se sbaglio io ok, ma giocarsi così una medaglia è un po’ triste”.

Molto arrabbiato, e lo si è visto al traguardo, soprattutto  Christof Innerhofer che forse sperava qualcosa di meglio quest’oggi dopo l’ultima prova di ieri. “In queste condizioni era difficile gareggiare ad alto livello e a far vedere quello di cui uno è capace -dichiara il finanziere di Gais –  Tutti eravamo sorpresi di gareggiare oggi e immagino che anche per i telespettatori a casa sia stata quella che è stata. Mi sa che il tempo domenica non potrà essere peggio di così… Uno aspetta due anni per una gara così importante, è entusiasta ed euforico, doverla fare in queste condizioni fa un po’ male. Svindal e Jansrud non erano mai saliti sul podio quest’anno, non hanno vinto quelli che erano stati più competitivi in questa stagione: si sapeva che dopo la bastonata del superG avrebbero reagito perché loro sono grandissimi atleti, questo non mi sorprende, però in queste condizioni per loro è stato un vantaggio, perché hanno un tipo di sciata diverso. Il mio gesto alla fine? Il salto non c’entra nulla, è che abbiamo gareggiato nell’ora peggiore di tutta la settimana, è stato strano. Comunque c’è ancora la combinata e io ci credo ancora. Andrò a fare qualche curva di slalom, bisogna sempre provarci”.

Non solo gli italiani hanno avuto qualcosa da recriminare sulla decisione di correre comunque questa gara. Diversi gli atleti di diverse nazioni che davanti ai microfoni delle tv internazionali non hanno lesinato qualche frecciatina alla Fis per la decisione di correre questa gara anche in queste condizioni alquanto proibitive a discapito di regolarità e spettacolo e disputata a tutti i costi per questioni forse più economiche che sportive.

Foto: Fisi-Pentaphoto/Marco Trovati

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