“Danke Koenig Marcel!”, i 13 anni di regno assoluto targato Hirscher

Vittorio Savio by

Dopo tredici anni di Coppa del Mondo Marcel Hirscher ha deciso di smettere: e lo fa da vincente con le sue otto sfere di cristallo generali vinte in carriera.

Una carriera iniziata presto e da predestinato: a 18 anni compiuti da pochi giorni il giovane talento austriaco si mette al collo la medaglia d’oro in gigante ai Mondiali Jr di Altenmarkt, battendo il favorito finlandese Marcus Sandell.  La prima di una lunga lunghissima serie, legittimata il giorno successivo con l’argento in slalom (dietro aòllo sloveno Matic Skube e davanti all’elvetico Beat Feuz)

A Formigal, sempre ai Mondiali Junior, Hirscher si conferma con due ori nelle discipline tecniche, e nel frattempo la sua stella ha iniziato a brillare anche in Coppa Europa: primo podio nella coppa continentale con il terzo posto ad Obereggen nel dicembre 2007 a cui fa seguito la vittoria di S.Vigilio di Marebbe e Nauders, che gli consentiranno di mettere in bacheca la prima sfera di cristallo della Coppa Europa e la coppetta di slalom.

Il giovane talento di Annaberg, piccolo paesino del salisburghese, la patria regionale anche del grande Hermann Maier, esordisce in Coppa del Mondo, e nella stessa stagione in cui vince la Coppa Europa riesce a conquistare la prima top10 in Coppa del Mondo (slalom di Adelboden) e addirittura il primo podio, ai primi di marzo, a Kranjska Gora, chiudendo terzo alle spalle del nostro Manfred Moelgg e di Ivica Kostelic.

Insomma nei primi 3 mesi del 2008 conquista due ori ai Mondiali Jr, 6 podi in Coppa Europa, 2 podi in Coppa del Mondo (terzo in slalom alle Finali di Bormio) e il titolo di vice campione austriaco in slalom: ecco il nuovo nome dello sci mondiale.

Hirscher a questo punto lascia il suo marchio giovanile di Blizzard e passa alla potenza Atomic, dando il via ad un sodalizio tra i più vincenti della storia dello sci.
La stagione 2009 lo porta al podio nella combinata della Val d’Isere, ma la crescita del fenomeno si completa nelle stagioni 2010 e 2011, le ultime due prima dell’incredibile filotto di 8 Sfere di Cristallo consecutive.

In quei due inverni arrivano: la prima vittoria in carriera (saranno ben 67 in totale) nel gigante della Val d’Isere, la seconda a Kranjska Gora (gigante) e di nuovo Val d’Isere (slalom, dicembre 2010) e altri 7 podi tra slalom, gigante e combinata.

Con la stagione 2012 inizia però il vero del campione austriaco: la vittoria nel gigante di Beaver Creek, soffiata per soli 16 centesimi al rande dominatore dei pali larghi , lo statunitense Ted Ligety, che si era già messo in bacheca già tre coppe di specialità. Con 4 vittorie tra le porte larghe la coppa di specialità prende la via dell’Austria, e con altre 6 in slalom Hirscher si ritrova alle Finali di Schladming, a marzo, a lottare per la generale.

Davanti a lui però, e di ben 135 punti, c’è un certo elvetico Beat Feuz, che ha fatto man bassa di punti tra superG, discesa e combinata. Ma Marcel non si arrende e con pochissime gare sulle gambe (solo 3) in superg si permette di salire sul podio a soli 6 centesimi da Christof Innerhofer e 4 da Alexis Pinturault, e conquista così il primo podio della velocità riducendo così a 75 le lunghezze da Feuz, complice anche l’uscita dello svizzero. La vittoria nel gigante finale completa la storica rimonta e 6 anni dopo Benni Raich, Marcellino conquista la sua prima Sfera di Cristallo, quinto austriaco nella storia a riuscirci. Sarà un rapporto con la sfera di cristallo che poi durerà per otto anni consecutivi.

Un totale di 67 vittorie, 47 secondi posti e 24 terzi posti, ovvero 138 podi (3 in superg, 59 in gigante, 65 in speciale, 6 in combinata, 5 in parallelo).
Hirscher vince anche le coppe di slalom nel 2013, 2014, 2015, 2017, 2018, 2019, lasciando a Kristoffersen l’edizione 2016 per 31 punti dopo un lunghissimo testa a testa. La coppa di gigante è sua nel 2012, 2015, 2016, 2017, 2018 e 2019. Slalom e gigante a parte, Marcel chiude la carriera in coppa del mondo con una vittoria e due podi in superg, 6 podi in combinata e – curiosamente – senza mai correre una discesa libera.

Oltre alla Coppa del Mondo sarà protagonista anche a Mondiali e in minima parte alle Olimpiadi, dove ha raccolto molto meno di quello cche aveva seminato. A Schladming 2013, sulle nevi di casa davanti a quasi 100mila spettatori paganti,, conquista la prima medaglia arrendendosi in gigante al solo Ted Ligety, poi arriva il primo oro superando Neureuther in slalom.  A Vail 2015 vince l’oro in combinata e l’argento in gigante di nuovo dietro al padrone di casa Ted Ligety. Nel 2017 a St.Moritz vince l’argento in combinata, l’oro in gigante e in slalom e infine lo scorso febbraio ad Are 2019 vince l’oro in slalom e l’argento in gigante, alle spalle di Henrik Kristoffersen. In 4 edizioni conquista 9 medaglie: 5 ori e 4 argenti, cui vanno aggiunti l’oro a squadre a Schladming 2013 e Vail 2015, che lo consacrano come il recordman in fatto di ori ad una rassegna iridata, ben 7 totali.

Alle Olimpiadi solo tre le medaglie conquistate: 2 ori e 1 argento. A Vancouver 2010 è ancora in rampa di lancio eppure sfiora il podio in gigante (8 centesimi dal bronzo di Svindal) ed è 5/o in slalom nel giorno dello storico oro del nostro Giuliano Razzoli. A Sochi 2014 in gigante delude nella prima manche (8/o) e si ferma ai piedi del podio nella seconda. In slalom arriva la prima medaglia a cinque cerchi alle spalle del connazionale Mario Matt. Ed arriva l’ultima olimpiade, quella coreana di PyeongChang 2018: oro in combinata, oro in gigante, lasciando a +1.27 Kristoffersen, ma in slalom, la sua specialità per eccellenza finisce fuori, una delle poche volte in carriera.

Infinito anche il numero di record battuti, come il maggior distacco in gigante (3.28 secondi) rifilato al tedesco Felix Neureuther a Garmisch nel 2015, e altrettanto lungo l’elenco di  riconoscimenti e onorificenze, come la Gran Decorazione d’Onore dell’Ordine al merito della Repubblica Austriaca ricevuta nel 2016, o l’essere eletto 5 volte sportivo austriaco dell’anno, solo per citare i più prestigiosi. Tanti anche gli episodi che lo hanno visto protagonista: sicuramente resteranno storici il drone caduto a pochi metri da lui nello slalom a Madonna di Campiglio o gli sci rubati (e poi ritrovati) in Alta Badia.

Ed infine a quasi 30 anni è arrivato anche il matrimonio con la sua storica compagna Laura, in segreto lontano da flash e media, nell’isola di Ibiza e la nascita di un pargoletto lo scorso ottobre di cui però praticamente non si sa quasi nulla, nemmeno il nome di battesimo.

Un grande campione sugli sci che però dal punto di vista mediatico non lo è stato altrettanto, basso il numero anche di suoi follower sui social, rispetto ad altri suoi meno famosi colleghi, poche le apparizioni televisive, dosate sempre, o le sue apparizioni come testimonial in pubblicità televisive. Un campione che non ha mai voluto apparire più di tanto al di fuori dei campi di gara, che ha dosato sempre le sue dichiarazioni senza mai uscire dalle righe e che ha badato più al sodo, cioè mettere trofei in bacheca.

Da domani lo sci non sarà più lo stesso senza Marcel Hirscher e a noi non resta che ringraziarlo così: “Danke Konig Marcel!”.

Foto: Rivista Sci-Vittorio Savio

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