11 cose che non sai dello sci d’erba

Redazione On Line by

È sempre difficile trascorrere un’estate senza sci. Quindi, perché non provarci? Prima però bisogna imparare qualche fondamentale.

Lo sci d’erba, inventato nel 1960 in Germania, oggi può essere approcciato da tutti. E domani a Rettenbach, in Austria, inizia la Coppa del mondo 2017.

1 Il Marcel Hirscher dello sci d’erba è italiano
Si chiama Edoardo Frau (nella foto), è di Asiago ma vive ad Aosta, ha 37 anni, veste i colori dell’Esercito e in bacheca ha quattro Coppe del mondo, 15 medaglie ai Mondiali e un centinaio di podi. L’ultima coppa è stata conquistata proprio nell’estate 2016 quando ha realizzato 940 punti finendo al primo posto della classifica generale (quarto in slalom, primo in gigante, secondo in superG e secondo in supercombinata).

2 Quanti iraniani!
Sono un centinaio gli atleti che frequentano la Coppa del mondo. L’Italia ne ha altri quattro nei primi quindici della classifica (in questo sport non esistono specialisti ma tutti gli atleti gareggiano in tutte le discipline) ma tutti molto distanti dalla vetta. La loro provenienza è soprattutto bergamassca, trentina, friulana e veneta. In Coppa mancano francesi e americani, ci sono molti austriaci, cechi e tedeschi, pochi svizzeri e ben tre iraniani.

3 Perché non si fa anche la discesa libera?
Non per una mancanza tecnica o per un pericolo di tenuta degli atleti ma semplicemente perché le piste in genere sono troppo corte.

4 L’olio è ecocompatibile
Nello sci d’erba bisogna cambiare l’olio (sempre ecocompatibile, ovviamente, dovendo finire direttamente nel prato) con la stessa cura e attenzione che gli skiman usano per le scioline d’inverno. Il discriminante, anche in questo caso, è la densità dell’olio che deve essere scelta in funzione della temperatura atmosferica garantendo lubrificazione senza attriti

5 E la presa di spigolo?
Anche gli sci d’erba che scorrono sui cingoli permettono di “piegarsi sulle lamine”. La struttura dello sci è sostanzialmente formata da un cingolo con una parte fissa a binario e una mobile con carrelli su ruote. Una serie di placchette in materiale plastico hanno la funzione di tenuta e di guida dello sci in fase di curva che altrimenti chiameremmo “presa di spigolo”.

6 Carving anche sull’erba
Lo sviluppo degli sci da discesa e da erba è cresciuto parallelamente: Le sciancrature accentuate e gli sci più corti hanno portato alla nascita del concetto di curva “carving” nello sci alpino. Al contrario, nello sci d’erba l’evoluzione ha portato ad avere sci più lunghi e con un vero e proprio “cingolo carving”. Il gesto motorio così è tecnicamente simile in entrambe le discipline, finalizzato alla realizzazione di archi parabolici (www.scisviluppo.it).

7 Come si scia sull’erba?
La priorità è essere centrali, il che non è propriamente facile con uno sci così corto, con la piastra così alta (si viaggia a circa 12 cm dal suolo) e con le infinite asperità del terreno.

8 Uno sci d’erba da gara costa come uno sci da discesa da turista…
Il prezzo di uno sci professionale si aggira attorno ai 500 €, i ricambi 70-80 a manche, le placche 200 €.

9 A che tipo di infortuni si va incontro?
Ci si fa più male agli arti superiori che a quelli inferiori perché si cade sul duro e, una volta a terra, non si attenua la velocità scivolando a valle. Le ginocchia sono molto meno impegnate e si infortunano meno spesso.

10 Lo sci d’erba è anche per i disabili
Tutto cominciò nel 2011 in Val di Susa, grazie all’impegno di un gruppo di sognatori e di volontari. A Torino è ora attiva un’iniziativa unica al mondo: dal maggio dell’anno scorso infatti al Parco del Nobile lo sci d’erba – gestito dall’A.S.D. GreenSki Torino – è aperto anche alle persone disabili. C’è anche un impianto di risalita.

11 Dove si scia?
Oltre che a Torino, si può provare a Folgino (PG), a Canazei (TN), a San Sicario (TO) e a Pecol (BL), Gli sci club più importanti del circuito italiano sono il Gav Vertova (BG), il Valsassina Ski Greenteam di Lecco e il Cai Trieste.

Ti potrebbe piacere...