Alla scoperta di Quail Hollow #PGAChamp

Gaia De Simoni by

 

Per la sua 99esima edizione il PGA Championship fa capolino questa settimana in Nord Carolina, sul percorso di Quail Hollow.

Il magico percorso ospiterà così per la prima volta nella sua storia il Major americano.

Situato a Charlotte, dal 1969 al 1979 ha ospitato un evento del PGA Tour (il Kemper Open), mentre dal 2003 al 2016 è stato sede del Wachovia e del Wells Fargo Championship.

Tra i professionisti che hanno trionfato sui suoi fairway ricordiamo Tiger Woods nel 2007, Rory McIlroy nel 2010 e nel 2015, e Rickie Fowler nel 2012.

Fondato nel 1960 da un gruppo di 21 soci, è stato originariamente disegnato dall’architetto George Cobb per poi subire le modifiche del grande Arnold Palmer nel 1986.

Le ultime ristrutturazioni sono state portate a termine da Tom Fazio rispettivamente nel 1997, nel 2003, nel 2013 e nel 2016.

Nonostante Rory McIlroy detenga il record dello score più basso di Quail Hollow con 267 colpi, sembra che quest’anno i risultati saranno più alti proprio grazie alle tante modifiche intraprese nel 2016 per renderlo ancor più difficile.

Le ultime tre buche del percorso prendono il nome di “The Green Mile” e sono le più difficili del PGA Tour.

E alcuni le considerano persino più insidiose dell’Amen Corner dell’Augusta National.

Si tratta di un par 4 di 463 metri, di un par 3 di 204 metri e di un ultimo par 4 di 452 metri. Ovviamente, tutte e tre le buche sono invase dall’acqua.

Nonostante Quail Hollow ospiterà quest’anno un Major per la prima volta, nel 2021 si svolgerà sui suoi fairway anche la Presidents Cup.

Un percorso difficile ma al tempo stesso magico, che promette di scrivere un nuovo e importante capitolo della storia del PGA Championship.

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