Uno swing colorato d’azzurro.

Redazione On Line by

Di Veronica Pons

Un break “a tutto golf” in mezzo al Mediterraneo: a Maiorca vi aspettano gli stretti fairway e i tanti dislivelli del Son Vida, all’ombra del Castillo, oggi riconvertito in boutique hotel.

O, anche, gli ostacoli d’acqua e i green a classidra del Son Muntaner. Lambendo il millenario “Sa Capitana”

Una volta saliti sul tee della 15, mentre si studia come affrontare la buca, lo si vede: l’ulivo millenario è lì, in mezzo al fairway, delimitato da un basso muretto a secco dalla forma circolare. Osservandolo bene, non si può non pensare che esisteva prima della progettazione del golf, della costruzione dei resort e di quando Maiorca divenisse la meta privilegiata dell’high society del Nord Europa grazie al suo clima mediterraneo e alle sue acque da sogno. E, mentre ci si china per mettere la pallina sul tee, sorge il pensiero che quell’albero dal fusto nodoso – il più antico dell’isola, conosciuto dai più come “Sa Capitana” – si trovava lì ancor prima che nostri trisnonni si incontrassero, testimone silenzioso di un passato a noi totalmente sconosciuto. Sarà per questo che, quando l’architetto tedesco Kurt Rossknecht ha ricevuto l’incarico di progettargli intorno un campo da golf – il Son Muntaner Golf, inaugurato nel 2000 – ha reso onore alla sua longevità dandogli il risalto che meritava. E facendolo diventare simbolo del percorso che fa parte del gruppo Arabella Golf Mallorca (www.arabellagolfmallorca.com), ossia tre campi a 18 buche – Son Vida Golf, Golf Son Muntaner e Son Quint – oltre a uno a 9 buche, il Son Quint pitch&putt. In posizione privilegiata rispetto a Palma, dal cui aeroporto internazionale distano meno di venti minuti di macchina, le 63 buche della proprietà – collegate tra di loro e ai Resort Starwood (Castillo Hotel Son Vida, Sheraton Mallorca Arabella Golf Hotel, St. Regis Mardavall Mallorca Resort) tramite un servizio di shuttle gratuito – offrono al golfista uno scenario tecnico e a tratti spettacolare, che grazie alla sua varietà riesce ad andare incontro alle aspettative e ai livelli di gioco più disparati. Gli ospiti possono giocare in ciascuno dei quattro tracciati della proprietà e utilizzare i servizi dell’Arabella Golf Academy. In alta stagione è consigliato prenotare il tee time con un mese di anticipo se individuali e con tre mesi di anticipo per i gruppi.

Il più antico della famiglia, e di tutta Maiorca, è il Son Vida Golf (18 buche, par 71, 5.601 m, www.sonvidagolf.com) aperto al gioco inizialmente con le prime 9 buche nel 1964 – inaugurate ufficialmente dal Principe Ranieri di Monaco – su disegno di F.C. Hawtree e rimodellato nel 2001 dal progettista Kurt Rossknecht. Tra i più belli dell’isola, il campo è ritagliato nella vegetazione mediterranea tra i secolari alberi della proprietà omonima, ed esibisce un tecnico progetto con radici nella tradizione, con fairway stretti e piuttosto ondulati e viste spettacolari direttamente sulla Baia della Capitale. Per giocarlo al meglio bisogna prestare molta attenzione alla miriade di ostacoli disseminati lungo il percorso – fossi, acqua, bunker, fuori limite – e non sottovalutare i green mossi e particolarmente veloci. Molte buche hanno grandi dislivelli tra il tee shot e il green, in particolare i par 3, obbligando prudenza nella scelta del bastone. Le cinque buche conclusive non permettono di abbassare la guardia, in particolare la 18, un vero test da affrontare con intelligenza: un par 5 di 470 metri con un doppio cambio di direzione e due laghetti che costeggiano il fairway su entrambi i lati fino all’arrivo al green protetto da un enorme bunker. Il campo ha ospitato due importanti eventi professionistici a livello europeo: l’Open Renault de Baleares del 1990, con l’avvincente vittoria al play-off del mitico Seve Ballesteros; e l’Open de Baleares del 1994, quando vinse Barry Lanes.

Molto più recente rispetto al fratello maggiore, l’Arabella Golf Son Muntaner porta la firma, come detto, di uno dei più quotati golf designer tedeschi che ha progettato un parkland course dal disegno tecnico e moderno (18 buche, par 72, 6226 m), con altissimi standard qualitativi, il tutto all’interno di una natura tipicamente mediterranea. I suoi fairway sono ampi, piacevolmente delimitati da pini, mandorli e carrubi, e se le prime nove sono interessate da numerosi ostacoli d’acqua, con laghetti che entrano in gioco in quasi tutte le buche, le seconde sono più mosse e di ampio respiro. Anche qui i green veloci, dalla tipica forma a clessidra, rappresentano un test di attenzione e precisione. Nel 2009 il golf course è stato sede della seconda edizione del Mallorca Golf Island Skins Game che ha visto il trionfo del campione spagnolo Jose Maria Olazabal su colleghi del calibro di Martin Kaymer, Robert Karlsson e Justin Rose. L’anno scorso il campo è stato interessato da importanti lavori, chiudendo al pubblico per cinque mesi e riaprendo lo scorso ottobre con un volto nuovo. Infatti, nell’ottica di raggiungere il top dello standard internazionale, il campo è stato dotato di molte migliorie, in particolare sul manto erboso (400.000 mq) che è stato completamente riseminato con la Bermuda Celebration grass; inoltre, sono stati ampliati tutti i green, installati nuovi drenaggi, sostituita la sabbia dei bunker oltre a diversi interventi migliorativi nella club house.

Al magnifico Castillo Hotel Son Vida – membro del brand Luxury Collection di Starwood (www.castillosonvidamallorca.com) – è d’obbligo dare il giusto spazio per raccontarne la storia, fatta di un antico castelletto del XIII secolo ristrutturato e trasformato in albergo nel 1961 (164 camere e suite, cinque ristoranti e bar, Castillo Beauty Spa, sale conferenze, oltre a golf, tennis e piscina) che immediatamente ha attirato i nomi più in vista del tempo – dalla politica al cinema al jet set internazionale – a partire dalla famiglia Reale Spagnola fino ad Aristotele Onassis e Maria Callas solo per citarne alcuni. Libri fotografici con stampe in bianco e nero che riportano i fasti di feste e incontri ai vertici sono in bella vista all’interno di ogni camera dell’hotel (e in vendita alla lobby).

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