Un “soldato” chiamato cervello – Mondo Amateur Mental Coach

Redazione On Line by

Vorrei, ma non posso? Non è vero: se i tuoi obiettivi hanno queste caratteristiche, riuscirai a realizzarli più facilmente

di Francesco Caprile

Eccoci con il secondo appuntamento di questa rubrica sul mental coaching nello sport. Se nel primo articolo ti ho fatto scoprire in che cosa consiste il coaching e quali benefìci puoi trarne, in questa occasione voglio andare più nel concreto. Infatti, oggi parliamo di qualcosa che, spesso, viene sottovalutata: gli obiettivi.

 

Il primo passo

In ogni situazione, il primo passo è definire il tuo obiettivo. Pensaci: come fai a sapere la strada da percorrere se non sai dove devi arrivare? È un po’ come utilizzare il navigatore della macchina: senza una destinazione precisa, non puoi usarlo. Ecco perché il primo passo è sapere dove vuoi arrivare, avere un obiettivo in mente. In secondo luogo, un obiettivo, per essere definito tale, ha bisogno di essere formulato secondo alcune caratteristiche. Altrimenti rimane solo una dichiarazione d’intenti. Molti non lo sanno, ma è una questione di scienza: il cervello ha determinate regole. Se vogliamo che funzioni al meglio, dobbiamo rispettarle. Ti basti sapere che il cervello è un ottimo soldato: esegue alla perfezione gli ordini che gli impartisci. Più preciso è un ordine, meglio è.

 

Cinque caratteristiche fondamentali

Veniamo a noi e vediamo quali sono le caratteristiche di ciò che in PNL (Programmazione Neuro Linguistica) viene definito “Obiettivo Ben Formato”. Un obiettivo è ben delineato (e quindi ha ottime possibilità di essere conseguito) quando si basa su cinque particolarità ben definite: deve esprimersi in termini positivi; deve essere sotto la tua responsabilità; deve essere razionale ed etico; deve avere una base sensoriale; e, infine, deve avere una data di scadenza. Analizziamo più nel dettaglio ogni singolo aspetto.

 

Usa termini positivi

Esprimersi in termini positivi: come dicevo, è una questione di scienza. Il cervello (di tutti) non riconosce le negazioni. Sostenere, infatti, di “non volere stare male” è totalmente diverso dall’affermare di “voler stare bene”. Il concetto è lo stesso; ma per il cervello non lo è. Infatti, se elimini il “non”, ciò che rimane è “voglio stare male”. È un po’ come se tu stessi dicendo al tuo cervello che il tuo obiettivo è stare male e lui si concentrerà su questo. Se ti prepari per una gara, evita di dire: “Non voglio giocare male” o “Non voglio fare slice”. Ecco perché è utile esprimere tutto ciò che vogliamo, anziché ciò che non vogliamo. Usa termini positivi, evita quelli negativi.

 

Guida le situazioni

Essere sotto la tua responsabilità: il tuo obiettivo deve dipendere (quasi) esclusivamente da te. Dire, per esempio, “Voglio arrivare tra i primi dieci in classifica” non dipende da te. Così come dire “Voglio che quella persona si innamori di me”. Dire, invece, “Voglio giocare sotto al par” è del tutto diverso. Il concetto è: più l’obiettivo dipende da te, più possibilità avrai di raggiungerlo perché sei il timoniere della tua nave. È inutile avere un obiettivo il cui risultato è, per la maggior parte, in balia di eventi esterni che non puoi controllare.

Pensa alle conseguenze

Essere razionale ed etico: devi essere consapevole delle conseguenze che avrà il raggiungimento del tuo obiettivo. Spesso siamo talmente accecati dal voler raggiungere l’obiettivo che pensiamo solo a quello, trascurando ciò che potrebbe capitare nel lungo periodo. Ecco perché è necessario pensare alle conseguenze che il raggiungimento dell’obiettivo avrà non solo nella tua carriera sportiva ma nella tua vita a 360° (sfera personale, sociale, familiare eccetera). Per esempio: se per raggiungere il tuo obiettivo dovessi allenarti molto di più, ovviamente toglieresti tempo ad altro. E forse potresti capire che il gioco non vale la candela.

 

Basati sui sensi

Avere una base sensoriale: il cervello elabora i dati attraverso i cinque sensi (vista, udito, olfatto, tatto, gusto). Lavorando per immagini, il cervello ha bisogno di fotografie chiare, nitide e precise. Ecco perché il tuo obiettivo deve essere basato sui sensi. Dovrai, quindi, immaginare ciò che vedrai, udirai, ti dirai e quali sensazioni proverai una volta raggiunto il tuo obiettivo. Poniti queste domande e rispondi nel modo più preciso possibile.

 

Stabilisci una data

Avere una data di scadenza: un obiettivo che non ha una data di scadenza rimane solo un sogno. Quindi, attribuisci al tuo obiettivo una data iniziale e/o una data finale. Chiediti entro quale data precisa raggiungerai il tuo obiettivo.

 

Usa comandi precisi

Questi cinque aspetti vanno a delineare un obiettivo molto specifico. È la specificità che rende un obiettivo straordinario. Infatti, il cervello è un ottimo soldato e odia gli ordini generici. Ecco perché il tuo obiettivo deve essere il più specifico possibile. Scava in profondità, pensa precisamente a ciò che vuoi raggiungere, analizzalo consapevolmente, anche nei minimi dettagli. Dà al tuo cervello i comandi giusti e lui sarà un fedele alleato.

Da “Il Mondo del Golf Today” n° 304 – agosto-settembre 2019

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