Protagonisti di un nuovo GOLF

Redazione On Line by

Mentre l’introduzione dei crediti formativi darà a breve un valore e una classificazione all’impegno e ai risultati dei Pro italiani il tempo dell’aggiornamento è sottolineato da un calendario ricco di proposte.

A febbraio i primi appuntamenti.

La seconda edizione del Meeting annuale ha dato agli associati l’opportunità di condividere e approfondire aspetti diversi della vita professionale, che si orienta verso un golf più coinvolgente, divertente, moderno.

Con progetti innovativi come The Stadium di Philippe Allain, per bambini e non solo, un percorso a tempo dove allenare equilibrio, mobilità e coordinazione imparando attraverso esperienze di gioco piuttosto che ricevendo informazioni.

Ancora bambini nel programma di Little Golf Train, illustrato dalla proette Anna Diletta Daffan, da coinvolgere anche dai due anni a patto che l’approccio valorizzi il contatto con la natura, l’attività motoria, il gioco e la socializzazione: in prospettiva un golf per tutta la famiglia che, non ultimo, è anche cliente ideale per i circoli.

Più partecipazione in questo sport si può ottenere giocando in modo nuovo secondo Interleague.golf, che combina attività fisica e tecnologia, propone gare in tutto il mondo con scoring online, utilizza attrezzatura semplificata e qualsiasi spazio aperto, diventando così una grande piattaforma per insegnare a molti le basi del golf.

D’altra parte, se oggi il cliente è mediamente più preparato, informato ed esigente, anche il Professionista di golf deve abbandonare strumenti superati e diventare protagonista del cambiamento.

Per fare ciò self branding e attività promozionale diventano nuove e imprescindibili competenze: ne ha parlato Enrica Zurviello.

Il golf si evolve e le regole si adeguano: quelle nuove, in vigore dal 2019, sono state approfondite da Corrado Graglia e Davide Lantos, esperti della Federazione.

In occasione del Meeting è stato valorizzato l’impegno promozionale di alcuni associati, attivi nelle piazze, nelle fiere e durante l’Open d’Italia, riconosciuti come PGAI

Ambassador. «Disponibilità e profonda passione li rendono ambasciatori dei valori più autentici del ruolo che ricoprono», ha detto il presidente Antonello Bovari.

Sono Nicola Bottaro, Anna Diletta Daffan, Patrizio Daveri, Paolo De Ascentiis, Giorgio De Pieri, Claudio Ferrari, Nicolò Marsala, Luca Martufi, Riccardo Serafini, Ivan Tapia.

In febbraio, ancora due i seminari patrocinati da PGA Italiana. Il primo (Chervò Golf Club) per approfondire la tecnologia di Capto applicata al putting: raccontato da Luca Menci, il software viviseziona il colpo in 300 frame al secondo evidenziandone i parametri meccanici e biomeccanici; un’analisi che il giocatore può fare da solo o con il proprio maestro.

Il secondo (La Bagnaia Resort), con David Orr e James Ridyard, entrambi coach di grandi campioni e tra i migliori insegnanti di gioco corto.

Orr per il putting, Ridyard per l’area wedge: tra tanti temi, come interpretare i dati di un grande colpo e come migliorare la performance di un giocatore del tour.

Prossimi appuntamenti:

12 marzo – Golf Club La Margherita (Torino) SNAG GOLF, STARTING NEW AT GOLF – Level 1-2

Adatto ai bambini, ma non solo. Un sistema e un’attrezzatura pensati per rendere facile e divertente il primo approccio al golf, da sperimentare in campo pratica come in palestra o su una spiaggia.

Snag usa colore e movimento, palle di gomma e bastoni di plastica, grandi target, percorsi a tempo.

Dentro e fuori dai circoli, aiuta a muovere i primi passi, ad acquisire i fondamentali del golf e a creare con esso un rapporto duraturo. (web: snaggolf.com)

19 marzo – Golf della Montecchia (Padova) COACHING, INSEGNARE AD ALTO LIVELLO (Seminario di PGA Italiana)

L’esperienza di due illustri relatori per comprendere come interagire con un campione o con un atleta promettente, dall’allenamento alla preparazione mentale. Il contributo per il golf giocato è quello di Marta Figueras-Dotti, 60 anni, spagnola con il golf nel sangue.

Il padre presidente della federazione, due European Amateur all’attivo e diversi Internazionali, tra cui due in Italia.

Vince da dilettante il Women British Open nel 1982 e lo stesso anno diventa la prima professionista di golf in Spagna.

Una stagione tra tour europeo e Futures Tour negli States (quattro titoli in tutto) e 17 anni su quello maggiore americano, con ottimi piazzamenti e una vittoria (1994).

Lascia il gioco nel Duemila e fino al 2015 è coach della nazionale femminile spagnola; avvia la propria Academy a Madrid e da un anno dirige il coaching team della federazione marocchina; capitana della squadra femminile alle olimpiadi di Rio 2016, vice capitana di Annika Sörenstam all’ultima Solheim Cup.

Il contributo per l’approccio mentale arriva invece da Oscar Del Río: dalla psicologia sportiva studiata in università a PsicoGolf che ha fondato 22 anni fa. Spagnolo, è punto di riferimento nel suo Paese per la federazione, per la scuola nazionale professionisti e per la Pga; ha diretto una rivista di golf e collabora a programmi televisivi.

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