Nuovi campioni crescono – Silvio c’è

Silvio Grappasonni by

Tornato a Roma per qualche giorno,

ho avuto modo di seguire da vicino un giro dell’Eneos Motor Oil Open, valido per il Challenge Tour, sul bel percorso di Terre dei Consoli, firmato (e si vede) dal grande Trent Jones. Mi ha colpito il livello medio raggiunto da quei giocatori che, sulla carta, rappresenterebbero la Serie B europea. Giocano veramente bene in tanti. E del resto gli exploit di Matt Wallace o anche del nostro Guido Migliozzi dimostrano che il Challenge ormai sforna giocatori belli e pronti per i Tour maggiori. Wallace – che nel 2016 vinceva cinque tornei sull’Alps e nel 2017 si garantiva la carta imponendosi in Portogallo – oggi è addirittura in testa alla Race to Dubai ed è 24° nel mondo. Migliozzi, al primo anno sull’European Tour, ha già vinto due volte.

 

Il livello dal basso è cresciuto tantissimo

Questo significa che anche i grandi giocatori non possono permettersi troppe distrazioni. Differentemente da un po’ di anni fa, ci sono sempre moltissimi avversari in grado di approfittare di qualche passaggio a vuoto dei campioni più affermati. Lo stesso, ovviamente, avviene in America, dove il Web.com Tour forgia veri e propri “progetti” di campioni. Il 33enne Nate Lashley, che ha vinto a Detroit il suo primo torneo (con un totale di 25 sotto il par e 6 colpi sul secondo) viene da lì. Se affianchiamo il suo nome a quelli di altri recenti vincitori dell’anno, ricaviamo una sensazione insolita: Max Homa, Corey Conners, C.T. Pan, Sung Kang, Chez Reavie. Nomi non famosissimi che, però, si sono tutti imposti in questa prima fase di stagione. Per trovare nomi più altisonanti, fuori dei Major, ci si deve limitare a Francesco Molinari nell’Arnold Palmer, Rory McIlroy in Canada, Patrick Cantlay al Memorial. Poi, ecco Tiger Woods al Masters, Brooks Koepka al PGA (che poi quasi sparisce negli altri tornei), Gary Woodland all’US Open.

 

Certo, la nuova struttura del calendario,

che raggruppa i Major da aprile a luglio, induce i più grandi a concentrare gli sforzi e a limitare la partecipazione ad altri eventi (tanto di soldi ne guadagnano già tantissimi). E così finisce col mancare il “re”, il dominatore. In realtà dobbiamo renderci conto di aver vissuto, con Tiger, un’epoca irripetibile. Lui era capace di vincere otto-nove tornei all’anno (ne infilò 26 fra il 1999 e il 2000, con cinque Major) ed è stato capace di ricostruirsi dopo mille vicissitudini, fisiche e no. È stato un vero e proprio extraterrestre. Ma quel tempo straordinario è passato; la normalità è quella di adesso, fatta di una competitività diffusa, pur non mancando i fuoriclasse. Ma Dustin Johnson, per esempio, ha vinto una sola volta quest’anno (a febbraio al WGC in Messico); Justin Rose pure (a gennaio, Torrey Pines). Ma, dal basso, arrivano i nomi nuovi ed è dura per tutti.

 

A proposito di nomi nuovi,

i nostri ragazzi continuano a fare risultati. Pavan ha vinto il suo secondo torneo in meno di un anno. Il successo al BMW in Germania è prestigioso e il modo in cui l’ha ottenuto è incoraggiante. Battere al play-off uno come Fitzpatrick, stampando in asta l’approccio dal rough per il birdie decisivo, esprime la maturità che Andrea ha saputo raggiungere, dopo essere stato costretto a un po’ di saliscendi fra Challenge e Tour maggiore. Di Migliozzi avevamo già parlato: conferma la notevole capacità di fare sempre il colpo giusto al momento giusto ed è protagonista di un’ottima stagione d’esordio sull’European Tour. E poi è arrivato il secondo posto di Scalise proprio al Terre dei Consoli, dopo un play-off con Mathew Jordan guadagnato grazie a uno splendido giro finale in 65. È la conferma che il nostro settore tecnico sta lavorando bene, visto che anche le ragazze italiane vincono un po’ dappertutto. Si potrebbe essere ottimisti, ma bisogna guardare al medio-lungo periodo. E, con una base di praticanti che continua a stagnare, non è ragionevole sperare di trovare sempre una generazione di ragazzi dotati come sono questi.

Da “Il Mondo del Golf Today” n° 303 – luglio 2019

Ti potrebbe piacere...