Mare + golf, una guida

Giuseppe De Filippi by

Il golf può essere monopolista del nostro tempo libero. Succede, lo sappiamo, a volte determinando scontri familiari, a volte risolvendosi in accomodamenti sull’uso del tempo disponibile (conditi però da qualche stilettata, specialmente tra coniugi), in rari casi con perfetta concordia sull’idea che ogni minuto residuo dalle attività ineludibili debba essere trascorso in un campo da golf. Ma è quando il tempo libero diventa canonicamente tanto, anzi comprende pressoché l’intera giornata, cioè quando si è in vacanza, che si viene davvero messi alla prova.

Insomma, si sta cercando di parlare del rapporto complesso tra i golfisti e il mare, che di qui a poco sarà di strettissima attualità. Le due opzioni: campo o spiaggia (per semplificare, perché esiste anche la faticosa possibilità di andare a fare il bagno salendo prima su una barca) possono essere del tutto alternative oppure integrarsi. Nel primo caso, siamo di fronte a personalità dai tratti molto decisi. Esistono, tuttavia, golfisti capaci di passare l’intera giornata estiva a giocare restando indifferenti al richiamo del mare che si vede lì lontano o che addirittura, come succede anche in alcuni campi italiani, sarebbe raggiungibile comodamente e in pochi minuti. Ne esistono altri che si portano la sacca, si informano sul campo locale, e poi rinviano, aspettano, trascurano attrezzatura e propositi, e arrivano a fine vacanza con il golf soltanto immaginato e magari leggermente rimpianto. Ma il caso più interessante sono i conciliatori, ovvero i coraggiosi che tentano di dedicarsi a entrambe le attività.

Subito dobbiamo suddividerli in due subcategorie e un ulteriore gruppetto residuale: i golfisti mattutini e quelli pomeridiani, ai quali sommiamo i rarissimi casi di strategia del panino, con giornate faticosissime costruite su golf-mare-golf o su mare-golf-mare (da cui la metafora paninara). Chi scrive è per il golf mattutino (si consiglia presto ma non prestissimo, perché per una misteriosa ragione atmosferica prima delle 9 del mattino c’è afa in molti campi che affacciano sul Mediterraneo mentre le condizioni migliorano leggermente appunto verso le 9.30). Così la giornata si sviluppa in modo più razionale, si direbbe. Prima un po’ di caldo e fatica e poi il premio balneare, prima la messa alla prova di concentrazione e coordinazione e poi il relax psico-fisico del lettino e di impegni che non superano il compimento del tragitto da e per la linea del bagnasciuga. Qualcuno però, e rispettiamo la scelta pur non condividendola, se ne sta al mare la mattina e poi va a farsi magari anche 18 buche. Con che voglia ci si vesta e si affronti il caldo pomeridiano è un piccolo mistero per noi mattutini, ma non giudichiamo.

Però rimarchiamo la perdita del famoso “momento migliore” della giornata per stare al mare, che sia spiaggia o scoglio organizzato o barca, quando il sole cala un po’, le ombre si allungano, gli strilli si placano, il caldo si attutisce. In quel momento avrete anche fatto pace con qualche nervosismo golfistico del mattino o potrete rimuginare felici su qualche colpo ben eseguito o magari addirittura su un feeling positivo sentito sul campo (di quelli che poi, però, ahimé, non durano). Potrete godervelo quel momento, con anche la sana stanchezza muscolare leggermente mitigata dalla sospensione del peso durante qualche bagno e dall’effetto massaggio dell’acqua, e con aperitivi a volontà. I pomeridiani invece staranno accaldati, perdendosi il momento magico del sole calante, anzi lamentando il calo di visibilità, e in campo si saranno portati quel po’ di spossatezza che segue a una mattinata di mare e, se spiaggisti, portandosi, loro malgrado, pure il granello di sabbia fastidioso che resiste anche alle docce. Insomma, è chiaro qui da che parte stiamo. Ma il dibattito è aperto.

Le due opzioni, campo o spiaggia, possono essere del tutto alternative oppure integrarsi. Ma il caso più interessante sono i conciliatori, ovvero i coraggiosi che tentano di dedicarsi a entrambe le attività.

Da “Il Mondo del Golf Today” n° 300 – aprile 2019

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