Il lato positivo di Morgan Hoffmann

Gaia De Simoni by

Fortunato. Si sente così Morgan Hoffman, professionista americano che nonostante la distrofia muscolare riesce a trovare il lato positivo ogni giorno.

Nemmeno un mese fa il giovane 28enne scriveva una lettera commovente sul The Players Tribune per raccontare il suo brutto momento.

“Il mio pettorale destro si è completamente deteriorato, i muscoli non ci so o più,” narrava.

Eppure oggi Hoffmann è sceso in campo al Sony Open come se niente fosse, raccontando ai giornalisti come sia cambiata la sua vita.

“Devo dormire sempre otto ore al giorno. Questa deve essere la durata del mio riposo.

Però sono fortunato, mi addormento un po’ ovunque,” ha raccontato ai giornalisti.

Fortunato. Nonostante il pettorale destro ormai non esista più e quello sinistro stia iniziando a deteriorarsi. E per la distrofia muscolare, non esiste cura.

Hoffmann ha iniziato ad averne i sintomi nel 2011, ma ci sono voluti 5 anni e diversi medici per avere una diagnosi definitiva.

È stata dura, specialmente per uno sportivo come si definisce lui. Un ragazzo che passa il tempo a fare sport, ad allenarsi all’aria aperta.

“Ho un sacco di energie. Sto mangiando sano ed equilibrato e la mattina quando mi sveglio sto bene,” ha continuato.

“Solo un po’ di muscoli si stanno atrofizzando, ma mi tengo forte sui muscoli che ci sono ancora. Penso di essere sulla strada giusta.”

Hoffmann ha iniziato oggi la sua sesta stagione sul Tour, ed è sicuro di poter fare la differenza.

Ma soprattutto, sa che raccontando la sua malattia e affrontandola con questa positività, potrà aiutare un sacco di persone.

Lui sta facendo la differenza, sta dimostrando che non bisogna mai arrendersi.

“Penso di poter aiutare un sacco di persone. Non solo per prendere coscienza della distrofia muscolare ma anche come guida per uno stile di vita sano,” ha dichiarato Hoffmann.

“Le persone sono così ineducate su cosa accada nell’organismo ed è una sfortuna che gli Americani mangino come stanno facendo.

Penso davvero che si possa cambiare fisiologia se si mangia correttamente e se si conosce cosa mettiamo nel nostro corpo.”

Per questo, Hoffmann spera di fondare un Wellness Center, in cui le persone si focalizzeranno sul corpo e sulla mente.

Il progetto è già in fase avanzata, tanto che ad agosto prima dell’inizio dei playoff FedEx Cup ci sarà una pro-am per raccogliere fondi.

Hoffmann non sa quanto ancora potrà giocare, ma soprattutto se riuscirà a rallentare la distrofia.

Per questo è nata l’idea del Wellness Center, perché la sua esperienza può aiutare anche gli altri.

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