Ecco lo score di cittadinanza

Massimo De Luca by

I Confratelli Carrellanti non sono gente che viva fuori del mondo. Oddio, fosse per loro circoscriverebbero il mondo a quelle 9-18-27-36 buche di cui può essere composto il loro circolo.

Ma, costretti da mogli, esigenze di (residuo) lavoro, amici non golfisti, anche i Carrellanti si trovano a respirare lo spirito del tempo, a mantenersi informati sulle cose del mondo, a seguire le impervie vicende di questo nostro tormentato Paese, tanto bello quanto difficilmente governabile.

Non sfugge dunque alla Confraternita che l’Italia sta vivendo una fase di cambiamento che, gioco forza, si rifletterà anche sul golf e sulle sue dinamiche.

Niente sarà più come prima, quando le nuove linee guida dettate dai gestori della cosa pubblica (res pubblica) e della cosa golfistica (res golfistica) saranno entrate in vigore.

In qualità di Priore della Confraternita, ho cercato di tenermi informato e ora sono in grado di anticipare ai Confratelli le novità che verranno introdotte nel nostro amato sport dai Sanculotti felicemente insediatisi al potere.

Primo punto: viene istituito lo score di cittadinanza.

Dal momento che, finora, la notevole differenza nei punteggi fra i ricchi e i poveri di tecnica creava un’inaccettabile sperequazione assolutamente in contrasto con l’afflato equalitario che anima il nuovo corso italiano, verrà garantito a tutti uno score minimo di 30 punti, acciocché più nessuno abbia a vergognarsi del proprio risultato, esposto al pubblico ludibrio in quelle specie di colonne infami che sono ormai i display dei computer disseminati nei vari Circoli di casa nostra.

Più punti per tutti, dunque, a prescindere da quello che si sarà combinato in campo.

E quei parassiti privilegiati che abbiano effettivamente sommato sul campo, col sudore della fronte, punteggi superiori ai 30, se ne facciano una ragione.

In questa nuova Italia non ci sarà più spazio per score d’oro. Semmai, più bronzo per tutti. Facce comprese.

Secondo punto: eliminazione della Flap Tax.

Chiunque dovesse incorrere in quella spiacevole evenienza consistente nello scagliare più lontano la zolla di terra rispetto alla pallina, così frequente tra i Carrellanti più umili, specie con i terreni pesanti dell’inverno che verrà, non dovrà pagare dazio per questo.

Un colpo inferiore ai tre metri verrà condonato, senza oneri. Praticamente non sarà mai esistito. E il giocatore potrà disporsi felice all’esecuzione del successivo, senza il fardello (tipico della Prima Repubblica) di un colpo in più.

Una rivoluzione epocale che caratterizza fortemente il Nuovo Corso, improntato a una spasmodica ricerca della felicità. E cosa può rendere più felici del condono delle flappe?

Terzo punto. Viene introdotta con effetto immediato e retroattivo la rottamazione delle virgole.

Sarà consentito “scudare” totalmente il monte-virgole di ogni stagione delle ultime cinque, fino a un massimo di dieci per anno.

Con buona pace di coloro che, sbruffoni, avevano progressivamente limato il loro handicap a furia di prestazioni sotto par netto (e talvolta lordo).

Del resto, la lotta all’handicap è uno dei capisaldi del New Deal che sta rivoluzionando usi e costumi del nostro Paese.

Non si poteva certo pensare che la casta dei giocatori bravi potesse continuare a fruire di privilegi che costituiscono “un affronto” alla democrazia.

Si va dunque verso un avvenire radioso,basato sulla semplificazione.

Nel frattempo, mi hanno garantito le mie fonti segrete, si presterà estrema attenzione alla diramazione di queste nuove norme e delle modifiche al regolamento stabilite già da tempo da quei polverosi burocrati del Royal&Ancient, da sempre custodi delle Regole.

Verrà innalzato il livello di vigilanza sulla redazione definitiva delle nuove Tavole della Legge golfistica.

L’insidia da sventare preventivamente è che qualche “manina” (o “manona”) ripristini quelle anacronistiche regole che, da decenni, hanno premiato un valore ormai inaccettabile: il merito. Era proprio tempo di abolirlo.


Disegno “Giovanni Rolandi”

 

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