Il ritorno di Rory con vista Masters

Massimo De Luca by

Un anno esatto dalla vittoria nell’Arnold Palmer Invitational il 18 marzo 2018 a questo sofferto ma fortemente voluto successo a Sawgrass per conquistare il “The Players”. Un anno che deve essere sembrato un’eternità a Rory McIlroy, protagonista, dopo il Bay Hill ‘18, di una stagione svogliata, grigia, con pochissimi acuti e nessuna vittoria. S’era già visto un altro Rory, ai primi passi di questa stagione: più determinato, più concentrato. La straordinaria tecnica, quella non s’era mai eclissata: era mancato ancora, però, il guizzo finale, l’istinto assassino del vincitore seriale che quando vede la preda di un possibile successo, non la molla più. Stavolta no: partito con un colpo di ritardo, e inciampato in un doppio bogey iniziale, non ha rilassato le mascelle e, specie nel finale, ha saputo approfittare degli errori di chi, a inizio giornata, lo precedeva e cioè Rahm, che ha sprecato, crollando, un’occasione d’oro e Fleetwood che sta diventando il più forte del mondo su 36/54 buche ma sta sviluppando un’inquietante inclinazione a rovinare tutto nei giri conclusivi. Il che magari spiega la venerazione che nutre per Chicco Molinari, il cui supporto nei famosi doppi-record di Ryder deve evidentemente essere stato determinante.

Chicco sulle montagne russe

Chicco, a proposito. Un torneo in retroguardia, concluso male con un insolito giro sulle montagne russe (7 birdie, 3 bogey, 2 doppi) quasi inconcepibile per un regolarista del suo calibro. Ma l’adrenalina esiste, conta e cala, inevitabilmente, dopo uno strepitoso successo come il Palmer vinto in rimonta solo una settimana prima. Onestamente, nulla di più, se non il passare il taglio, gli si poteva chiedere.
Sawgrass, però, oltre a Rory, restituisce alle cronache un altro campione, ben più “agé” ma straordinario. Jim Furyk, smaltito il biennio sabatico del capitanato Ryder, è tornato sulla scena alla grande, fino a sfiorare addirittura la vittoria grazie al meno 5 finale. Con questo secondo posto, si è qualificato per il WGC match play fra due settimane. Un altro saltino in avanti e potrebbe ritrovare posto al Masters e sarebbe bellissimo.

La discontinuità di Tiger

Ad Augusta Rory tenterà di completare il suo career grand slam e Tiger riprenderà la rincorsa al 15esimo Major. Soffre ancora di discontinuità (soprattutto sul putt) e non riesce a recuperare stabilmente quell’implacabilità che l’ha reso grande. Il suo torneo si è virtualmente concluso sul quadruplo bogey del venerdì alla stregata 17, che peraltro avrebbe potuto evitare adottando un droppaggio più favorevole . Il trentesimo posto finale è aurea mediocrità.Proprio quella che lui detesta

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