Il fascino discreto della Costa Azzurra

Redazione On Line by

Di Veronica Pons

Se la destinazione scelta per un bel week-end lungo è il Royal Mougins Golf Resort, vale assolutamente la pena aggiungere una giornata per lasciarsi affascinare dall’omonimo borgo medioevale provenzale, a pochi minuti di auto dal golf.

Piccolo gioiello architettonico tra i più graziosi di Francia e location perfetta per uno spot pubblicitario sulla bella vita dal carattere provenzale, Mougins invita il turista a scoprire il suo romantico centro storico – cinque vie a forma circolare – dove si alternano botteghe tradizionali, ristorantini, bar e studi di artisti, oltre a musei come quello della Fotografia o quello d’Arte Classica (MACM) con le sue ineguagliabili collezioni private (da Picasso a Warhol, Rodin, Cézanne e Dalì). A partire dagli anni Cinquanta, prima di diventare meta turistica, questo affascinante paesino, inerpicato su una collina che domina l’entroterra della Costa Azzurra, era infatti frequentato da un entourage di artisti e in particolare dai pittori, che qui trovavano una luce purissima e brillante da immortalare sulla tela.

Effettivamente l’intenso blu di questi cieli è capace di togliere il fiato, cosa che deve aver pensato anche Pablo Picasso che ha passato qui gli ultimi quindici anni della sua vita. Grazie alla sua posizione privilegiata tra mare e montagna, la Municipalità della città ha puntato molto sull’aspetto turistico e sportivo della zona. E il Royal Mougins Golf Resort rappresenta un plus non da poco, essendo l’unico Golf Resort della riviera francese, nonché uno dei più belli di Francia, tanto che proprio quest’anno ha vinto il premio come “Miglior Golf Hotel” del Paese in occasione dei World Golf Awards. Inserito in una proprietà incontaminata di 75 ettari, il Resort comprende 18 buche da campionato disegnate dall’architetto americano Robert Von Hagge nel 1993, una club house elegante e moderna con richiami provenzali, un ristorante di alto livello con una superba terrazza dominante il percorso, un hotel a 4 stelle con 29 designer suites di 50 mq con terrazza privata, una Golf Academy e una magnifica SPA di 450 mq. L’attuale proprietario, l’imprenditore indiano Rattan Chadha, ha acquistato il complesso nel 2003 e nel quadriennio successivo ha investito pesantemente sul campo, sulla club house e i suoi spazi esterni, oltre ad aver avviato la costruzione del magnifico resort a quattro stelle inaugurato nel maggio del 2008. Inoltre, nel 2014 il professionista Stéphane Damiano ha inaugurato la sua Prime Golf Academy, collocando il modernissimo Golf Performance Center Studio nel campo pratica.Il campo – un parkland course di 6.004 metri, par 71 – è semi privato e quindi riservato ai soci del Golf Club, agli ospiti dell’hotel e ai giocatori esterni, ma non più di cinque volte all’anno.

È inserito in un contesto incontaminato, tra piante di ulivo e pini marittimi, con qualità tecniche ideali per qualsiasi livello di gioco grazie ai diversi tee di partenza. Aperto e ondulato, presenta buche dal disegno piuttosto tecnico con tee sopraelevati, green ampi, enormi bunker e gli insidiosi specchi d’acqua di ben otto laghi. Pertanto, “concentrazione” è la parola d’ordine per portare a casa un buono score. In ogni caso, piazzare un buon tee shot significa essere a buon punto in un campo che mette alla prova già alla seconda buca, la signature hole: un par 3 di 183 metri, con un dislivello rilevante, che impressiona per via di un green che dai tee bianchi non sembra più grande di un fazzoletto. Fortunatamente le insidie sono ben visibili e il giocatore che osa può essere ricompensato: alcune buche hanno infatti due livelli di fairway con doppia possibilità di gioco per un classico risk/reward. Da valutare sempre accuratamente è la posizione dell’asta che qui fa la vera differenza.

Nell’ottica di offrire il meglio ai soci del Golf Club, agli ospiti del Resort ma soprattutto di poter raggiungere il top dello standard internazionale, negli ultimi tre anni Rattan ha deciso per ulteriori lavori di miglioramento del campo che hanno interessato i bunker, l’irrigazione, il driving range e in generale tutti gli aspetti che potevano essere perfezionati.

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