The 148th Open in Irlanda del Nord. Con un cuore italiano

Redazione On Line by

The Open 2019 torna in Irlanda del Nord, dopo 68 anni. Con un italiano, Francesco Molinari, già entrato nel firmamento del golf. Un invito a giocare e a viaggiare all’insegna dello sport nazionale.

 

È il torneo più antico e prestigioso della storia del golf. Giocato su iconici campi da golf, è il Torneo Major più internazionale dello sport, con eventi qualificanti in ogni continente. Per una settimana all’anno, l’inseguimento della famosa Claret Jug è al centro del mondo dello sport, seguito a livello mondiale da milioni di fan. Ma già nel 1951, l’unico dei 4 Major disputato al di fuori degli Stati Uniti lasciava la Scozia e l’Inghilterra per approdare in Irlanda del Nord. Nel 2019 si ripete lo storico ritorno: dopo 68 anni, dal 14 al 21 luglio The Open si disputa su uno dei links più celebri d’Europa, il Royal Portrush Golf Club nella Contea di Antrim.

Tra i favoriti, c’è l’italiano Francesco Molinari. Nato a Torino 36 anni fa, Molinari si è già aggiudicato uno storico trionfo nell’Open 2018, che gli ha consentito di diventare il primo italiano di sempre a vincere un Campionato Major. Una bella vittoria anche per il golf italiano che non raggiungeva livelli simili dal 1995, con Costantino Rocca posizionandosi secondo a St Andrews.

Intanto, The 148th Open ha già all’attivo un primato: i biglietti dei giorni del campionato sono andati esauriti in pochissimo tempo, grazie a una domanda senza precedenti. Sono ancora disponibili i biglietti dei giorni di pratica, che offrono la possibilità di vedere e interagire con i grandi del golf. Tra cui, ovviamente, Molinari.

Con un totale di 94 campi (di cui 31 hanno una qualità certificata da Tourism Northern Ireland), l’Irlanda del Nord è una vera calamita per gli amanti del green. Qui il golf è unico: si può lanciare la pallina verso il mare, esplorare fairway lungo il fiume o mettere alla prova il putt in un vasto percorso parkland. A iniziare dal Royal Portrush: è un insieme di gigantesche colline di sabbia poste su un promontorio proteso sull’Atlantico, da cui si gode la suggestiva vista della Scozia e del Donegal. La buca caratteristica è la numero 14, non a caso chiamata Calamity Corner, l’angolo del disastro: poco meno di 200 metri di dune da superare con un solo tiro. Altrettanto scenografico il territorio all’intorno, con i tesori della celebre Causeway Coast, quali le splendide rovine di Dunluce Castle abbarbicate sulla cima della collina, il misticismo di Mussenden Temple,  Ballintoy Harbour, iconico porto di approdo del Trono di Spade®. E la Giant’s Causeway, formata da circa 40.000 colonne esagonali create da un’azione vulcanica di quasi 60 milioni di anni fa.

Al Royal Portrush si aggiungono altri campi importanti. Come Il Royal County Down, il preferito dal celebre Rory McIlroy, che nel 2017 è stato incoronato dal Golf Digest come numero 1 tra i 100 migliori campi da golf del mondo. Inserito nella Murlough Nature Reserve, ha per sfondo la maestosità alpina delle Mourne Mountains e si estende lungo le rive della baia di Dundrum. Da vedere, a una decina di minuti di auto, le belle rovine dominate da un mastio del Dundrum Castle, forte normanno del XIII secolo costruito su un picco roccioso. O il Galgorm Castle, nella contea di Antrim: 18 buche immerse nel parco di una delle dimore storiche irlandesi, con laghi, i resti del forte del clan McQuillan e i fiumi Main e Braid. Anche il Galgorm ospita un famoso torneo, il Northern Ireland Open, questa estate dal 6 al 9 agosto.

www.irlanda.com/golf

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