Praga, magica anche per il Golf

Redazione On Line by

Con oltre cento percorsi, la Repubblica Ceca è una destinazione emergente per il golf internazionale. E la capitale abbina la sua fama di città esoterica al fascino dei suoi campi più moderni.

 

di Ju Kuang Tan

 

Praga è da sempre una delle più affascinanti capitali europee. Dal maestoso Castello che domina la città ˗ sopravvissuta relativamente illesa alla Seconda Guerra mondiale ˗ al regale Ponte Carlo che unisce le due sponde della Moldava, la capitale ceca sprigiona un fascino irresistibile. E questo lo sanno in molti. In pochi, invece, sono a conoscenza che i dintorni di Praga e l’intera Repubblica Ceca ospitano anche diversi campi da golf. Tutti bellissimi. Ci sono oltre cento percorsi nel Paese e meno di quarantamila golfisti praticanti. Perciò non solo c’è una buona selezione di meravigliosi posti da godersi, ma è anche probabile trovarli abbastanza liberi. Abbiamo visitato quattro percorsi, classificati fra i migliori dell’Europa continentale, che già da soli meriterebbeo il viaggio. Ecco le nostre impressioni.

 

Royal GC Marianske Lazne: voluto da Edoardo VII

Sono poco più di quaranta i Golf Club al mondo che possono definirsi “Royal”, e quello nella città termale di Marianske Lazne (o Marienbad, in tedesco), a circa due ore da Praga, va legittimamente orgoglioso del suo titolo. Infatti, è uno dei soli due Royal Club presenti nell’intera Europa continentale. È molto più di un semplice riconoscimento da parte della famiglia reale inglese; il Royal Golf Club Marianske Lazne (www.golfml.cz) fu concepito e fondato nel 1905 dal re d’Inghilterra Edoardo VII. Egli era solito frequentare Marianske Lazne per i trattamenti termali e rimase incantato da questo posto.

L’idea di combinare il golf con le visite alle terme, cosa che tutt’oggi è ben gradita, piacque molto a Re Edoardo VII, e così nacque questo Golf Club. Le prime nove buche furono costruite nel giugno del 1905 e l’aggiunta delle seconde nove, nel 1929, allungò il percorso a 5.160 metri. Nel 1935, il Club ha celebrato il suo trentesimo anniversario ospitando il Campionato Open della Cecoslovacchia.

È interessante notare come il Club sia sopravvissuto a due Guerre mondiali, a vent’anni di una nuova indipendenza come Cecoslovacchia, a quarant’anni di dominio socialista e al ripristino dell’ordine democratico nel 1989, uscendone più forte che mai. Oggi la struttura ha una splendida aura di nobiltà ma, nello stesso tempo, offre un ambiente informale e amichevole per tutti coloro che vengono a godersi questo bellissimo parkland. Come la maggior parte dei golf club della Repubblica Ceca, Marianske Lazne ha una sua associazione, ma è aperta anche ai non soci in qualsiasi giorno della settimana. La club house, ampliata nel corso degli anni, riflette il patrimonio britannico con le sue travi a vista in vero stile Tudor. All’interno, un accogliente ristorante e bar è il posto ideale per gustare un pasto e bere qualcosa prima o dopo il gioco.

Come ci si può aspettare da un club “Royal”, il campo è un parco inglese immerso nella natura, e si snoda attraverso una foresta ricca di vecchie querce e pini imponenti veramente suggestiva. Difficile, qui, richiamarsi al detto, trito e ritrito, secondo cui il golf sarebbe “una bella passeggiata rovinata dal gioco”. Nulla può rovinare la bellezza di questo posto. Il percorso non è eccessivamente lungo – solo 6.116 metri dai back tee – ma la strategia è la chiave per giocare bene le buche.

Come con la maggior parte dei percorsi parkland inglesi costruiti antecedentemente alla Prima Guerra mondiale, i green sono circolari e molto piccoli. Protetti come sono dai bunker, raggiungerli è una bella sfida. Ma una volta in green, è probabile ritrovarsi abbastanza vicino alla buca da avere una buona possibilità di centrarla. Poiché il percorso è in larga parte pianeggiante, la passeggiata è piacevole. La buca più “ripida” è la 7, un difficile par 4 dogleg a sinistra che richiede un buon drive a destra del fairway e un colpo lungo e alto per trovare il piccolo green posizionato in salita. Un’altra buca difficile è la 13, par 3. È lunga 204 metri e il ripido pendio a sinistra del green non perdonerà i colpi imprecisi. I par, qui, valgono oro.

La buvette merita sicuramente una sosta se hai voglia di un delizioso hot dog, di una vasta scelta di gelati o di un drink. L’offerta alcolica dietro il bancone è tra le più ampie mai incontrata in un campo. In conclusione, la varietà delle buche e l’ambiente rilassante e pittoresco offrono un’esperienza di golf stupenda. Non c’è da meravigliarsi se questo affascinante Club alla periferia di una piccola città termale non solo sia sopravvissuto a un secolo di difficoltà, ma sia riuscito perfino a prosperare ai giorni nostri.

 

Prague City Golf: praticamente in centro

Rientrando nella capitale, troviamo il Prague City Golf (www.praguecitygolf.cz). Il percorso stile links, progettato da Alex Cejka e dal designer Jeremy Ford, è molto popolare per ovvi motivi: insieme al campo pratica, si trova infatti proprio in città, a non più di venti minuti di auto dal centro storico. Ma la vicinanza al centro della città non è l’unico motivo di tale popolarità.

Il percorso in genere è in ottime condizioni, se si considera che registra più di 30mila giri all’anno. Ci sono circa duecento soci che hanno aderito per 3.000 euro (1.000 euro all’anno di abbonamento), ma il Prague City Golf accoglie anche i visitatori esterni. «Il turismo golfistico a Praga cresce di pari passo con la città», afferma il direttore del percorso, Jakub Majzlik, che sovrintende anche la scuola di golf del Circolo. «Siamo popolari tra i nostri connazionali che vivono all’estero, ma anche tra i turisti. Siamo orgogliosi della nostra Accademia di golf e finora abbiamo circa ottanta bambini. Abbiamo ingaggiato anche l’allenatore della Nazionale».

Per l’Accademia di golf il Club ha un apposito edificio separato, con aree di pratica dedicate. Inoltre, il putting green “18 buche”, situato proprio accanto al campo, offre ai giocatori un’ulteriore opportunità di affinare la tecnica del putt.

Naturalmente il test vero è sul “Championship Course”. Fedele al suo aspetto tipico da links, il campo si snoda su un terreno relativamente pianeggiante in riva al fiume (che per due volte lo ha allagato, dall’apertura nel 2007 a oggi, venendo ottimamente ripristinato in entrambe le occasioni). Gli ostacoli di sabbia, progettati in prima persona da Cejka, oltre a essere belli da vedere, sono anche strategicamente posizionati in modo da influenzare le scelte di tiro. Ma, pur con un disegno da puro links, comprende anche quattro grandi laghi che creano ulteriori rischi per i golfisti. Queste sfide arrivano sulle seconde nove e entrano in gioco nelle buche 12, 14, 15 e 17, impegnando anche i professionisti in gara qui, in luglio, nel Challenge Tour.

Con il successo che ha ottenuto il Prague City Golf, si stanno pianificando lavori per una ulteriore crescita. «Stiamo valutando la possibilità di costruire una nuova club house, dietro l’attuale buca 5, e cinque buche aggiuntive”, rivela Michal Vicek, il direttore generale del Club. «Ma potremmo anche arrivare a un totale di 27 buche, nove delle quali più corte».

Non ci son dubbi sulla risposta del pubblico. Il Prague City Golf è molto popolare tra gli stranieri residenti nel Paese, specie fra i coreani e gli oltre ottanta golfisti originari del Vietnam trasferitisi a Praga per lavoro. Questo approccio inclusivo, unito alla costante ricerca di migliorie su una situazione già molto buona, garantirà un continuo progresso di questo splendido campo.

 

Ypsilon Golf Resort: sul confine di tre Stati

Una visita all’Ypsilon Golf Resort (www.ygolf.cz) dà l’idea di quanto sia “montuosa” la Repubblica Ceca. Il percorso collinare si trova all’ombra delle montagne Jizera, a breve distanza dal vasto Parco Nazionale Karkonoski. Giocare un round qui offre una fantastica vista sulla splendida campagna circostante. Durante la primavera e l’estate le colline brillano di color smeraldo, splendidamente in bilico con il cielo limpido e azzurro che caratterizza entrambe le stagioni. Ypsilon è decisamente un’avventura in collina.

La club house è arroccata in cima a essa, imponendo l’uso di un golf car dal parcheggio al banco di registrazione, se non si vuole affrontare una ripida salita a piedi. Ma ogni sforzo fatto per raggiungere il percorso e giocarlo sarà ampiamente ripagato. Il designer Keith Preston ha creato tutte buche diverse fra loro. Ognuna ha le sue caratteristiche, sfruttando al massimo il territorio, perfetto per il golf. Il movimento terra è stato ridotto al minimo, tant’è che il percorso sembra essere lì da millenni; le uniche modifiche consistono nel taglio dell’erba per i green e lo scavo della buca con il posizionamento della bandiera. Stop.

Per quanto il campo sia collinoso, i fairway sono abbastanza larghi e offrono anche alcuni lie in piano, a patto di riuscire a trovarli. Un paio di par 5 sono raggiungibili in due colpi dai tiratori più lunghi: è il caso della 15 (482 metri) o della 18 (442 metri): ma entrambi impongono un tee shot cieco. Per fortuna, lo yardage book acquistabile al pro shop (come in quasi tutti i campi della Repubblica Ceca), aiuterà a scegliere la strategia e le traiettorie giuste. In particolare, quello fornito a Ypsilon è molto curato, con illustrazioni a colori che lo rendono un oggetto da collezione. Anche la scheda punteggio è ben progettata, con la forma di ogni green visualizzato, diviso in tre sezioni in modo da sapere dove si trovano le bandiere ogni singolo giorno.

La club house a Ypsilon è ben posizionata, provvista di una terrazza all’aperto per i clienti in modo da potersi godere il paesaggio o guardare i golfisti rientrare dai loro round. All’interno, un ristorante dal design accattivante offre un menu internazionale che include anche alcune specialità ceche. La caratteristica “Y” ˗ da cui il nome Ypsilon ˗ può essere vista dal fronte dell’edificio e indica il fatto che il club si trova vicino al punto geografico in cui si incontrano tre Paesi (Repubblica Ceca, Polonia e Germania). Se non altro, è certamente una riflessione metaforica su come un grande design del percorso, buone strutture e meravigliosi dintorni possano riunirsi per un’esperienza davvero eccellente.

 

Panorama Golf Resort: è il migliore?

Panorama è la più recente realizzazione golfistica ceca e si candida ad affermarsi come il miglior campo da golf del Paese. Aspirazione testimoniata già dalla elegante e moderna club house, progettata per combinare in un perfetto equilibrio l’avanguardia con un tocco di ambientalismo. Gli accenni in legno, ben inseriti in un contesto ultramoderno, costituiscono un palcoscenico adatto per presentare i tre layout a nove buche, tutti ugualmente interessanti. Tra queste, le 9 buche del “Meadow” e le 9 del “Forest” giustificano in pieno il nome “Panorama”, offrendo ai golfisti spettacolari scenari degli altipiani che circondano la città di Kacov.

Le buche, progettate da un team guidato da Libor Jirásek, sfruttano appieno la natura del terreno. Meadow e Forset sono un continuo saliscendi, rendendo insidiosi i tiri al green: l’esempio tipico è la 6 del Forest, par 4 con un gran dislivello. A 400 metri, dai back tee, il green sembra molto più vicino, grazie alla fortissima discesa. Chi raggiungerà il fairway col drive, avrà quasi risolto la buca perché dopo basterà un ferro corto per arrivare in green. Sempre che, attenzione!, non ci si lasci distrarre dal panorama.

Il percorso Meadow, dall’altra parte della collina, offre un’avventura golfistica altrettanto entusiasmante e pittoresca. È un po’ più lungo e sfida il giocatore imponendogli molti colpi a rischio. La buca 6, un par 3… scoraggiante a 220 metri dai back tee, è bella da vedere, ma ti farà implorare pietà fin dal momento di accingerti al tee shot.

Infine, c’è il percorso “River”, che si distingue per essere molto stretto. Le buche qui, come suggerisce il nome, sono disposte lungo un fiume tortuoso che separa la proprietà del golf dalla città di Kacov. Con un disegno così, la parola d’ordine è: precisione. L’acqua entra in gioco in molte delle buche e i green sono piccoli; quindi, per non annegare molte pallline, occorerà grande accuratezza negli approcci.

La club house, con annessa foresteria al secondo piano, è un posto meraviglioso per rilassarsi o per trascorrere un fine settimana. Il ristorante si apre in un ampio patio che lo circonda, posto perfetto per ammirare il tramonto. Quando la luce tenue della sera si proietta sulle dolci colline facendole timidamente brillare, tutte le tue preoccupazioni – e i ricordi degli errori commessi nel tuo giro – verranno semplicemente spazzati via.

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