La trappola di Barry Burn

Redazione On Line by

Barry Burn: un fiumiciattolo del tutto anonimo che scorre tranquillo nei placidi highlands di Angus.

Finché non si infila nel links di Carnoustie e, serpeggiando tra la 17 e la 18, assurge a fama mondiale di giudice severo.

Anche in questa edizione dell’Open Championship tutti dovranno fare i conti con le sue volute, sinuose e velenose.

E sarà quasi scontato tornare con la mente al 1999, quando il francese Jean van de Velde, con tre colpi di vantaggio alla 18 finale, annegò ogni speranza di vittoria in quelle acque, con  i piedi nudi a mollo, i pantaloni arrotolati e lo sguardo perso.

Otto anni dopo, nel 2007, l’ultima volta che il Major inglese è stato giocato qui, Barry Burn arride a Padraig Harrington che supera Sergio Garcia in un drammatico ed emozionante play-off.

Per l’edizione 2018, Carnoustie è in realtà un pochino più corto rispetto al 2007, in parte per fare spazio a una nuova tribuna prevista dietro il primo tee.

Oggi misura 6.768 metri, par 71.

Ti potrebbe piacere...