Il  “Berga” da Tour si racconta

Michele Ortolani by

Il 22 novembre, giorno del mio compleanno, Filippo Bergamaschi, mi ha chiamato per farmi gli auguri. 

Come regalo, mi ha concesso una breve intervista riguardo alla sua recente conquista della “carta” per l’European Tour 2019.

E’ stato emozionante vedere un amico ed un collega ottenere un traguardo così importante, sopratutto se sai quali ostacoli ha dovuto superare per raggiungerlo.

La mia curiosità era tanta. Non succede tutti i giorni di per poter chiedere a  un “neo” giocatore del Tour quali sono i suoi pensieri.

Per Filippo, l’approdo sull’European, è il coronamento di tanti sacrifici e di tante scommesse. 

Dopo un 2017 poco positivo ha “voltato pagina” cambiando atteggiamento e staff. Queste scelte, mescolate ad un’attitudine straordinaria, lo hanno portato tra “i big” del golf.

Le doti di pazienza e cattiveria gli hanno dato la forza per realizzare un – 5 di ‘fuoco” nelle ultime 9 buche nel giro finale delle q-school. Grazie a questo risultato è entrato tra i venticinque promossi al Tour.

Filippo descrive la sensazione sull’ultima buca come un mix di adrenalina e rammarico. 

Pensava che un birdie alla 18 fosse d’obbligo per prendere la carta. Mancando il putt per il birdie è stato avvolto da un velo di tristezza.

Emozione velocemente rimpiazzata da felicità e sollievo, dopo aver visto la classifica in recording area.

Consegnato lo score ha festeggiato insieme alla “moglie caddie” Alessandra e al coach Massimo Scarpa. Non è mancata la telefonata ai suoi parenti che, tra urla e qualche lacrima, hanno esultato insieme a lui per questo traguardo meritatissimo. 

Per Filippo ovviamente tutto ciò non rappresenta un arrivo, bensì una partenza.

“Berga” dice che questa nuova avventura la vuole affrontare con la stessa mentalità con cui ha approcciato le sue stagioni precedenti: One shot at a time, ma con un pizzico di curiosità in più.

Ovviamente lo European Tour, oltre ad avere montepremi elevati, porta con se dei benefit.

Un player ha un supporto a 360 gradi dal fitting ai trasporti, dal fisioterapista agli hotel, senza contare le location più suggestive ed una esposizione mediatica superiore. 

Filippo, in quanto timido e riservato per natura, mi racconta che dovrà abituarsi a questo nuovo status.

Ah, vorrei averli io questi pensieri! 

“Berga” mi confida che tutti questi privilegi possono rappresentare si un aiuto, ma anche una distrazione.

La priorità è di rimanere con i piedi per terra e focalizzarsi solo sul suo gioco.

L’obbiettivo principale sarà aumentare la velocità nel movimento. Strada che percorrerà durante il lavoro invernale in palestra, in modo da non essere costretto a modificare lo swing e sacrificare la precisione.

Sul Tour rispetto al Challenge i campi sono più lunghi, quindi avere più velocità, può rivelarsi di grande aiuto.

Davanti a sé Filippo ha molte avventure e sfide che lo aspettano. 

Il suo obbiettivo è quello di camminare sulle orme di Andrea Pavan, che ha appena terminato un anno splendido ed è per lui fonte di molta ispirazione.

Sicuramente “Berga” sarà aiutato dal suo team e dai suoi cari, ma soprattuto da Alessandra, che cercherà di portare con sé, non più come caddie, ma come fondamentale supporter. 

Filippo, ti auguro un enorme in bocca al lupo.  Avanti così!

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