Golf: molto più di uno sport

Gaia De Simoni by

Sole, temperature ormai estive e alberi in fiore sono sinonimi di una sola cosa: è tempo di prendere la sacca e andare a giocare a golf. La bella stagione alle porte è il periodo più amato dai golfisti per scendere in campo e trascorrere le proprie giornate libere in mezzo alla natura e al verde dei fairway. C’è chi ama giocare in solitaria, chi invece con gli amici e chi ancora con la famiglia. Senza dimenticare poi il golf professionistico, quello dei grandi campioni, che entra nel vivo proprio in primavera. Dal PGA Tour, con i grandi Major come il US Open, il The Open Championship e l’European Tour, con i tornei delle Rolex Series. L’Open d’Italia è il torneo più amato dal pubblico italiano, che quest’anno la 75esima edizione arriverà sul percorso del Garda Golf Country Club sul lago di Garda e promette di riservare sorprese incredibili.

Si perché non bisogna farsi trarre in inganno, il golf potrebbe sembrare privo di emozioni, insipido e talvolta noioso, ma la realtà è ben diversa. È uno sport all’aria aperta, che nonostante i tanti colpi sbagliati, rilassa e al tempo stesso diverte. Poter praticare uno sport nel verde non è cosa da tutti i giorni, eppure può accadere anche a pochi chilometri dalla città.  

Campi di vaste dimensioni accolgono al loro interno 18 buche su cui giocare e sono composte da una piazzola di partenza (tee). Il gioco consiste nel colpire con il bastone una piccola pallina di gomma dura su un lungo percorso di erba corta e fine (fairway), ai cui limiti troviamo zone di erba più alta e insidiosa (rough). Dopo aver superato i fairways e diversi ostacoli (acqua o alberi), si arriva alla buca (hole) situata in una piattaforma d’arrivo (green), che spesso è circondato da ‘insenature’ di sabbia (bunker).

Il sistema di gioco è semplice: meno colpi si fanno, migliore sarà il risultato. Per fare ciò i nostri assi nella manica saranno sempre le palline e i bastoni. Quest’ultimi hanno forma simile a una “L” e si compongono di una sottile canna (shaft) di lunghezza variabile, circa un metro (il segmento lungo della L). Lo shaft viene impugnato in cima, sul grip, con entrambe le mani e di una testa larga alcuni centimetri (il segmento corto), che è la parte che colpisce la pallina. I bastoni si dividono in base alla tipologia del colpo da effetturare: putter (utilizzato sul green), wedge (utilizzato per i colpi corti intorno al green), ferro (utilizzati per colpi medio lunghi dal fairway e dal rough), legno (utilizzato per colpi lunghi dal tee o dal fairway) e driver (utilizzato dal tee).

Ma come si scelgono i bastoni e le palline giuste? Un maestro o un Club fitter saprà consigliarvi al meglio sull’acquisto del primo set di bastoni, ma noi vi diamo alcune indicazioni. Se si è principianti occorrerà iniziare con un set di ferri e legni semplice, che arrechi pochi problemi al giocatore. L’ideale è scegliere un kit composto da sette mazze, con shaft in acciaio o in grafite per una maggiore leggerezza. Le palline perfette, invece, avranno una struttura a due pezzi, con nucleo in gomma e rivestimento esterno in surlyne.

Dopo aver scelto il set di bastoni e le palline più idonee, non resta che passare alla pratica e godere dei tanti benefici che il golf può riservare a tutti coloro che lo praticano.

Se gli amici vi dicono che il golf non è uno sport, rispondetegli che le apparenze spesso ingannano. E questo ne è un caso lampante. Il golf non è passeggiare su prati verdi scintillanti e dall’erba soffice. Il golf è uno stato mentale, è benessere fisico e soprattutto fa bene al cuore.

La camminata non è certo semplice come passeggiare in riva al lago o fra i negozi. Questa viene, infatti, alternata dalle soste per colpire la pallina con il bastone, ossia tramite lo swing. Questo è il tipico movimento del golfista, che implica una torsione del busto e delle braccia, oltre che della gamba destra nella fase finale, e prevede insieme sforzo fisico e coordinazione. Mediamente per fare un percorso si compiono dai 5 ai 7 km, tutti all’aria aperta e nel verde, lontano dall’inquinamento cittadino. Secondo diversi studi la natura e il colore verde aiutano il rilassamento del nostro corpo, riduce lo stress e allevia l’ansia. Inoltre, i chilometri percorsi sono la maggior parte delle volte sotto al sole, che aiuta l’organismo nella produzione della vitamina D, necessaria per combattere diverse malattie.

Il golf fa bene proprio all’organo più importante del nostro corpo, il cuore. Camminare aiuta a bruciare calorie (durante un giro se ne bruciano fino a 1000), portare la sacca e fare lo swing aumentano il battito cardiaco e, di conseguenza, la quantità di sangue che viene pompato. In questo modo si riduce il rischio di malattie cardiache, così come il livello di colesterolo.

Se il cuore pompa più sangue, questo confluirà nel cervello, aiutandolo a stimolare e a migliorare le connessioni nervose. Si riducono così le malattie mentali, come l’Alzheimer e la demenza senile. Inoltre, mentre giochiamo contro i nostri avversari, gareggiamo anche con noi stessi per migliorare i nostri risultati. Questo garantisce l’aumento di autostima e di confidenza, oltre che il miglioramento delle strategie e della coordinazione oculo-manuale. Il cervello rimarrà attivo e svilupperà nuove funzioni logiche. Non finisce però qui. Chi gioca a golf, vive più a lungo di chi non lo fa. Secondo uno studio svedese condotto dalla Karolinka Institutet, chi pratica questo sport ha un tasso di mortalità del 40% più basso che si traduce in un’aspettativa di vita di cinque anni in più.

 

Uno sport entusiasmante che si gioca col corpo, ma si vince con la mente!

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