Ambrogio Crippa, una vita da starter

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In 41 anni ha dato il via a 1632 gare e consegnato score alla partenza a 163.200 giocatori indicando regole locali e formula di gioco.

 

Sotto la pioggia o con il solleone, gentile ma autorevole, termina la rigorosa litania con “Si piazza” o “Non si piazza”. Poi: «Prego, potete partire».

È Ambrogio Crippa, classe 1936, nato a Vedano al Lambro (MB), starter storico del GC Milano.

Entrò al Circolo nel 1948, in anni di grande rigore sul campo e in club house. Attendeva a metà buca i ritardatari e prima che si addressassero sulla palla mostrava il cartellino giallo (primo avviso di gioco lento) e poi quello rosso (secondo avviso) che precedeva la penalità.

Prima assistente caddie, poi caddie professionale e infine collaboratore fisso alla reception e in segreteria: blazer stemmato, passo ora rallentato dall’età e dalla saggezza, si esprime con garbo e discrezione.

È starter dal 1978, icona storica del Club, immagine viva di tradizione e ricordi gloriosi. Univa in team i solitari di buon carattere; in altra parte gli aggressivi e indisciplinati affinché si “limassero” in proprio.

Giocò hcp 18 e andò in pista nella Pro Am dell’Open 1984. Gli assegnò l’incarico il presidente Foglia nel 1978, pregandolo anche di compilare a mano il tabellone dei risultati.

Fino ad allora, provvedeva un calligrafo che stilava agli arrivi nomi e numeri in bella scrittura e caratteri cubitali; poi, la mano passò ad Ambrogio che usò il rivoluzionario normografo. Quel grande tabellone era lo schermo delle sorprese all’ultimo minuto, con le aste orizzontali che salivano o scendevano spostate tutte a mano da lui.

Ricorda gli shock dei cambiamenti delle Regole, gli otto Open, le generose attenzioni degli sponsor degli anni grassi, i grandi tornei Nini Marazza, 72 buche medal, diventato poi torneo federale, e le 68 edizioni del Città di Milano, gara ufficiale Fig.

Diede lo score al via, previo autografo, al grande oncologo Veronesi, al tenore Del Monaco, al milanista Van Basten, al pittore Walter Molino, ai grandi pro Manca, Casera, Angelini, U.Grappasonni: ha tenuto tra le dita gli hcp della storia del golf italiano.

Sabato 1 settembre ha dato vita all’XI edizione della sua ambìta “Coppa Ambroeus”, medal e Stableford per tre categorie, 138 giocatori in campo. Sul tee della 1, dalle 8 di mattina, c’era naturalmente lui: «Prego, potete partire».

I “Grazie, Ambrogio”, quel giorno, erano più calorosi del solito.

Da “Il Mondo del Golf Today” n° 305 – ottobre 2019

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