Autore: Valentina Bonelli

Anche la danza coglie l’ansia di protagonismo del cittadino comune, già abituato ad esprimersi senza intermediari nella vita pubblica e sociale. Più che il gusto per la partecipazione collettiva sembrerebbe l’individualismo contemporaneo il motore delle tante creazioni per amateurs di coreografi italiani ed europei. In entrambi i casi dare dignità di spettacolo alle esibizioni di non professionisti richiede una visione socio-culturale del fenomeno.

 

Progetto a cura di Virgilio Sieni

 

Jérôme Bel da tempo porta in scena performers dei quali afferma di voler esaltare le differenze: in Disabled Theater interpreti affetti da handicap mentali, in Gala una varia umanità senza formazione coreutica (in tour in Europa). Riuscita la trasfigurazione artistica della voglia di esibirsi di molti di noi, ormai nota la forza scenica di corpi che smentiscono i canoni uniformi della danza professionale. Anche Virgilio Sieni lavora da anni con anziani, adolescenti, profughi e rifugiati, padri o madri con figli, auspicando come esito dei laboratori propedeutici all’esibizione quel senso di comunità che egli chiama “del gesto”. Nelle sue intenzioni nei Canti della seta per il festival Como città della musica (7 luglio) un gruppo allargato di cittadini scaverà nei propri corpi cercando di incontrare gli altri, tutti insieme in cammino. Un tratto più ludico caratterizza i workshops di Silvia Gribaudi, destinati a donne over per età o taglia, che scoprono di poter stare in scena e di possedere, talvolta, eccezionali diti artistiche. È il caso di Claudia Marsicano, protagonista dell’assolo R.OSA, al Sant’Arcangelo festival (7-9 luglio). Chi voglia cimentarsi con il genere sappia che è richiesto un impegno professionale, con prove obbligatorie sotto la supervisione del coreografo. Ovviamente a titolo gratuito: una prassi che nella società liberista retta dal volontariato è arrivata a toccare anche l’arte. Con 40 interpreti amatoriali a formare un indistinto paesaggio umano sottostante la figura di un solo uomo, leader o tiranno che sia, appare profetica la pièce di Olivier Dubois Les Mémoires d’un seigneur (Milano, Teatro dell’Arte, 16-17 marzo 2018).

Foto di copertina: Olivier Dubois “Les Mémoires d’un seigneur” © François Stemmer

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