Autore: Special Guest

Nicoletta Manni, Prima Ballerina del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala, venerdì 6 ottobre debutterà come Tatiana nell’Onegin di Cranko in scena al Piermarini. Protagonista della nostra rubrica Special Guest ci parla della stagione che si avvia alla chiusura, dei ruoli interpretati e di quelli cui aspira per misurare la sua maturità artistica.

«Una stagione esaltante per me si sta chiudendo al Teatro alla Scala: tanti sono i balletti in cui ho debuttato, molti dei quali necessari per avanzare in quella crescita artistica a cui tengo particolarmente in questa fase della mia professione e della mia vita.

Tra i ruoli che hanno richiesto grande impegno interpretativo c’è l’Odette-Odile del Lago dei cigni di Ratmansky: rispetto alle versioni del Novecento più fanciulla che cigno, molto femminile in entrambe le personificazioni, ora dolente ora malvagia. Se è stato arduo introiettare lo stile dell’epoca rievocato da questa ricostruzione, l’umanità della protagonista mi resterà addosso quando danzerò Il Lago dei cigni in altre produzioni.

I mesi estivi appena trascorsi mi hanno contemporaneamente calata in altri due affascinanti personaggi: Titania nel Sogno di una notte di mezza estate di Balanchine, un ruolo altero e virtuosistico che ammiravo sin da bambina alla Scuola di ballo e nel quale ho finalmente debuttato, e Giselle, figura romantica tra le mie predilette, interpretata nella tournée scaligera in California. Non era un debutto per me, ma ogni volta è come se lo fosse, le sfumature del carattere cambiano inaspettatamente ad ogni rappresentazione e la risposta emotiva si declina a seconda del partner che ho di fronte.

Quando prendo possesso di un ruolo tanto iconico voglio renderlo mio, ma se dovessi indicare un modello di riferimento direi Carla Fracci, che per me resta la migliore Giselle.

Poi c’è Tatiana, protagonista del balletto Onegin di Cranko: sto per avere la chance di interpretarla per la prima volta (venerdì 6 ottobre, www.teatroallascala.org) e so che anch’io cambierò come ballerina e come donna tanto quanto il personaggio si trasforma nel corso della vicenda. Il romanzo in versi di Puškin ha accompagnato la mia comprensione della femminilità russa, tanto che, quasi fosse un portafortuna, in prova lo tengo tra le mani nella prima scena, quando Tatiana è immersa nella lettura di un libro.

Ecco, dando per scontato il perfezionamento continuo della tecnica, sono questi i ruoli che aspiro a interpretare: nella prossima stagione ce ne sono diversi, dalla Dama delle camelie a Manon, ideali per misurare la maturità artistica di una Prima ballerina».

Nicoletta Manni

(Testo raccolto da Valentina Bonelli)

 

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