Autore: Gianluigi Mattietti

Un nuovo compositore si aggira per l’Europa. Un compositore da seguire con grande attenzione. È finlandese, si chiama Sebastian Hilli, è nato nel 1990, ha studiato con Veli-Matti Puumala e con Michael Jarrell. Nel 2015 ha vinto il premio Takemitsu. Qualche giorno fa si è aggiudicato il premio Gaudeamus 2018 a Utrecht, premio riservato ai giovani compositori (“giovani” non in senso lato, ma veri under-30). Delle 336 candidature provenienti da 38 paesi diversi la giuria, composta da Mayke Nas, Nicole Lizée e Richard Ayres, ha selezionato sei finalisti: Raphaël Languillat, William Dougherty, Matthias Krüger , William Kuo, Lawrence Dunn e, appunto, Hilli che è stato premiato per «l’estetica molto personale alla base di tutta la sua musica. Hilli possiede le competenze tecniche e il potere dell’immaginazione per realizzare ciò che vuole. La sua musica combina insieme strutture audaci con un’ampia varietà di sottili dettagli sonori».

È una musica che parte da spunti letterari, storici, ma anche astratti, concettuali, e li trasforma in originali idee musicali. Una musica che usa materiali diversi, anche ruvidi, rumoristici, ma innestandoli in percorsi sonori pieni di poesia. Hilli si ispira a Borges in Elogio de la sombra (2015) per quartetto d’archi, cogliendo le luci, le ombre, l’atmosfera onirica e mistica di nove poesie dello scrittore argentino, che diventano altrettanti movimenti: Amanecer (alba), Despedida (addio), Los espejos (gli specchi), Alguien (qualcuno), Elogio de la sombra (elogio dell’ombra), El oro de los tigres (L’oro delle trigri), Himno (inno), La joven noche (la giovane notte) e El sueno (il sogno). Il giovane compositore finlandese prende invece spunto dall’antica mitologia greca in Arachne (2016), lavoro di teatro musicale per tre voci e ensemble su un testo di Maria Kallio. La fanciulla Aracne, figlia del tintore Idmone, era così abile nel tessere che sfidò Atena a duello, e vinse, tessendo una tela perfetta che rappresentava in modo ironico gli amori degli dei. Atena andò su tutte le furie, e punì la hýbris della ragazza trasformandola in un ragno, costringendola a filare e tessere per tutta la vita dalla bocca. Hilli intreccia questo con altri miti antichi (Icaro, la Torre di Babele) e con storia dell’industria del cotone nella rivoluzione industriale: altrettanti esempi della tendenza umana a superare i limiti e ad abusare delle risorse del pianeta. E mescola suoni percussivi e meccanici del mondo industriale, con suoni amplificati di un telaio, e con una delicata texturte strumentale che evoca la tela del ragno.

Senza timore di apparire “fuori moda”, Hilli ha anche indagato l’animo umano, e il sentimento intimo e doloroso della separazione in Affekt (2017), su testi di Mårten Westö. Una sorta di “esperimento” sociale, destinato a 17 cori amatoriali (per un totale di 250 cantanti) e una grande orchestra professionale, un lavoro dunque di proporzioni mastodontiche, che però racconta un mondo interiore, fatto di emozioni, di disperazione, di rimorsi, con una musica imprevedibile e frammentaria, come lo sono gli “affetti” contrastanti e i ricordi. Non mancano nel pantheon di Hilli anche gli spunti musicali. In Paraphrase II ”Giant steps and eden acid” (2016), si ispira a John Coltrane, mescolando elementi di free jazz, bebop, acid house, in un sottile processo di filtraggio e di parafrasi, che introduce gradualmente materiali sempre più riconoscibili. Si ispira invece al rock psichedelico degli anni ’60 (che ha molti fan tra i giovani dei paesi nordici) nel recentissimo Pscyho Wood (2018), per quartetto di percussioni e nastro, che segue le fasi di un viaggio LSD descritte nel libro The Psychedelic Experience di Timothy Leary (1964). Qui Hilli combina due materiali contrastanti, legno ed elettronica: da un lato un materiale naturale suonato dai percussionisti, strumenti fatti di legno (a mano) o derivati dal legno (con assi, tronchi, rami, foglie, cortecce, carta), dall’altra il materiale sintetico e “innaturale” dell’elettronica, suoni tipici dell’era del rock psichedelico e riferimenti diretti ai Beatles, Jimi Hendrix, The Birds.

Insomma, il ragazzo ha talento, solide basi musicali, fantasia, e quel tanto che basta di spregiudicatezza. Per questo c’è molta curiosità per il suo nuovo pezzo per orchestra, Snap Music (2018), commissionato dal canale televisivo nazionale Yle, che sarà eseguito a dicembre dall’Orchestra sinfonica della Radio finlandese diretta da Hannu Lintu.

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