Walk The Line: la storia di Johnny Cash

Samantha Colombo by

Sono i primi giorni di gennaio del 1968 quando, in un carcere della California, qualcosa di straordinario sta per accadere: su un palco, appositamente allestito all’interno della prigione, Johnny Cash sta per tenere un concerto gratuito. L’esibizione è inoltre registrata su supporto magnetico, a imperitura memoria di uno dei live più significativi della sua storia artistica e di quella musicale.

Inizia così, con un primo piano riflessivo nel dietro le quinte di quel momento, il film del 2005 “Walk The Line”, che vede Joaquin Phoenix nei panni del cantautore e, al suo fianco, una Reese Witherspoon vincitrice dell’Oscar come miglior attrice in quelli di June Carter.

Questo lungometraggio non ricorda tuttavia unicamente un evento importante nella carriera di un artista e nella musica contemporanea, ma intercetta alcuni dei brani che hanno tracciato un solco indelebile nella discografia di Cash, quantomeno fino ai tardi anni ‘60. È è lo stesso Phoenix a interpretare, ad esempio, un classico come “Folsom Prison Blues” o la title track “I Walk The Line”, così come altri brani, da una “Rock’n’roll Ruby” degli esordi per approdare a “Cocaine Blues”, senza ovviamente dimenticare il duetto “Ring OF Fire”, con la Witherspoon.

Inoltre, il film non ruota soltanto intorno alla musica di Johnny Cash. Sono presenti altre canzoni nella colonna sonora, anche se non incluse in tutti i casi nel disco che ne è stato tratto, vere e proprie pietre miliari: compaiono così “Didn’t It Rain” di Sister Rosetta Tharpe, “Dark Was The Night, Cold Was The Ground” di Blind Willie Johnson” e anche Bob Dylan con la sua “Highway 61 Reviseted”.

Il film esce nelle sale due anni dopo la scomparsa di Johnny Cash e June Carter e resta un ritratto, intriso di musica, di uno dei sodalizi artistici, umani e sentimentali più proficui e profondi di un’epoca.

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