La guerra del tempo: un omaggio a Gillo Dorfles firmato Francesco Leprino

Redazione On Line by

A dieci anni di distanza dal primo lavoro realizzato su e con Gillo Dorfles (era il 2007 e …Attraverso il tempo attraversato dal tempo… ne era il titolo), Francesco Leprino torna allo stesso soggetto licenziando un lavoro, La guerra del tempo (2017), che parte dalla relazione di Gillo Dorfles con la guerra, non quella contro il tempo, che lui non ha combattuto ma semplicemente attraversato nei suoi 107 anni, ma quella “vera”: la guerra vissuta da sfollato, in Maremma al passaggio del fronte. Ne nasce un nuovo film documentario che sarà proiettato oggi alle 18:30, presso gli Amici della Galleria d’Arte Moderna, l’ultima proiezione a Milano.

 

 Scrive lo stesso Francesco Leprino, presentando il progetto nella sua interezza: «Quasi dieci anni sono trascorsi da quando interrogavo Gillo sul suo quasi-secolo di vita. Ne era nato un documentario, Attraverso il tempo attraversato dal tempo, che ha avuto una larga diffusione in Università, TV, Gallerie d’Arte, Musei, Istituti Italiani di Cultura e Istituzioni varie. Ora Gillo quel secolo l’ha ampiamente superato (gli anni sono 107), semplicemente restando indifferente al tempo, non entrando in guerra con esso (fosse stato il contrario il titolo sarebbe stato “la guerra col tempo”). La guerra, quella reale, trasuda invece dalle poesie che ha scritto in quel difficile decennio (lui sfollato in Maremma, al passaggio del fronte), abbandonata la medicina e la psichiatria, da sempre interessato alla musica nuova, allora combattuto fra pittura, poesia e teoria (critica, estetica, filosofia). Di quelle poesie (pubblicate in volume nel 2012 da Campanotto Editore), colte, sagaci, ironiche, perfino felliniane ante litteram, ne ho scelte sedici, seguendo il mio impulso istintivo-naif, la cui lettura ho proposto a Gillo, superando la sua reticenza (con la scusa dei sopravvenuti problemi visivi) con un ingrandimento adatto alla sua vista attuale. Ho farcito queste letture con i suoi dipinti di quel decennio, con brani dall’Arte della fuga di Bach reinventati da due moderni compositori (Ruggero Laganà e Alessandro Solbiati) e con musiche di Franco Donatoni. E poi è nato, quasi spontaneamente, un “personaggio” che, sfidando le leggi della natura, esplora e oltrepassa ogni confine, perfetto avatar del suo originale. Una fuga a tre voci (poesia, pittura, musica) che rivela un aspetto inedito ai più di Gillo Dorfles, figura più sfaccettata di un diamante».

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