Cosa lega Giuseppe Verdi e Nino Rota nel Gattopardo di Visconti? Scopritelo

Samantha Colombo by

Dal sodalizio artistico tra Luchino Visconti e Nino Rota, scaturiscono due pietre miliari della storia del cinema come “Rocco e i suoi fratelli” e “Il Gattopardo”.

Proprio per quest’ultimo, il regista ha una richiesta ben precisa per il compositore: la scrittura di musiche originali, concepite ancor prima di aver letto il soggetto cinematografico. Insomma, la creazione di una vera e propria opera musicale con un’anima unica, in grado di infondere vita nelle note, ancora prima che nelle immagini, a un personaggio monolitico.

In modo particolare, è un motivo a restare impresso sin dalle prime proiezioni nella coscienza collettiva: Il Valzer brillante del Gattopardo è infatti una delle musiche più riconoscibili e raffinate del cinema italiano (e forse non solo). A dispetto della commissione, questo brano non è esattamente originale: lo ha scritto Giuseppe Verdi per la contessa Clara Maffei ma, per anni, la partitura risulta persa nell’oblio. Almeno fino a quando Mario Serandrei, amico sia di Visconti sia di Rota e al lavoro per il montaggio del film, non la scova presso una libreria antiquaria. Giunta sul pianoforte di Rota, viene successivamente orchestrata e scorre come linfa vitale nella scena più sontuosa del film, che vede appunto il valzer tra Claudia Cardinale e Burt Lancaster.

 

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