Terreni Comuni: a Bologna il ventennale del Teatro delle Ariette

Redazione On Line by

Dal 12 al 21 febbraio, la stagione teatrale della Soffitta entra nel vivo con il progetto dedicato al ventennale di attività del Teatro delle Ariette “Terreni comuni – natura del teatro”, a cura di Silvia Mei. Il ricco programma vede la compagnia proporre la propria idea di teatro – una pratica quotidiana alla ricerca di quel “luogo” in cui arte, vita e lavoro convivono e in definitiva coincidono – e trova in questo anniversario l’occasione per fare un bilancio delle esperienze del territorio affermate a livello nazionale e all’estero.

Il progetto, infatti, in collaborazione con l’Alliance Française di Bologna, spazia da un laboratorio pratico dedicato agli studenti dell’Università di Bologna, condotto dagli stessi Paola Berselli e Stefano Pasquini, a un incontro col cofondatore del Théâtre de la Ville di Parigi Serge Peyrat, seguito dalla proiezione dei film 2781 Sul tetto del mondo (Italia – Francia / 2015 – 43’) e Serge Peyrat: un secondo (ultimo capitolo) (Francia / 2016 – 16’), per culminare nelle cinque repliche in anteprima del nuovo spettacolo “Attorno ad un tavolo”, e concludersi con una giornata di studi, proiezioni, testimonianze, dialoghi a partire dall’uscita del libro “Teatro delle Ariette – La vita attorno a un tavolo”, a cura di Massimo Marino.

Il Teatro delle Ariette infatti, attraverso i suoi fondatori Paola Berselli e Stefano Pasquini, insieme a Maurizio Ferraresi, dal 1996 crea spettacoli, fa teatro nei luoghi dell’esistenza ordinaria, affronta con un filtro autobiografico il rapporto delluomo col mondo, la terra, gli altri esseri viventi, in cerca di una condivisione profonda tra attori e spettatori. La compagnia promuove la cultura teatrale con i progetti A teatro nelle case e Territori da cucire, organizza incontri e dibattiti, produce documentari e film, conduce laboratori.

Nel 2017, il Deposito Attrezzi, edificio rurale per il teatro presso la loro abitazione a Castello di Serravalle (Bologna), è diventato ufficialmente sala teatrale: un riconoscimento che apre uno spartiacque nel loro percorso da “irregolari” del teatro, per citare Stefano Pasquini, e che diventa loccasione per ripensare le forme delleconomia e dellorganizzazione teatrale, della resilienza al Sistema e della fuga dai luoghi deputati.

 

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