La Collezione Rubens Tedeschi alla Biblioteca “Armando Gentilucci”

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Scriveva Paolo Petazzi su Amadeus nell’”Addio” dedicato dal “mensile della grande musica” al giornalista e critico musicale Rubens Tedeschi scomparso il 5 luglio 2015 alla “veneranda” eppure nel suo caro freschissima età di 101 anni (era nato a Milano il 30 gennaio 1914): 

«Negli articoli, come nei suoi libri, si riconosceva anche la mano del grande giornalista per la chiarezza e la compiutezza dell’informazione, per la nitidezza della scrittura, che si univa a una vena di umorismo acuta, talvolta feroce, ma capace di leggerezza (non per caso amava molto Heine)». E come esempio, citando l’amico e collega (entrambi firme dell’Unità – e di Amadeus – per lunghi anni), Petazzi ricordava: «Nell’ironia non risparmiava sè stesso: mi disse una volta, sulla sua attività di critico “Quando ti fanno fare lo stesso lavoro per decenni, se non sei proprio stupido finisci per impararlo». Aveva imparato il mestiere eccome Tedeschi, che laureato in legge, dopo un periodo come inviato aveva assunto nella redazione dell’Unità nel 1966 il ruolo di critico musicale. Migliaia di articoli e recensioni e libri importanti di storia della musica che come I figli di Boris, il suo saggio sull’opera russa, restano pietre miliari.

E migliaia di libri, appunto, riviste e dischi, che costituiscono la sua  collezione biblio-discografica vengono ora donati dal figlio Riccardo Tedeschi alla Biblioteca “Armando Gentilucci” dell’Istituto superiore di studi musicali “Achille Peri” di Reggio Emilia. Un patrimonio ricco e prezioso che – una volta conclusi il riordino e la catalogazione – sarà messo a disposizione di studenti, docenti, cultori e appassionati per la consultazione e l’ascolto. La raccolta infatti, che era conservata nella  casa di Tedeschi Parma, comprende una quantità ingente di volumi, riviste, materiale prodotto dai teatri, compact disc e long playing e documenta gli interessi e – nello specifico dei testi consultati con appunti e sottolineature – lo studio e l’approfondimento, che hanno accompagnato la lunghissima attività del musicologo, nonché gli effetti del suo lavoro: articoli, note di programma, saggi, testi divulgativi.

La Biblioteca Gentilucci, riferimento italiano per il mondo degli studi  con i suoi 56.960 titoli musicali e musicologici, non si limita all’acquisizione ma la “festeggia” sabato 14 con anche con un evento di presentazione che si tiene sabato 14 ottobre alle  ore 17, all’Auditorium Masini dell’istituto Peri: Il dono della chiarezza. Rubens Tedeschi, sessant’anni di critica musicale e la sua biblioteca. A intervenire con ricordi e riflessioni Angelo Foletto critico musicale della Repubblica e Giordano Montecchi musicologo e critico musicale, oltre una testimonianza di Riccardo Tedeschi.

A chiudere l’incontro, la musica dal vivo con la Sonata per viola e pianoforte op. 147, ultima composizione di Dmitrij Šostakovič, eseguita da Olga Arzilli, viola e Pierpaolo Maurizzi, pianoforte. Un programma che ha un deliberato ed esplicito riferimento all’esplorazione del mondo musicale russo, condotta da Tedeschi lungo tutta l’arco della sua vita e condensata nelle pagine dei saggi I figli di Boris e Zdanov l’immortale.

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