Professione fotografo: (The) Sound of Silence

Redazione On Line by

Con questo contributo inauguriamo uno spazio dedicato al mondo della fotografia e, nello specifico, ai giovani talenti del Corso di formazione avanzata di fotografia della Scuola di Arti Visive dell’Istituto Europeo del Design (IED) di Milano, tenuto da Silvia Lelli. Questo mese andiamo alla scoperta del silenzio e delle sue molteplici sfumature, presentando una selezione dei lavori esposti nella mostra “(The) Sound of Silence”.

(The) Sound of Silence

«Lasciatemelo dire, quando decisi con gli studenti del corso di Fotografia di sostenere la candidatura a tema dell’anno “Il Silenzio”, tra diversi altri pure allettanti, non fu per gusto della provocazione o per essere originali a tutti i costi. Quando ho poi assistito alla prima italiana di “Symphonie Monoton – Silence” di Ives Klein, ho capito quanto fossimo nel giusto: venti minuti di accordo, sempre vibrante e mutevole, tenuto da orchestra e coro, ricco di sfumature quanto di armonici. Venti minuti di Silenzio, teso e partecipato.

 

Il pubblico non rimane schiacciato dal Silenzio, lo vive, ricevendone e regalandogli tutte le sfumature filtrate dalla percezione, dal respiro, da una eccezionale qualità d’ascolto. Ecco, il concetto di Silenzio non nasce per schiacciare, annullare, appiattire. Si pone anzi come terreno fertile su cui può nascere qualsiasi pensiero, può sorgere una quantità inimmaginabile di suoni, e da cui possa partire felicemente il nostro sguardo.

© Augusto Rappuoli

© Augusto Rappuoli

© Augusto Rappuoli

Ci siamo intesi a volte a fatica, superando gradini e stereotipi sempre in agguato. Un invito a osservare, meditare, leggere, elaborare, è ancora troppo poco rispetto a un tema come il Silenzio. Soprattutto se viene a rapportarsi a una pratica visiva come la fotografia o per esteso al video. Sono sempre stupita di come gli studenti dopo un primo momento di smarrimento trovino un sentiero che li porti ad avere una visione, qualsiasi essa sia, a coglierla e a trasformarla a loro piacimento per aderire a quella parola apparentemente così inafferrabile e ostile: Silenzio. In fondo, sapete, il trucco è costringerli ad ascoltare loro stessi. Un tema non è forse, un pretesto?

© Celeste Torti

 

© Celeste Torti

© Celeste Torti

Il Silenzio richiede rispetto, dedizione, partecipazione, pena un’uscita rumorosa e volgare. Anche senza concedere un’accezione mistica o persino religiosa, Silenzio richiama un’attenzione senza compromessi, accende i sensi, mette all’erta il pensiero, lo lancia verso qualcosa d’ignoto, aiuta l’abbozzo d’idea a prendere forma. Potenza della meditazione? Forse.

© Gabriele Milani

© Gabriele Milani

© Gabriele Milani

Tramite la nostra percezione allertata, troviamo il Silenzio da qualsiasi parte. Siamo letteralmente avvolti dal termine che rischia persino di svuotarsi di senso, di perdere quell’aura particolare gelosamente conservata fino a poco tempo fa. Siamo di fronte ad una svendita di Silenzio? Certo c’è molto da meditare sul mondo problematico che ci circonda e il Silenzio è la piattaforma giusta da cui partire per meglio comprendere, concentrandosi totalmente. Non deve diventare però la pillola che tutto fa passare come se fosse un mal di testa!

© Ilaria Scarpa

© Ilaria Scarpa

© Ilaria Scarpa

Le immagini scelte sono frutto del lavoro svolto dagli studenti del master di Fotografia da me coordinato, il cui progetto è nato con la volontà comune della direzione della Scuola di Arti Visive dell’Istituto Europeo di Design di Milano. Allo svolgimento del master collaborano docenti di chiara fama tra i quali: Saverio Lombardi Vallauri, Marirosa Ballo, Roberto Masotti, Marianne Boutrit, Serena Serrani, Francesca Brambilla, Giovanni Pelloso, Niccolò Rositani, Gianluca Lo Presti, Stefano Vigni».

Silvia Lelli

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