La nuova Stagione lirica del Teatro alla Scala: «Al centro il repertorio italiano»

Redazione On Line by

È stata presentata stamattina la nuova Stagione lirica 2018/2019 del Teatro alla Scala. «Al centro della proposta artistica resta il repertorio italiano» afferma il Sovrintendente nonché Direttore artistico Alexander Pereira. Il prossimo 7 dicembre, non a caso, il sipario si aprirà sull’Attila di Giuseppe Verdi con la direzione di Riccardo Chailly e la regia di Davide Livermore. Dopo Giovanna d’Arco si tratta del secondo titolo di un “trittico” dedicato agli anni giovanili del genio di Busseto, trittico che in futuro troverà compimento con la messa in scena di Macbeth. Nel cast dell’Attila Ildar Abdrazakov, Saioa Hernández e Fabio Sartori.

Rimanendo sul corpus verdiano: Michele Mariotti dirigerà nel 2019 un nuovo allestimento de I masnadieri con la regia di David McVicar, mentre a Myung-Whun Chung è affidata la ripresa de La traviata nell’allestimento di Liliana Cavani, spettacolo per il quale non mancano i grandi nomi: Marina Rebeka e Sonya Yoncheva (Violetta), Francesco Meli e Benjamin Bernheim (Alfredo), più due grandi veterani come Leo Nucci e Plácido Domingo (Giorgio Germont). Leo Nucci sarà anche protagonista di Rigoletto per il Progetto Accademia in una ripresa della regia di Gilbert Deflo diretta da Nello Santi.

Il ciclo pucciniano voluto da Riccardo Chailly prosegue con la nuova produzione di Manon Lescaut, per la prima volta alla Scala nella prima versione del 1882. La regia è di David Pountney, nel cast Maria José Siri, Marcelo Álvarez e Massimo Cavalletti. Per il progetto dedicato al Belcanto spazio invece a Rossini con La Cenerentola, riproposta nel celebre allestimento di Jean-Pierre Ponnelle, con la direzione di Ottavio Dantone e, nel cast, Marianne Crebassa e Maxim Mironov.

A settembre 2019 debutto meritato per Michele Gamba con L’elisir d’amore di Donizetti firmato, per la regia, da Grischa Asagaroff. Tra i protagonisti Rosa Feola, René Barbera e Vittorio Grigolo. Completa il panorama del primo Ottocento italiano Prima la musica poi le parole di Antonio Salieri, diretto da Ádám Fischer per il Progetto Accademia con la regia di Nicola Raab, in dittico con il Gianni Schicchi firmato da Woody Allen (protagonista Ambrogio Maestri).

Qualche giorno fa è stato già presentato il Progetto Barocco che vede Cecilia Bartoli protagonista in 3 titoli nelle prossime stagioni. A ottobre 2019 si comincia quindi con Giulio Cesare di Händel, spettacolo che si prospetta imperdibile per l’eccezionale livello degli artisti coinvolti: oltre la Bartoli, Bejun Mehta, Sara Mingardo, Philippe Jaroussky, Christophe Dumaux e Christian Senn; sul podio Giovanni Antonini e alla regia Robert Carsen.

Da segnalare inoltre l’Idomeneo di Mozart firmato Christoph von Dohnànyi (direzione) e Matthias Hartmann (regia), Chovanščina di Musorgskij, che vedrà sul podio nientemeno che Valery Gergiev e alla regia Mario Martone, e Die tote Stadt, capolavoro di Korngold affidato alla bacchetta di Alan Gilbert e alla scrittura scenica di Graham Vick.

Completano il cartellone due titoli di Richard Strauss, Ariadne aut Naxos e Die ägyptische Helena, ambedue affidati alla bacchetta di Franz Welser-Möst, e Quartett di Luca Francesconi (Maxime Pascal sul podio e Alex Ollé alla regia).

  • Cecilia Bartoli

  • Michele Mariotti, Ph. Rocco Casaluci

  • Leo Nucci, Ph. Brescia e Amisano

  • Quartett

  • Andreas Schager

  • Benjamin Bernheim, Ph. Christian Clavadetcher

  • Francesco Meli Ph. Brescia e Amisano

  • Franz Welser-Möst, Ph. Brescia e Amisano

  • Rosa Feola, Ph. Todd Rosenberg Photography

  • Graham Vick

  • Mario Martone e Margherita Palli, Ph. Brescia e Amisano

  • Ildar Abdrazakov, Ph. Dario Acosta

  • Ambrogio Maestri, Ph. Dario Acosta

  • Massimo Cavalletti, Ph. Dario Acosta

  • Myung-Whun Chung, Ph. Brescia e Amisano

  • Riccardo Chailly

  • Robert Carsen

  • Vittorio Grigolo, Ph. Brescia e Amisano

  • David Livermore, Ph. Brescia e Amisano

Immagine di copertina: Davide Livermore

Info: teatroallascala.org

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