I Suoni delle Dolomiti: il meglio della musica e della montagna

Redazione On Line by

Il festival “I Suoni delle Dolomiti” anno dopo anno propone una formula consolidata – ma mai uguale a se stessa – che vede grandi musicisti esibirsi tra le più belle cime delle Dolomiti trentine. Ogni anno idee e musiche nuove percorrono sentieri e pareti, ogni anno si aggiungono scenari nuovi, ogni anno torna la voglia di sperimentare e mettersi in gioco anche nel dialogo tra artisti, pubblico e natura. E ogni anno migliaia di persone scoprono la montagna come luogo di meraviglia e incontro, come esperienza da ricordare e, soprattutto, da vivere come non si fa con nessun altro luogo.

È questo il contesto nel quale prende vita anche quest’anno il festival – ormai giunto alla XXIV edizione – che propone venticinque appuntamenti musicali che spaziano dalla musica classica al jazz, dalla world music alla canzone d’autore coinvolgendo musicisti e artisti da tutto il mondo. A chi partecipa come interprete o pubblico viene chiesto di essere protagonista e di raggiungere i luoghi dei concerti a piedi, condividendo sentieri tra pascoli alpini e boschi o rocce. Sulle spalle i musicisti portano, i propri strumenti sino a radure, conche, formazioni rocciose dove a mezzogiorno – all’alba alle ore 6 – si assiste a quell’unico e irripetibile incontro (condiviso) tra la creatività, la natura con i suoi silenzi, suoni, colori e le persone.

“I Suoni delle Dolomiti” però non interessano solo le vette. Come già per il 2017, il Festival riscopre la montagna nella sua completezza e complessità con una serie di eventi – Campiglio Special Week assieme a Mario Brunello, Gidon Kremer e la Kremerata Baltica – che interessano anche i luoghi in valle o a mezza montagna, valorizzando spazi all’aperto ed edifici storici e permettendo così ai turisti e agli abitanti di scoprire prestigiosi saloni ricchi di storia, antiche chiesette affrescate, malghe.

L’apertura del cartellone, il 30 giugno, è affidata a un nome che non ha certo bisogno di presentazioni: Graham Nash al Rifugio Micheluzzi in Val di Fassa. Un appuntamento ghiottissimo per tutti gli appassionati di musica americana e in generale della musica visto che da solo e al fianco di David Crosby, Stephen Stills e Neil Young ha segnato la scena musicale dal 1969 in poi con un continuo dialogo tra rock, folk, pop, cantautorato d’autore e persino jazz.

Dopo Nash approda sulle Dolomiti un altro grande esponente della canzone americana come Grant-Lee Phillips (7 agosto a Malga Canvere in Val di Fiemme) polistrumentista e musicista originale che negli anni Novanta portò un bel po’ di aria fresca con i suoi Grant Lee Buffalo venendo anche eletto miglior voce dell’anno nel ’95 dal magazine Rolling Stones e mantenendo nel tempo un proprio originale percorso artistico affiancando ai 6 album dei GLB 8 lavori da solista.

Molto interessante è la proposta legata al genere jazz. Anzitutto con un progetto che lancia un ponte con la canzone d’autore e dedicato a Lucio Battisti. Si tratta di “Pensieri e Parole” (3 agosto a Villa Welsperg ai piedi delle Pale di San Martino) omaggio a un artista unico, intimo e lirico, sofisticato e popolare allo stesso tempo, che vede in scena Peppe Servillo, Javier Girotto, Fabrizio Bosso, Furio Di Castri, Rita Marcotulli e Mattia Barbieri.

Viene dal Giappone Chichiro Yamanaka, considerata una delle migliori musiciste del momento, osannata dal New York Times come una “tra le pianiste più importanti e geniali del XXI secolo”. Al Passo di Lavazé in Val di Fiemme (12 luglio) sarà in un trio tutto femminile con Ilaria Capalbo e Karen Teperberg – Yamanaka Electric Female Trio – per proporre il suo lavoro “The Spheres”. Vengono invece da molto più vicino ma operando un vero e proprio viaggio nel tempo e nella tradizione Maria Pia Devito & Ensemble Burnogualà che sul Col Margherita in Val di Fassa saluteranno il sorgere del sole a L’Alba delle Dolomiti (ore 6) con un lavoro che porterà il pubblico tra danze, bisticci, suoni, cicli carnevaleschi, serenate e composizioni – come le Moresche di Orlando di Lasso – lingue, dialetti, improvvisazioni e persino imitazioni di strumenti e versi di animali.

Da non perdere il concerto di Avi Avital, primo mandolinista a ricevere una nomination ai Grammy come solista, e uno dei più celebri ambasciatori di questo strumento in grado di costruire ponti e connessioni tra musica classica e tradizione. Lo si potrà ascoltare al Rifugio Contrin in Val di Fassa il 18 luglio.

  • Andrei Pushkarev © Allesfoto.com

  • Camp Centener - Dolomiti di Brenta © Trentino D. Lira

  • Campiglio Special Week Lago Nero © Trentino D. Lira

  • Col Margherita © Trentino F. Modica

  • Dolomiti di Brenta Pian della Nana © Trentino M. Montibeller

  • I Suoni delle Dolomiti Lago Nero © Trentino D. Lira

  • Percorso Artesella Cattedrale vegetale © Trentino Pillow Lab

Tra gli eventi che vedono protagonisti gli archi ecco il Vision String Quartet (1 agosto ai Laghi di Bombasèl in Val di Fiemme) uno dei più raffinati quartetti d’archi emergenti che si caratterizza per una singolare versatilità in grado di affiancare il repertorio quartettistico classico a proprie composizioni e arrangiamenti di altri generi. Arriva a “I Suoni delle Dolomiti” dopo i riconoscimenti ricevuti al Concorso Felix Mendelssohn Bartholdy di Berlino, al Concorso Internazionale di Ginevra e il Würth Prize. Altro quartetto, questa volta tutto al femminile (28 agosto a località La Porta in Val di Fiemme), è composto da Isabelle Faust – violinista di fama mondiale e protagonista al Festival anche di un trekking musicale – che si esibirà assieme a tre interpreti d’eccezione come Kristin von der Goltz, Anne Katharina Schreiber, Danusha Waskiewicz.

La musica che incontra altri linguaggi, che diventa opportunità per raccontare e valorizzare territori, guardare alla storia e immaginare il futuro è al centro di una serie di progetti speciali pensati e ideati espressamente per “I Suoni delle Dolomiti”. L’incontro tra il jazz e la tradizione alpina anima la collaborazione tra la Musega de Poza – espressione della cultura musicale ladina – e un grande interprete internazionale sempre aperto alle contaminazioni come Paolo Fresu. Un sodalizio che sotto la direzione artistica di Marco Somadossi – musicista internazionale e docente di Composizione e Strumentazione per Orchestra di Fiati al Conservatorio “Jacopo Tomadini” di Udine – racconterà la musica della montagna ispirandosi a brani tradizionali alpini e ladini, a simboli e gesti quotidiani e persino alla natura per quello che si annuncia un viaggio sonoro ricco di scoperte. Il 29 luglio al Rifugio Roda di Vael in Val di Fassa.

Ai cuori più appassionati e sensibili si rivolge il programma della Campiglio Special Week: una settimana interamente dedicata alla musica classica e alle Dolomiti di Brenta, resa esclusiva dalla presenza dell’orchestra Kremerata Baltica, accompagnata dal suo fondatore, il Maestro Gidon Kremer.

È proprio durante la Campiglio Special Week, dal 16 al 22 luglio, che studenti e musicisti amatoriali avranno la possibilità di partecipare a diverse Masterclass sotto la direzione dei musicisti della Kremerata Baltica e, soprattutto, l’irripetibile occasione di suonare con l’orchestra durante uno dei concerti in quota, con le Dolomiti di Brenta e il Rifugio Tuckett a fare da scenografia.

Il pacchetto comprende: 7 notti in trattamento mezza pensione (camera doppia o singola), partecipazione a Masterclass con i professionisti, esercitazioni in apposita sala, partecipazione ai concerti in programma durante la settimana, DoloMeetCard.

Per tutti gli amatori interessati, dunque, è arrivata dunque l’occasione di mettere lo strumento in spalla, che sia viola, violino o violoncello, e di lucidare le scarpe da trekking, per una vacanza sulle Dolomiti e sui generis. Non è richiesto un curriculum particolare né una decennale competenza; per partecipare basta avere un po’ di esperienza musicale e molta passione.

Immagine di copertina: Paolo Fresu © Trentino – D. Lira

Info: isuonidelledolomiti

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