Boléro: il balletto cult di Maurice Béjart alla Scala con Roberto Bolle

Valentina Bonelli by

È noto come da tempo Roberto Bolle desiderasse salire sul tavolo di Boléro, il balletto cult di Maurice Béjart che dopo quindici anni di assenza torna al Teatro alla Scala.

Un titolo difficile da ottenere, anche per le grandi compagnie e per i più celebri ballerini, allora che il coreografo francese era in vita e ancor oggi che la sua eredità artistica è nelle mani del designato Gil Roman. «Per una serie di circostanze favorevoli Boléro è stato concesso di nuovo alla Scala», spiega la nostra étoile. «Io sono felicissimo di poterlo interpretare ora, e aggiungo anzi che anche soltanto un paio di anni fa non avevo la maturità scenica che sento di avere oggi. Così alla fine credo cada alla perfezione per me interpretare Boléro proprio in questo momento della mia carriera».

Dalla sala prove del ballo scaligero sono filtrate poche indiscrezioni, ma l’eccitazione del protagonista delle prime rappresentazioni (10, 13, 16, 20, 23 marzo) è palpabile mentre ci spiega cosa lo attrae di quel palcoscenico tondo e scarlatto: «È un insieme di elementi a rendere Boléro un balletto unico: sembra quasi un rito pagano più che un brano di danza e ha una forza di attrazione dionisiaca che nessun altro balletto possiede. E questo significa per me una nuova esperienza interpretativa e al tempo stesso una ricerca profonda di emozioni e sensazioni all’interno del mio io, della mia personalità».

Ricordare gli interpreti leggendari di Boléro, da Jorge Donn a Majja Plisetskaja, da Patrick Dupont a Carla Fracci, da Luciana Savignano a Sylvie Guillem, resta importante per ogni nuovo protagonista. «Sicuramente il punto di riferimento per me rimane Jorge Donn, interprete insuperato di questo brano» fa la sua scelta Roberto Bolle. «Ma io vi porto la mia personalità, l’esperienza che ho acquisito negli anni, come artista e come uomo. Tutto questo sarà condensato in quella quindicina di minuti sul tavolo rosso». Boléro di Maurice Béjart è parte del programma di balletto che include Petite Mort del maestro ceco Jiří Kylián e Mahler 10 della coreografa canadese Aszure Barton.

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