AsLiCo compie 70 anni: a colloquio con Giovanna Lomazzi

Luisa Sclocchis by

AsLiCo, Associazione Lirica e Concertistica Italiana che promuove l’opera e la musica lirica in Italia e in Europa, compie 70 anni. Con lei, il celebre Concorso per giovani cantanti lirici d’Europa, tra le più rilevanti manifestazioni in ambito lirico a livello europeo, che ogni anno seleziona centinaia di giovani cantanti poi protagonisti dei ruoli principali delle stagioni liriche di OperaLombardia e altre attività di AsLiCo. A ricordare questi 70 anni di storia, lavoro e passione, in un evento concerto al Teatro Sociale di Como il 28 ottobre alle 17.00, saranno le voci che negli ultimi vent’anni hanno debuttato grazie al concorso. Protagonisti di una serata condotta da Francesco Micheli, oltre ai cantanti AsLiCo accompagnati al pianoforte da Giorgio Martano, racconti, video e testimonianze dei protagonisti del concorso che ha lanciato grandi talenti della lirica italiana tra cui Carlo Bergonzi, Mirella Freni, Piero Cappuccilli e, qualche tempo dopo, Simone Alaimo, Ambrogio Maestri, Daniela Dessì e Michele Pertusi, per citarne alcuni. Per l’occasione incontriamo Giovanna Lomazzi, milanese, Vice Presidente e Casting Manager del Teatro Sociale di Como AsLiCo, esperta di vocalità operistica e vera e propria “signora della lirica”.

AsLiCo compie settant’anni: bilanci?

«I bilanci sono assolutamente positivi. Non li ricordo tutti ma parecchi cantanti con carriere prestigiose sono passati da noi. Mi riferisco a nomi come Katia Ricciarelli e Renata Scotto, per esempio. Quest’anno nell’opera Il Viaggio a Reims, titolo inaugurale della stagione lirica del Sociale di Como, tutti provenivano dal concorso; devo dire bravi, sotto i 30 anni e sembravano cantanti in carriera da tempo. Questa è la dimostrazione che il concorso AsLiCo premia cantanti di livello».

Conosciuta come esperta di vocalità operistica e scopritrice di talenti nel mondo dell’Opera: ci racconti…

«Posso dire che ho scoperto un baritono sentendo la sua audizione a Verona: si chiama Arduini, è specializzato nel repertorio mozartiano e del ‘700. Lo porto ad esempio di un non partecipante al concorso che ho però sentito e immediatamente chiamato a rivestire il ruolo di protagonista nel Don Giovanni. La scoperta non riguarda quindi solo nomi provenienti dalle selezioni del concorso ma anche giovani di talento sentiti in sede di audizione, ritenuti validi, e coinvolti nella nostra programmazione. Certo, non lavoro da sola, io mi occupo di vocalità ma dietro ai nostri successi c’è un lavoro di team. Un altro esempio di cantante non selezionata tramite il concorso ma oggi in grande carriera è Sarah Tisba. Per lei il concorso non andò particolarmente bene ma capitò poi di riascoltarla e, dopo tanti anni di opere di repertorio nei piccoli teatri in Lombardia, ora sarà in cartellone per Falstaff».

Sulla sua storica amicizia con Maria Callas?

«L’amicizia con la Callas è certamente una parte fondamentale della mia giovinezza. L’ho conosciuta che avevo 20 anni, ero nel pieno della passione e dell’entusiasmo. Iniziare con lei è stato il massimo, l’ho seguita ovunque, dal Metropolitan a Parigi. Poi, la sua vita ha avuto un tragico epilogo…».

Come è cambiato oggi a suo avviso il mondo dell’Opera?

«Credo che il mondo dell’opera oggi sia fortemente “commercializzato”, governato da agenti che fanno il buono e il cattivo tempo. Una volta gli agenti erano solo a Milano e New York mentre oggi ne troviamo una pletora. Presentano cantanti a prescindere dal loro valore; ma d’altronde è anche vero che per loro oggi non è possibile non avere un agente che li rappresenti. Ricordo che la Callas cantava anche quattro titoli di seguito a Milano, parlo del periodo d’oro. La vita, insomma, anche per chi sceglieva la carriera di cantante era decisamente differente: era possibile vivere stando prevalentemente a casa propria e trascorrere il tempo non occupato dalla professione con marito e amici. Non era necessario vagare in giro per il mondo. Ora molti di loro viaggiano continuamente: un giorno a Parigi, poi New York…con dei ritmi spesso insostenibili che ritengo “scombinino” anche la voce».

Dal 2000 è Vice Presidente del Teatro Sociale di Como AsLiCo: come vive questo importante incarico?

«Lo vivo molto serenamente. Come accennavo il nostro è fondamentalmente un lavoro di squadra. Si lavora in clima di grande collaborazione con la Presidente, Fedora Sorrentino, e con il Direttore Generale, Giovanni Vegeto. Domenica 28 ottobre festeggeremo i 70 anni di AsLiCo e del concorso per giovani cantanti lirici d’Europa. Con un concerto ricorderemo le vecchie glorie e i vincitori degli ultimi concorsi. La kermesse sarà presentata da Francesco Micheli, Direttore Artistico del Teatro di Bergamo».

Il futuro di AsLiCo… sogni e speranze.

«Dei 70 anni di vita di AsLiCo posso dire di averne conosciuto 30/40 ma ritengo si tratti di un’Istituzione importante poiché la sua storia e quella del concorso hanno costituito una realtà unica in Italia e in Europa. Con questa festa teniamo vivo il ricordo di tutto ciò che dalla fondazione ad oggi è stato fatto e dei cantanti, giovani e meno giovani, che da AsLiCo sono passati. Nomi importanti per l’elevato livello qualitativo che certamente testimoniano l’importanza del concorso».

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