Architettura Sussurrante di Alessandro Mendini

Redazione On Line by

Da mesi Industrie Discografiche Lacerba stava preparando una re-release di “Architettura Sussurrante”, il curioso esperimento musicale di Alessandro Mendini – realizzato con la collaborazione di Matia Bazar e Magazzini Criminali – pubblicato in poche copie nel 1983.

“Casa Mia” – brano di apertura della raccolta – usava frammenti di Cinismo Abitativo, un editoriale scritto da Alessandro Mendini per la rivista Modo nell’aprile del 1979 ovvero 40 anni fa, e ciò invitava alla celebrazione.

Ma la scomparsa improvvisa di Mendini ci ha colti di sorpresa, e quello che doveva essere lo spunto per una rilettura di quella stagione del fare un design che si espandeva oltre gli oggetti e le architetture, diventa oggi un tributo alla memoria dell’architetto.

Un’idea innovativa di architettura

La raccolta di brani di “Architettura Sussurrante” è manifesto di un’idea che slegava la disciplina del design dal suo contesto industriale e consumista. Il discorso è molto poetico, come si intuisce fin dalle note di copertina scritte dallo stesso Mendini: “(…) quando chiudiamo gli occhi e cerchiamo di percepire l’architettura in maniera più totale, più antropologica che geometrica, ecco l’odore, il tatto, il calore, il buio dell’architettura (…). Se poi avviciniamo l’orecchio alle mura di una stanza, esse ci parlano, ci dicono il loro messaggio, la loro architettura sussurrante, la nenia accumulata dalle generazioni che fra quelle mura hanno avuto vita e morte, gioia e dolore. Questo è il senso della raccolta di canzoni, dizioni e rumori di questo disco: di essere cioè il suono “elemento costitutivo”, “decoro auditivo” di progetti e architetture, di essere la componente sonora di esperienze architettoniche complesse.”

Il progetto ha molteplici richiami concettuali, dalla Musique d’ameublement di Erik Satie, alla ambient music di Brian Eno, ovvero musica che definisce uno spazio, ma non ha bisogno di essere ascoltata. Ma anche musica che – nelle parole di John Cage – finalmente offre la possibilità di “fare uscire il compositore dalla sua individualità, restituendo ai suoni la libertà di essere se stessi”.
Cercando quindi di dare una collocazione musicale ad Architettura Sussurrante si potrebbe immaginare un pop angolare e narrativo, lontano dalle classifiche ma anche dalla sperimentazione di genere.

Ritorno agli anni ’80

I mezzi espressivi sono molteplici: mentre Magazzini Criminali ci offrono una pièce teatrale in forma di audio-dramma, “Arredo Vestitivo” di Maurizio Marsico riassembla la forma di un ammiccante commercial radiofonico attraverso il cut-up dadaista. La filastrocca Mendiniana di “La casa è la casa è la casa è” esplode invece nel velocissimo electro pop di Casa Mia dei Matia Bazar, a ricordarci che gli anni ottanta erano appena iniziati.

L’edizione 2019 di “Architettura Sussurrante”, pur essendo una riproposizione filologica dell’originale del 1983, non ne è copia anastatica. La copertina è stata ridisegnata dallo studio newyorkese Anti-B Design sulla base di quella dell’epoca, ma con il senso della rivisitazione e dell’omaggio contemporaneo. L’originale pattern elettronico in bassa definizione ha subito un trattamento di “messa a fuoco” come a voler ribadire l’attualità dell’intero “manifesto”. Inoltre, Mauro Sabbione – che con Matia Bazar aveva contribuito allora al progetto – offre per questa edizione un rifacimento del brano “Casa Mia”. Il testo originale è qui utilizzato per intero e come nella versione del 1983 è declamato da un computer, con solo l’evidente differenza nello stato della tecnologia fra ieri ed oggi.
Questo nuovo brano non è incluso nel vinile ma, come progetto parallelo nato con la ri-edizione di “Architettura Sussurrante”, è disponibile nel CD, nel Download Digitale e, in streaming, su Youtube e Spotify.

Il progetto è curato da Industrie Discografiche Lacerba con distribuzione Audioglobe. Uscita 29 Marzo 2019.

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