Maurizio Baglini Project: una nuova rassegna di musica da camera

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Maurizio Baglini Project. È la sigla di una nuova rassegna di musica da camera, che ha appena visto la luce a Roma. Sede, quel gioiello neoclassico che è il Teatro di Villa Torlonia, costruito nell’Ottocento e restaurato qualche tempo fa da Roma Capitale, che già da cinque anni lo ha restituito alle attività culturali della città. In questo spazio incantevole, il pianista toscano  – interprete affermato sulla scena italiana e internazionale –  ha collocato alla metà di dicembre un cartellone di quattro serate, inserite sotto il suo nome nella stagione 2018-’19 della Roma Tre Orchestra.

Le idee sono chiare, come ha spiegato lo stesso Baglini: «Il mio obiettivo è creare un nuovo punto di riferimento musicale a Roma, dove si possano ascoltare programmi freschi e originali, senza barriere tra i generi. Questa prima edizione accosta Mendelssohn a Gershwin e propone grandi autori del nostro tempo come Azio Corghi e Sofia Gubaidulina. Per quanto riguarda gli interpreti, ho coinvolto colleghi non solo di chiara fama, ma anche disponibili a creare insieme qualcosa di nuovo: vorrei che Villa Torlonia diventasse una sorta di Wigmore Hall romana»

E così Maurizio Baglini, oltre a esibirsi a solo, ha coinvolto altri esecutori di fama come il pianista Roberto Prosseda, la violoncellista Silvia Chiesa, il clarinettista Luca Cipriano, e la Roma Tre Orchestra, diretta da Fabio Sperandio, su programmi che, muovendo da Bach, hanno offerto pagine d’oggi di compositori quali appunto Corghi, Gubaidulina, e Simonacci. Il progetto intende quindi dare spazio alla sperimentazione e alla commistione di linguaggi e manifestazioni artistiche diverse, accostando alla musica altri mondi espressivi quali video, danza, teatro, anche su itinerari sinestetici. Infatti l’esecuzione che Baglini ha offerto del Carnaval op. 9 di Schumann si è interrelata con la proiezione di un video via via affiancato a ciascun episodio del capolavoro pianistico. L’accoglienza del pubblico è stata decisamente positiva, grazie alla varietà dei programmi annunciati nelle quattro serate, con una platea affollata e attenta.

Il Maurizio Baglini Project è nato dunque come particolare capitolo nella stagione dell’Associazione Roma Tre Orchestra. Come spiegano le note istituzionali, quest’ultima è nata nel 2005 in seno all’Università Roma Tre, e si segnala quale prima orchestra universitaria sorta a Roma, con la missione di coltivare e diffondere la musica fra i giovani. Una realtà unica in Italia, in quanto vera e propria società di produzione musicale nata dentro un ateneo, sostenuta dal Fondo unico per lo spettacolo sia regionale sia nazionale, e partner di Roma Capitale. Obiettivo di Roma Tre Orchestra, oltre ad avvicinare i giovani al mondo della musica, è anche quello di offrire uno sbocco professionale ai talenti che escono dai Conservatori di musica e dalle maggiori Istituzioni di formazione musicale, pubbliche e private. E quindi l’attività si rivolge al repertorio sinfonico, che vede ospiti anche importanti direttori d’orchestra, così come ad allestire un cartellone di musica da camera con artisti di rilievo.

Altro fronte d’impegno è poi la rassegna Young Artists Piano Solo Series, nell’Aula Magna della Scuola di Lettere Filosofia Lingue; manifestazione che prevede una serie di recital pianistici, per concedere visibilità a giovani promettenti. Adesso, infine, si è aggiunto anche il varo del Maurizio Baglini Project, disegnato sulla personalità e sugli indirizzi proposti dal grande pianista italiano. Nell’insieme, va sottolineato che ormai le esibizioni della Roma Tre Orchestra stanno meritando crescente attenzione nel panorama musicale di Roma, grazie anche a un’ampia diffusione logistica in diverse, frequentate sedi cittadine: Teatro Palladium, Aula Magna, Teatro di Villa Torlonia, Accademia di Danimarca, e ora anche Teatro Eliseo.

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