L’Histoire du Soldat compie 100 anni: Luigi Maio al Museo del Fumetto di Milano

Gaetano Santangelo by

Ci sono ricorrenze, se vogliamo minori, che non riguardano un compositore più o meno popolare, ma la prima esecuzione di un’opera. Questa, anche se considerata dai posteri un capolavoro, rappresenta un’infinitesima parte dell’ossatura della storia della musica, ma assume rilevanza particolare per quello che dice, per quello che rappresenta, per la forza con cui riesce a imporsi all’attenzione del pubblico.

Stravinsky ci ha regalato opere fondamentali nella storia della musica. In qualche caso dirompenti. Come non ricordare quanto è accaduto al Théâtre des Champes-Elysées di Parigi il 29 maggio 1913 alla prima della Sacre du printemps? La storia del teatro musicale non può prescindere da quel momento. Il pubblico, gli esecutori, il mondo dell’arte musicale erano stati bruscamente risvegliati dal torpore con un pugno nello stomaco. La musica riusciva finalmente ad allinearsi al mondo dell’arte figurativa, dove si stavano affermando i maestri del cubismo: Braque, Picasso, Duchampe …

Ma qui vogliamo celebrare un altro centenario stravinskiano, certo meno dirompente de La Sacre, ma altrettanto importante e significativo: L’Histoire du Soldat, che come tutti i capolavori si presta a molteplici chiavi di lettura. Non solo quella musicale, visto che si tratta di un melologo. Il testo, dovuto alla penna di Charles Ferdinand Ramuz, ci racconta una fiaba e come tutte le fiabe è ricca di simbolismi, dove si mascherano le debolezze umane, i vizi e le virtù, che solo ai grandi interpreti è consentito di evidenziare e rendere esplicite. Ce ne accorgiamo ogni volta che abbiamo la fortuna di assistere all’interpretazione che ne dà il Musicattore® Luigi Maio, che riesce a rendere esplicita l’impressionante attualità del capolavoro stravinskiano.

A Milano, pochi lo sanno, c’è un importante Museo del Fumetto. Si chiama WOW, tradotto in italiano UAU. Che dire se non UAU alla fine della performance di Luigi Maio, che non è solo il Musicattore che ha fatto rinascere a nuova vita il capolavoro di Stravinsky, ma è anche autore di graffianti vignette che spesso utilizza per le locandine dei suoi spettacoli? Anche per questa recita dell’Histoire che si è svolta al Museo citato, Maio ha mostrato non solo il suo talento d’attore, di musicista e disegnatore satirico, ma ha messo in evidenza il suo lato umano, la sua generosità, che abitualmente si manifesta nell’interpretazione dei suoi personaggi: sia dietro le spoglie del satanico Belzebù sia dell’ingenuo Soldato, o della diafana Principessa.

Con questi strumenti messi a punto in anni di studio, e anche grazie a un invidiabile dono di natura, ci regala momenti indimenticabili di teatro e come se non bastasse si rende disponibile a soccorrere i propri concittadini colpiti dalla tragedia del crollo del Ponte Morandi. E se la musica e la parola non bastano, ecco carta e pennarelli per trasferire in un graffiante disegno i protagonisti dell’Histoire. Un gigantesco violino rappresenta la tragedia che ha colpito duramente la città di Genova (che è anche la città del Musicattore): il ponticello dello strumento si è trasformato nello strallo del ponte, mentre un gigantesco Belzebù minaccia il povero minuscolo soldato, in cui sono riassunte le nostre paure, le nostre sofferenze e mi pare, per fortuna, anche un segno di ribellione. Il ricavato dell’asta dell’opera del Musicattore (donata al Museo WOW) è stato versato a favore delle vittime del crollo del ponte.

Tutto è avvenuto la sera del 19 dicembre nel Museo del Fumetto dove Maio ha celebrato il centenario del Soldat accompagnato da un trio d’eccellenza: il primo clarinetto della Scala di Milano – Fabrizio Meloni, il violinista Valerio Giannarelli e la pianista genovese Elisa Tomellini. Tre grandi solisti, che hanno sostenuto musicalmente il Musicattore® durante la sua straordinaria performance, eseguendo la versione per trio dell’ Histoire du Soldat, che Stravinsky ricavò dall’originale per sette strumenti, e che oggi Maio ha completato trascrivendo i brani mancanti.

Questa è la torta. Ed ecco l’immancabile ciliegina: la stesura della voce H – Histoire du Soldat del Dizionario Stravinsky (Abécédaire Stravinsky – Èditions La Baconnière) che la curatrice Marie Stravinsky (bisnipote del compositore e presidente della Fondation Igor Stravinsky di Ginevra – di cui Maio è rappresentante in Italia), ha affidato al Musicattore. Un riconoscimento che vale una medaglia.

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