Isabelle Faust e il Giardino Armonico incantano il Manzoni di Bologna

Federico Lanzellotti by

Un Teatro Manzoni gremito di pubblico ha accolto, la sera del 29 maggio, Isabelle Faust ed il Giardino Armonico in uno dei concerti più apprezzati del Bologna Festival 2018.

L’intensa collaborazione tra Isabelle Faust, una delle violiniste più richieste ed apprezzate di oggi, e lo storica ensemble diretta da Giovanni Antonini è trapelata da ogni nota. Un’intima comunione d’intenti e uno spirito interpretativo di forte condivisione sono apparsi evidenti nella precisione e nell’efficacia del dialogo tra la solista ed l’orchestra e nella coesione interpretativa emersa nella gestione delle articolazioni, dei fraseggi e delle dinamiche.

Il programma presentato è stato frutto del fortunatissimo progetto discografico che ha visto la violinista incidere con il Giardino Armonico i concerti per violino e orchestra di Wolfgang Amadeus Mozart. Ad essi è stato poi accostato uno dei primi risultati dell’ambizioso progetto ventennale Haydn 2032 che sta vedendo il Giardino Armonico impegnato nella registrazione dell’intero corpus sinfonico haydniano. Ai concerti per violino di Mozart n. 1, n. 4 e n. 5 è stata infatti accostata la Sinfonia n. 63 Hob. I: 63 di Haydn “La Roxelane”, il cui curioso titolo fa riferimento ad un personaggio della pièce teatrale Soliman II, oder Die drei Sultaninnen di Charles Sìmon Favard per la quale Haydn compose alcune musiche di scena cui lo spunto principale del secondo tempo della sinfonia fa riferimento.

La composizione haydniana, posta nella seconda parte della serata prima del conclusivo Concerto n. 5 in La maggiore di Mozart, ha valorizzato la grande versatilità dell’ensemble fondato da Antonini nel 1989. L’interessante bilanciamento tra archi e fiati e l’equilibrio fra gli strumenti del basso continuo e le linee superiori hanno evidenziato colori di particolar fascino ed intensità. Seppur giustificabile, si è invece avvertita l’assenza della tastiera: il rinforzo della linea del basso continuo con il cembalo, o forse ancor meglio con il fortepiano, avrebbe certamente contribuito anche alla resa timbrica complessiva.

Di grande interesse e coinvolgimento l’esecuzione dei concerti di Mozart nei quali Isabelle Faust non ha perso alcuna occasione per esprimere il proprio estro: il virtuosismo e la fantasia della violinista hanno testimoniato un approccio personale e frizzante alle partiture mozartiane, apprezzatissimo dal pubblico ed in particolare dei numerosi giovani presenti in sala. Magistrale la valorizzazione dei silenzi e delle note lunghe: la palpitante sospensione delle pause e le luminose messe di voce hanno conferito un’aura di espressiva gestione del virtuosismo.

Molto gradite le cadenze presenti in tutti i movimenti dei concerti. L’onnipresente sorriso della violinista coinvolta, così come gli spettatori, dal buonumore e della luminosità promanati dalla musica del Salisburghese, ha ammaliato il pubblico che ha applaudito a lungo il concerto.

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