«Come insegna Falstaff: tutto è burla»: special guest Roberto Catalano

by

Roberto Catalano firma la regia del Falstaff di Verdi, in scena il 9 febbraio al Teatro della Fortuna di Fano; in replica il 16 febbraio al Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno e il 23 febbraio al Teatro dell’Aquila di Fermo. Ci racconta come è nata la sua passione per il teatro e qual è per lui il senso dell’ultima opera firmata dal genio di Busseto.

È tutta colpa di un profumo, un colpo di vento dal sapore di polvere e velluto. Mia madre aveva scostato di poco la tenda dalla quale sarei passato, entrando per la prima volta in un teatro. E poi è tutta colpa di mio nonno, che faceva l’ingegnere e che, parole sue, l’opera non la capiva proprio. Per lui i cantanti dovevano star zitti, perché la musica era bella già così. È colpa sua perché compiuti tre anni mi regalò un teatrino di legno, dove ho costruito i primi sogni, mescolati al ricordo di quel profumo che ogni volta ritorna.

E poi è colpa di mia nonna che, grazie al suo negozio di abbigliamento a Palermo, si era fatta amiche i soprani di mezza penisola. Sì, deve essere stata certamente colpa sua: perché quei soprani la invitavano sempre, ed io ero lì, attaccato alla sua gonna con gli occhi che si riempivano di bellezza, con dentro una decisione già presa. Perché poi, con la vita che va avanti e con i problemi di un adolescente, quel profumo è venuto a prendermi. Colpa sua. Colpa di tutti quelli che ho trovato sulla strada e che mi hanno portato dove dovevo e volevo andare.

E le tende del salotto sono diventate sipari, e le terrazze delle case abitate d’estate palcoscenici da riempire con i ragazzi delle porte accanto, sacrificati a dover diventare attori di storie inventate. E poi è diventato vero, un gioco che giochi sul serio.

Falstaff

E tra tutti i personaggi che si può avere la fortuna di raccontare ho conosciuto Falstaff: si è fatto trovare a fatica, nascondendosi e ridendo spesso, di me e delle mie paure. Ma quando poi si è fatto vedere, ho riconosciuto nei suoi occhi la stessa voglia di venire al mondo che mio nonno aveva negli ultimi giorni, quando i giochi sono fatti e avresti voglia di ritornare per soffrire un po’ di meno, o sorridere un po’ di più. Che scherzo la vita. Ne capisci qualcosa solo quando devi andartene. Tutto è burla. Ma ne valeva comunque la pena. E Falstaff ride. Ride in faccia a tutti noi che ci affanniamo per niente. E tu, che mi volevi ingegnere ma mi hai regalato un teatro, tu che quando ridi ti si sente da qui, prenditi la colpa, e tutta la mia gratitudine.

Roberto Catalano

Ti potrebbe piacere...