A Padova un Festival Internazionale dedicato all’inventore del pianoforte

Alessandro Tommasi by

Dopo due anni di attività, l’Associazione Bartolomeo Cristofori inaugura questo 21 settembre a Padova, Rovigo e Adria la prima edizione del Festival Pianistico Internazionale Bartolomeo Cristofori, dedicato all’inventore del pianoforte, nato a Padova nel 1655. Dieci giorni di concerti e incontri dedicati al pianoforte e al suo repertorio da solo, con orchestra e in formazioni cameristiche. Il tema di questa edizione sarà “Storie di Canti”: la musica come espressione di una cultura, come crogiolo di influenze, la musica come rapporto tra compositori e canto popolare.

Apre il Festival il Duo Pianistico di Padova, formato da Leonora Armellini e Mattia Ometto, che si esibirà con l’Orchestra di Padova e del Veneto diretta da Luigi Piovano. In programma la Sinfonia n. 3 “Scozzese” di Mendelssohn, dalle suggestioni paesaggistiche che, pur evitando l’approccio folcloristico, evoca echi popolari. A questa segue una pagina di rara esecuzione: la Ballata Scozzese per due pianoforti e orchestra di Benjamin Britten, costruita su temi popolari scozzesi. La serata si conclude con il Concerto per due pianoforti e orchestra di Poulenc, ammiratissimo da Britten stesso, una giostra, che affianca momenti di  evanescenti atmosfere giavanesi a richiami classici, istanti spagnoli a frammenti dal carattere schiettamente francese.

Il secondo concerto, il 22 settembre, è dedicato a compositori slavi che fecero del linguaggio popolare la base del proprio stile compositivo. Antonii Brayshevskyi. Primo Premio al Rubinstein di Tel Aviv e secondo al Busoni di Bolzano, spazierà infatti da una scelta di Mazurche di Chopin ai Quadri da un’esposizione di Moussorgskij, offrendo nel mentre due rarità: i Cinque Preludi op. 44 e due dei Riflessi op. 16 di Lyatoshynkij, compositore ucraino che unì un carattere distintamente popolare ad uno stile di forte influenza post-skrjabiniana. A completare il programma i celebri Tre movimenti da Pétrouchka di Stravinskij. Baryshevskyi replicherà poi il concerto al Teatro Ferrini di Adria il pomeriggio seguente.

Il terzo concerto si terrà il 23 settembre e vedrà il Trio di Parma impegnato in un concerto interamente dedicato ad autori tedeschi che al canto popolare riservarono ampia attenzione: Haydn, Beethoven e Schumann. Del primo eseguiranno il Trio n. 29, dal caratteristico finale in stile tedesco, dell’ultimo il Terzo Trio in sol minore op. 110, composto lo stesso anno della pubblicazione dei Cinque pezzi in modo popolare. Il vero cuore del programma, tuttavia, sarà Beethoven. Del compositore di Bonn verranno eseguite alcune delle Canzoni continentali, una delle sue raccolte di canti popolari più significative ed interessanti con il giovane tenore tedesco Moritz Kallenberg.

Kallenberg e Alberto Miodini, pianista del Trio, torneranno il giorno successivo in un concerto che è tra i più interessanti dell’intero Festival. Dopo una scelta di Lieder di Schubert, i due proseguiranno con i Cinque canti op. 15 di Bartók, i Fünf Lieder op. 40 di Schumann, il Combat del somni di Federico Mompou e le Siete Canciones populares Españolas di De Falla.

Il 26 settembre sarà invece la volta della pianista russa Zlata Chochieva, che tornerà sui temi slavi in un concerto dedicato alla danza. Dopo la rielaborazione pianistica della Terza Partita per violino di Bach ad opera di Rachmaninov, la pianista proporrà una scelta di Mazurche di Chopin e Skrjabin, facendo poi seguire il secondo Mephisto Walzer di Liszt, autore cosmopolita per eccellenza. Chiuderà il concerto la Prima Sonata di Rachmaninov.

Il 27 Alessandra Ammara si dedicherà al rapporto tra folclore spagnolo e compositori francesi. Il concerto comincerà con tre Sonate di Scarlatti, per poi proseguire con El Albacin di Albeniz, Gaspard de la nuit di Ravel (con il suo Scarbo dal capriccioso carattere spagnoleggiante) e infine con il secondo libro dei Préludes di Debussy, caleidoscopio di ispirazioni esotiche fra cui appare anche uno dei più celebri: La Puerta del Vino. La pianista replicherà il concerto la sera successiva al Ferrini di Adria.

Concluderà quindi il Festival il 30 settembre uno dei più celebri pianisti viventi: Ivo Pogorelich. Il musicista croato condurrà una sintesi di due dei grandi percorsi che animano il Festival: da un lato quello tedesco, rappresentato dal Beethoven dell’Appassionata, dall’altro quello russo, con la Seconda Sonata di Rachmaninov, completando quindi quanto già iniziato da Zlata Chochieva con la Prima. Apre il concerto l’Adagio in si minore K 540 di Mozart e, prima di Rachmaninov, un piccolo momento finlandese con la Valse triste di Sibelius.

Tutti i concerti saranno inoltre introdotti da una conferenza di una mezz’ora dedicata al programma, tenuta da Luca Ciammarughi per i primi quattro concerti. A questi momenti divulgativi si aggiungono due appuntamenti presso la Libreria Limerick di Padova dedicati al rapporto tra musica classica e musica rock (18 e 25 settembre) e due giornate di Ossigeno, teatro mobile che animerà le piazze di Padova e Rovigo il 15 e il 17 settembre, in collaborazione con Kalatà. Qui i passanti verranno incoraggiati a concedersi delle brevi pillole di musica, con annessa spiegazione. Un ulteriore passo nel percorso di divulgazione centrale per il Festival. Tutte le informazioni su cristoforipianofestival.it.

Immagine di copertina: Alessandra Ammara

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