WATCH DIGEST digitale

Edicola Digitale Watch Digest ed dove il lettore è al centro delle nostre attenzioni e del nostro lavoro.
Seguiremo e renderemo sempre più vive le sue passioni.
Gli saremo accanto quando vorrà scoprire nuovi progetti e idee.

La qualità sarà il nostro marchio distintivo, dove per qualità intendiamo quella degli interlocutori cui daremo voce.

Tutto questo mantenendo un profilo volutamente sobrio, senza mai pensare di essere i primi della classe, con l’unica sicurezza di avere ancora tutto da scoprire e da imparare.

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    Watch Digest
    Marzo 2019
    edizione digitale

    5,00
    5,00

    Uno scorpione doveva attraversare un fiume, ma non sapendo nuotare, chiese aiuto ad una rana che si trovava lì accanto. Così, con voce dolce e suadente, le disse: «Per favore, fammi salire sulla tua schiena e portami sull’altra sponda». La rana gli rispose «Fossi matta! Così appena siamo in acqua mi pungi e mi uccidi!» «E per quale motivo dovrei farlo? – incalzò lo scorpione – se ti pungessi, tu moriresti ed io, non sapendo nuotare, annegherei». La rana stette un attimo a pensare e cconvintasi della sensatezza dell’obiezione dello scorpione, lo caricò sul dorso e insieme entrarono in acqua.
    A metà tragitto la rana sentì un dolore intenso provenire dalla schiena, e capì di essere stata punta dallo scorpione. Mentre entrambi stavano per morire la rana chiese all’insano ospite il perché del folle gesto. «Perché sono uno scorpione – rispose lui – è la mia natura!»

    Una cosa del genere sta accadendo oggi nell’orologeria, dove produzione, comunicazione e distribuzione stanno vivendo un momento di grande caos, non certo costruttivo. Seguendo il miraggio dell’online si valuta con assoluta freddezza la chiusura di tanti concessionari, mentre la comunicazione viene affidata a influencer che “influenzano” quasi sempre dei mondi che non acquisteranno mai un segnatempo oppure un gioiello importante.
    Seth Godin, scrittore statunitense tra i massimi esperti mondiali di marketing, ha recentemente affermato: «Dobbiamo far scendere i brand dalla giostra dei social media, che va sempre più veloce, ma non arriva mai da nessuna parte. È giunto il momento di smettere di convincere con insistenza e di disturbare o fare spamming, fingendo di essere i benvenuti. Siamo in una fase storica accelerata che non ammette però scorciatoie e occorre concentrarsi su un percorso lungo e sostenibile, tornare all’autenticità, che passa necessariamente dalle esperienze. A meno che tu non stia vendendo teoremi matematici, stai vendendo emozioni»*. Appare evidente come qualità e legittimità siano l’unica via possibile per mantenere vivo e vitale il settore dell’orologeria, evitando di fare la fine della ranna e dello scorpione.

    Buone lancette a tutti

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    Watch Digest
    Dicembre 2018
    edizione digitale

    5,00
    5,00

    10-4-10 non è la data di nascita di una qualche marca o eminenza orologiera e nemmeno uno schema di gioco durante una partita di calcio. Sono semplicemente tre numeri che da soli raccontato tanto di quello che troverete nelle pagine che seguono.
    Dieci sono i personaggi che abbiamo intervistato e che si sono messi in gioco per parlare del loro lavoro, delle loro emozioni, delle loro conoscenze. Watch Digest, lo abbiamo sempre detto sin dal primo numero, nasce con la precisa volontà di raccontare le persone prima degli oggetti: questa era e rimane la nostra cifra comunicativa, ma anche il segno di distinzione. Anzi, abbiamo ampliato la nostra visione a tutti quelli che sono i piaceri che un uomo o una donna si possono oggi regalare: dal food, al beauty, ai viaggi.
    Quattro è il numero della maglia di Demetrio Albertini, la cui intervista apre virtualmente questo numero. Nel “metronomo”, questo il suo soprannome quando giocava con il Milan, riconosciamo tante caratteristiche dei nostri lettori: curiosità, sincerità, spirito imprenditoriale e di sacrificio. Con lui parliamo di un calcio che diventa metafora della vita.
    Dieci, infine, sono i numeri della nuova edizione di Watch Digest. Una tappa importante, fatta di impegni presi e mantenuti prima di tutto con i nostri lettori.
    Il giornale è cresciuto, nella qualità fotografica, nella foliazione, nella varietà dei servizi.
    Il merito, ancora una volta, è stato delle persone, primi fra tutti Mauro Girasole e Lara Mazza, le anime milanesi del giornale, le firme storiche di Massimo De Luca, Paola Molfino e Bibiana La Rovere, poi i nuovi arrivati Tommaso Lavizzari di Soccer Illustrated e Giuliano Deidda di Fashion Illustrated, che da questo numero porteranno il loro apporto di idee ed emozioni. In fondo volevamo essere un giornale di orologi e di passioni, di parole
    e di storie, sfogliando le pagine che seguono penso proprio che ci siamo riusciti.
    Buone lancette a tutti

    Paolo Gobbi

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    Watch Digest
    Novembre 2018
    edizione digitale

    5,00
    5,00

    Per questo numero di Watch Digest, abbiamo deciso di aumentare la foliazione di sedici pagine, dando ampio spazio alla grande vetrina degli orologi più interessanti del 2018, scelti a nostro insindacabile giudizio.

    Siamo, infatti, dell’idea che sia importante, anzi fondamentale, interagire il più possibile con un numero sempre maggiore di appassionati, nella certezza che il lavoro da fare è ancora tanto, molto di più di quanto ci potremmo aspettare.

    C’è ancora poca informazione, per lo più superficiale, fatta da persone che si arrogano status e conoscenze che sono bel lungi dall’avere.

    Si va avanti per sentito dire, trasformando dei luoghi comuni in certezze granitiche, nella sicurezza che nessuno sia pronto a controbattere con dei dati controllati.

    Il risultato è che oggi, a dispetto della valanga di informazioni cui veniamo sottoposti ogni giorno, è ancora più importante di un tempo una comunicazione legittimata, coerente, di alto profilo qualitativo: quella che alcuni giornalisti, alcuni produttori, alcuni esperti del settore fanno da decine e decine di anni.

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    Watch Digest
    Settembre 2018
    edizione digitale

    5,00
    5,00

    L’alta orologeria è un mondo fatto di passioni, di emozioni ma anche di persone e di storie uniche, che meritano di essere raccontate.

    Questo lo spirito di Watch Digest, che nel suo ottavo numero in edicola in questi giorni, propone una serie di argomenti tutti rivolti allo storytelling originale e di qualità.

    Si comincia con la copertina dedicata a Lapo Elkann che, in un’intervista esclusiva, racconta le sue esperienze con il tempo, con Hublot e con il mare. Alla casa orologiera svizzera è dedicato anche un intero sedicesimo centrale dal titolo “Gli uomini di Hublot”, caratterizzato da un’iconografia elegante e dalla scelta di una carta usomano diversa dalla patinata del resto del giornale, che da un carattere unico e distintivo al giornale.

    Tanti gli altri personaggi raccontati sulle pagine di Watch Digest: il desiner Luca Bartoleschi, Andrea Cardillo ad di Aufemars Piguet Italia, il nuotatore Luca Dotto friend i Baume & Mercier, Shepard Fairey e i Depeche Mode legati a Hublot, per Tudor una strepitosa Lady Gaga, Serena Gobbi in un’inedita versione di sesigner del gioiello, l’impìrenditore Andrea Masi.

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    Watch Digest
    Luglio 2018
    edizione digitale

    5,00
    5,00

    Come sei diventano un appassionato di orologeria?

    Quale molla ti è scattata perché ti entusiasmassi per questo mondo bizzarro, fatto di lancette, ruote, metallo ed emozioni?

    Quante volte negli ultimi trent’anni avrò fatto queste domande? Infinite.

    La sorpresa è nella risposta, più o meno sempre la stessa: «Ho visto una vetrina. Ho letto una rivista. Ho visto un oggetto strano al polso di un mio amico e mi sono incuriosito.

    Poi tutto è venuto da sé e non potrei più farne a meno».

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    Watch Digest
    Marzo 2018
    edizione digitale

    5,00
    5,00

    Destrutturare sembra una parola complessa, in realtà esprime un concetto semplice: scomporre una struttura negli elementi che la compongono, in genere allo scopo di riorganizzarla perché soddisfi nuove esigenze.

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    Watch Digest
    Dicembre 2017
    edizione digitale

    5,00
    5,00

    Con questo numero, Watch Digest tagli il traguardo del suo primo anno in questa nuova veste.

    Sono stati 365 giorni importanti, molto più vitali di quanto ci saremmo aspettati, specie dopo i disastri vari che il 2016 aveva portato con sé. È stato l’anno del record, del giro delle poltrone, degli smartwatch che hanno conquistato solo la loro nicchia (e basta), dei quadranti panda e dell’acciaio. L’anno in cui gli italiani sono tornati ad affacciarsi nelle orologerie, l’anno dei cinesi, dei coreani, degli americani. L’anno che speravamo fosse e quello che temevamo sarebbe stato.

    L’anno che sembrava un nuovo inizio, dove si è comunicato tanto in digitale senza vedere un risultato tangibile degno di questa parola, dove l’e-commerce ha fatto sorgere mille dubbi agli acquirenti invece che semplificare la loro vita.

    L’anno di chi crede ancora nella manifattura, di chi sa fare gli orologi, di chi li sa vendere e anche di chi li sa comprare. L’anno di chi si appassiona e si emoziona e noi siamo tra quelli.

    In fondo, come diceva Shakespeare, siamo fatti della sostanza di cui sono fatti i sogni e sinceramente, non abbiamo nessuna intenzione di diventare altro.

    Buone lancette a tutti

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    Watch Digest
    Novembre2017
    edizione digitale

    5,00
    5,00

    Un numero pieno di idee, novità, immagini e orologi

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    Watch Digest
    Settembre 2017
    edizione digitale

    5,00
    5,00

    Il terzo numero di Watch Digest inizia sin dal suo editoriale con una suggestione, quella dell’aliante, ovvero dell’importanza di volare alto. L’aliante è una macchina per noi quasi incomprensibile. Non ha un motore, non emette nessun suono, non consuma energia, però vola. Vola sfruttando due elementi lontani tra di loro ma indissolubilmente legati: il vento da una parte e l’intelligenza del pilota dall’altra. Non solo. È il pilota che, entro dei ragionevoli limiti, può decidere quanto, come ma soprattutto dove volare, quali correnti ascensionali prendere. È bella quest’immagine dell’aliante. A noi l’ha regalata Angelo Bonati, protagonista dell’orologeria moderna e della Cover Story del numero tre di Watch Digest. Il suo è un grande insegnamento: volare costantemente sopra tutti, pensando sempre e solamente a costruire, a creare qualità e lavoro, non curandosi troppo delle critiche fini a se stesse, guardando alla nostra Italia come un’opportunità da far rimanere viva e non da depredare. Ci piace Bonati, perché ha ancora oggi la volontà di un ventenne, l’esperienza di un grande saggio, la visione del mondo sorniona di chi sa ma non reputa fondamentale farlo sapere. Grazie a lui e grazie a tanti come lui, amiamo e continueremo ad amare così tanto la bella orologeria.

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    Watch Digest
    Luglio 2017
    edizione digitale

    5,00
    5,00

    Tutti pensano che il primo numero di una rivista sia il più difficile: c’è da costruire la grafica, scegliere i caratteri da usare, pensare la filosofia del giornale, trovare i collaboratori, scegliere la carta, la tipografia, l’allestimento. Bisogna costruire e poi cambiare, limare, perfezionare, cancellare tutto e poi ripartire dal punto iniziale. Ci si appassiona, si discute (con Gianpiero Bertea, l’art director, ogni volta si fanno almeno un paio di litigate serie, di quelle un po’ isteriche), ci si confronta, si prendono decisioni.

    Poi il giornale esce e stai lì, come un bambino, a chiederti: piacerà? Ci saranno degli errori? Avremo fatto le scelte giuste? Tutte domande che, piano piano, ricevono risposte, tante risposte. Ti accorgi che a qualcuno è piaciuto, qualcuno ne ha apprezzato gli articoli, altri la grafica, c’è chi ti fa i complimenti e chi invece no. Ma va bene così. Un giornale deve far parlare, deve lanciare delle idee, deve scoprire sensazioni. Personalmente credo che basti una sola frase messa giù bene, una solo foto impossibile da dimenticare, per giustificare tutto il lavoro fatto per mesi e mesi, alle volte anni.

    Ora siamo al secondo numero. La strada è ancora in salita. Forse anche anche più in salita del primo, perché arriva dopo un lavoro che ha riscosso tanti consensi. Però il risultato c’è: stiamo tirando fuori i muscoli, un po’ come accade all’orologeria oggi… e tutto questo ci da un’enorme carica.

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    Watch Digest
    Aprile 2017
    edizione digitale

    5,00
    5,00

    Questo e’ il primo numero