WATCH DIGEST

Edicola Digitale Watch Digest ed dove il lettore è al centro delle nostre attenzioni e del nostro lavoro.
Seguiremo e renderemo sempre più vive le sue passioni.
Gli saremo accanto quando vorrà scoprire nuovi progetti e idee.

La qualità sarà il nostro marchio distintivo, dove per qualità intendiamo quella degli interlocutori cui daremo voce.

Tutto questo mantenendo un profilo volutamente sobrio, senza mai pensare di essere i primi della classe, con l’unica sicurezza di avere ancora tutto da scoprire e da imparare.

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Visualizzazione di tutti i 8 risultati

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    Watch Digest
    Settembre 2018
    edizione digitale

    5,00
    5,00

    L’alta orologeria è un mondo fatto di passioni, di emozioni ma anche di persone e di storie uniche, che meritano di essere raccontate.

    Questo lo spirito di Watch Digest, che nel suo ottavo numero in edicola in questi giorni, propone una serie di argomenti tutti rivolti allo storytelling originale e di qualità.

    Si comincia con la copertina dedicata a Lapo Elkann che, in un’intervista esclusiva, racconta le sue esperienze con il tempo, con Hublot e con il mare. Alla casa orologiera svizzera è dedicato anche un intero sedicesimo centrale dal titolo “Gli uomini di Hublot”, caratterizzato da un’iconografia elegante e dalla scelta di una carta usomano diversa dalla patinata del resto del giornale, che da un carattere unico e distintivo al giornale.

    Tanti gli altri personaggi raccontati sulle pagine di Watch Digest: il desiner Luca Bartoleschi, Andrea Cardillo ad di Aufemars Piguet Italia, il nuotatore Luca Dotto friend i Baume & Mercier, Shepard Fairey e i Depeche Mode legati a Hublot, per Tudor una strepitosa Lady Gaga, Serena Gobbi in un’inedita versione di sesigner del gioiello, l’impìrenditore Andrea Masi.

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    Watch Digest
    Luglio 2018
    edizione digitale

    5,00
    5,00

    Come sei diventano un appassionato di orologeria?

    Quale molla ti è scattata perché ti entusiasmassi per questo mondo bizzarro, fatto di lancette, ruote, metallo ed emozioni?

    Quante volte negli ultimi trent’anni avrò fatto queste domande? Infinite.

    La sorpresa è nella risposta, più o meno sempre la stessa: «Ho visto una vetrina. Ho letto una rivista. Ho visto un oggetto strano al polso di un mio amico e mi sono incuriosito.

    Poi tutto è venuto da sé e non potrei più farne a meno».

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    Watch Digest
    Marzo 2018
    edizione digitale

    5,00
    5,00

    Destrutturare sembra una parola complessa, in realtà esprime un concetto semplice: scomporre una struttura negli elementi che la compongono, in genere allo scopo di riorganizzarla perché soddisfi nuove esigenze.

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    Watch Digest
    Dicembre 2017
    edizione digitale

    5,00
    5,00

    Con questo numero, Watch Digest tagli il traguardo del suo primo anno in questa nuova veste.

    Sono stati 365 giorni importanti, molto più vitali di quanto ci saremmo aspettati, specie dopo i disastri vari che il 2016 aveva portato con sé. È stato l’anno del record, del giro delle poltrone, degli smartwatch che hanno conquistato solo la loro nicchia (e basta), dei quadranti panda e dell’acciaio. L’anno in cui gli italiani sono tornati ad affacciarsi nelle orologerie, l’anno dei cinesi, dei coreani, degli americani. L’anno che speravamo fosse e quello che temevamo sarebbe stato.

    L’anno che sembrava un nuovo inizio, dove si è comunicato tanto in digitale senza vedere un risultato tangibile degno di questa parola, dove l’e-commerce ha fatto sorgere mille dubbi agli acquirenti invece che semplificare la loro vita.

    L’anno di chi crede ancora nella manifattura, di chi sa fare gli orologi, di chi li sa vendere e anche di chi li sa comprare. L’anno di chi si appassiona e si emoziona e noi siamo tra quelli.

    In fondo, come diceva Shakespeare, siamo fatti della sostanza di cui sono fatti i sogni e sinceramente, non abbiamo nessuna intenzione di diventare altro.

    Buone lancette a tutti

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    Watch Digest
    Novembre2017
    edizione digitale

    5,00
    5,00

    Un numero pieno di idee, novità, immagini e orologi

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    Watch Digest
    Settembre 2017
    edizione digitale

    5,00
    5,00

    Il terzo numero di Watch Digest inizia sin dal suo editoriale con una suggestione, quella dell’aliante, ovvero dell’importanza di volare alto. L’aliante è una macchina per noi quasi incomprensibile. Non ha un motore, non emette nessun suono, non consuma energia, però vola. Vola sfruttando due elementi lontani tra di loro ma indissolubilmente legati: il vento da una parte e l’intelligenza del pilota dall’altra. Non solo. È il pilota che, entro dei ragionevoli limiti, può decidere quanto, come ma soprattutto dove volare, quali correnti ascensionali prendere. È bella quest’immagine dell’aliante. A noi l’ha regalata Angelo Bonati, protagonista dell’orologeria moderna e della Cover Story del numero tre di Watch Digest. Il suo è un grande insegnamento: volare costantemente sopra tutti, pensando sempre e solamente a costruire, a creare qualità e lavoro, non curandosi troppo delle critiche fini a se stesse, guardando alla nostra Italia come un’opportunità da far rimanere viva e non da depredare. Ci piace Bonati, perché ha ancora oggi la volontà di un ventenne, l’esperienza di un grande saggio, la visione del mondo sorniona di chi sa ma non reputa fondamentale farlo sapere. Grazie a lui e grazie a tanti come lui, amiamo e continueremo ad amare così tanto la bella orologeria.

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    Watch Digest
    Luglio 2017
    edizione digitale

    5,00
    5,00

    Tutti pensano che il primo numero di una rivista sia il più difficile: c’è da costruire la grafica, scegliere i caratteri da usare, pensare la filosofia del giornale, trovare i collaboratori, scegliere la carta, la tipografia, l’allestimento. Bisogna costruire e poi cambiare, limare, perfezionare, cancellare tutto e poi ripartire dal punto iniziale. Ci si appassiona, si discute (con Gianpiero Bertea, l’art director, ogni volta si fanno almeno un paio di litigate serie, di quelle un po’ isteriche), ci si confronta, si prendono decisioni.

    Poi il giornale esce e stai lì, come un bambino, a chiederti: piacerà? Ci saranno degli errori? Avremo fatto le scelte giuste? Tutte domande che, piano piano, ricevono risposte, tante risposte. Ti accorgi che a qualcuno è piaciuto, qualcuno ne ha apprezzato gli articoli, altri la grafica, c’è chi ti fa i complimenti e chi invece no. Ma va bene così. Un giornale deve far parlare, deve lanciare delle idee, deve scoprire sensazioni. Personalmente credo che basti una sola frase messa giù bene, una solo foto impossibile da dimenticare, per giustificare tutto il lavoro fatto per mesi e mesi, alle volte anni.

    Ora siamo al secondo numero. La strada è ancora in salita. Forse anche anche più in salita del primo, perché arriva dopo un lavoro che ha riscosso tanti consensi. Però il risultato c’è: stiamo tirando fuori i muscoli, un po’ come accade all’orologeria oggi… e tutto questo ci da un’enorme carica.

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    Watch Digest
    Aprile 2017
    edizione digitale

    5,00
    5,00

    Questo e’ il primo numero