RIVISTA SCI

Edicola digitale del sito della RIVISTA SCI  RIVISTA SCI ed è la prima rivista italiana del settore.

E’ nata nel 1956.
Il nostro Direttore Responsabile, Paolo De Chiesa, è un mito dello sci italiano e voce della Rai per la Coppa del Mondo.
Il nostro Direttore Editoriale Sport, Massimo De Luca, è uno dei più importanti giornalisti italiani.

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    Gennaio 2018
    edizione digitale

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    Quando sfoglierete le pagine di questo numero di Sci, saremo nel cuore delle grandi classiche del mese di gennaio, le gare più belle e spettacolari dell’intera stagione.

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    Dicembre 2017
    edizione digitale

    2,00
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    In ricordo di David

    Non sarà una stagione come le altre… La tragedia di David Poisson ha colpito al cuore il nostro piccolo mondo, la grande famiglia dello sci. Il discesista francese, medaglia di bronzo ai mondiali di Schladming nel 2013, si è schiantato contro un albero durante una sessione di prove di discesa sulla pista canadese di Nakiska, il 13 novembre scorso.

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    Novembre 2017
    edizione digitale

    2,00
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    Da bambino, ai primi di novembre, papà e mamma mi portavano a sciare a Sestriere con i miei fratelli.

    Iniziava la stagione dello sci e, a scuola, non riuscivo a stare seduto sul banco, contando i giorni che mancavano al sospirato ponte dei Santi!

    La nostalgia di quei tempi svanisce nel dramma della Valle Susa, un disastro epocale che spezza il cuore.

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    Ottobre 2017
    edizione digitale

    2,00
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    Se l’estate ci dà tanto, l’inverno… chissà! Dopo un caldo fuori norma, abbiamo già gli occhi al cielo sperando che, quest’anno, dalle nostre parti, cada la stessa neve scesa nell’emisfero sud durante i mesi scorsi.

    Sul primo numero di SCI, Enrico Maria Corno ha intervistato il colonnello Giuliacci, il meteorologo delle nostre case quando non si smanettava così compulsivamente sui computer, meno pessimista delle cassandre che vorrebbero farci dimenticare gli sci in soffitta.

    Qualche spunto per prenotare una settimana bianca potrà essere colto sfogliando le pagine su Crans Montana, la famosa località turistica sopra la svizzera Sion, o su Pila, realtà sempre più all’avanguardia nel panorama del turismo invernale, raggiungibile sia in macchina, sia comodamente seduti in cabinovia, direttamente da Aosta.

    Vi parlerò anche della stagione agonistica, azzardando qualche previsione e cercando di spiegare tecnicamente gli effetti collaterali dell’introduzione del nuovo sci da gigante, mentre Lucia Galli ha avvicinato il suo microfono a Federica Brignone, reduce da una stagione folgorante e, ovviamente, sotto i riflettori dei media.

    Tranquilli! Non ci siamo dimenticati dei test che, in questo primo appuntamento con voi, cari lettori, verterà sul racecarving da gigante, ovvero uno sci mutuato dagli incipit strutturali dell’equivalente da gara, ma molto più malleabile e alla portata dello sciatore non agonista.

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    Gennaio 2017
    edizione digitale

    2,00
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    Editoriale di Paolo De Chiesa

    IL MESE DI DICEMBRE È STATO AVARO di neve, peggio di Arpagone. Solo la zona di Sestriere è stata risparmiata dalla catastro-fe siccitosa, beneficiando di due metri di coltre bianca, di questi tempi quantità da era glaciale. Girovagando per le alpi, non solo al seguito delle tappe italiane di Coppa del mondo, rassegna che ancora una volta ha fatto fare un figurone al Bel Paese con una sfilza di gare al top, ho avuto modo di apprez-zare sempre di più la santa neve artificiale, pardon, programmata, come pretendono la si chiami gli operatori del settore. Le piste erano uno spettacolo, quasi tutte aperte e perfettamente innevate per l’intera larghezza da un manto di 40 centimetri, puntualmente fresato e rinfrescato da qualche cannonata di rinforzo notturna.

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    Primavera 2016
    edizione digitale

    2,00
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    La neve più bella dell’anno

    Mi ha fatto veramente piacere che ci abbiate riscoperto in tanti e vi ringrazio. Numero dopo numero, siamo giunti all’ultimo di una stagione che ci ha fatto sospirare la neve, fino quasi a primavera, per fortuna assai generosa di precipitazioni, sorta di senso di colpa meteorologico per lo stillicidio di aspettative e illusioni patite troppo a lungo da noi appassionati. E allora, ascoltate il mio consiglio e approfittate di questa voglia repressa di sci: scatenatevi e toccate con mano, anzi direttamente con i vostri sci, quanto sia bello sciare in questa stagione, una gioia che molti sciatori, all’arrivo dei primi tepori, puntualmente si negano, smaniando per le prime, premature scampagnate al mare. La tintarella può attendere, adesso è tempo di godersi la neve più bella dell’anno!

    Cosa troverete nelle prossime pagine? La Coppa del mondo, archiviata da meravigliose giornate di sole a St. Moritz, nonché una mia chiosa ad personam sui vari protagonisti del circo bianco, oltre al consueto appuntamento con l’intervista di Lucia Galli, questa volta rilasciatale da Federica Brignone, reduce da un inverno che le ha regalato trionfi e gioia di volare sulla neve. Lucia vi propone anche due chiacchiere di commiato con due azzurri che hanno deciso di lasciare le piste di coppa: Dada Merighetti e Max Blardone, entrambi saliti sul podio nella loro ultima stagione con un exploit da sogno! Vorrei ringraziare super Max per quanto ha saputo dare allo sci italiano nella sua lunga e onorata carriera e abbracciare forte Dada, costantemente bersagliata dagli infortuni: rompersi i legamenti di un ginocchio nella discesa di St. Moritz, il giorno del saluto finale, è stato l’ennesimo, inaccettabile sgarbo del destino! Dalla coppa alle discese in tutta libertà, cavalcando dorsi immacolati, come ci raccontano Giulia Monego, campionessa di free ride e Giuliano Bordoni, guida alpina: due facce della stessa medaglia, due modi diversi di interpretare e vivere il fuoripista. Come sempre, parleremo di turismo, colonna portante del nostro magazine, questa volta improntato ai mesi che verranno, offrendo spunti per una vacanza in montagna a chi desideri la neve anche d’estate, come ci suggeriscono lo straordinario scenario dell’Adamello o l’Australia.

    SCI chiude i battenti qui, con la promessa di riaprirli il prossimo autunno mossi da inesauribile passione, la stessa che anima voi che avete voglia di sfogliarlo. Accanto ai test dei nuovi materiali, vi proporremo una serie di lezioni e consigli pratici per migliorare la vostra sciata, magari con un mio riferimento applicativo direttamente dalle ultime chicche di Coppa del mondo, bacino tecnico imprescindibile. Vorrei anche dedicare una rubrica al pilates specifico per lo sci, metodo di allenamento che trae ispirazione da antiche discipline orientali come lo yoga e il Do-In. Continuate a scrivermi sul nostro sito e sulla mia pagina Facebook, esprimendo i vostri pareri e le vostre critiche alla rivista. Come ho fatto quest’anno, ne farò tesoro…

    E di questi miei primi passi da direttore di SCI? Sono soddisfatto, soprattutto per essere riuscito a trascrivere su queste pagine le emozioni che continuo a sentire e a provare per la montagna, vissuta a 360° insieme a voi. Non è presunzione, ma genuino orgoglio di uno staff già al campo base di un’ascensione meravigliosa, da condividere con voi che ci leggerete!

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    Febbraio 2016
    edizione digitale

    2,00
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    Peter Fill ha vinto sulla Streif di Kitzbuhel, sulla pista più difficile e spettacolare del mondo, coronando il sogno del soldato in trincea che è sempre stato. Enfent prodige dello sci giovanile, in coppa del mondo ha dovuto toccare ben presto con mano la durezza, l’asprezza, finanche la spietatezza della lotta con avversari più grandi e forti di lui, ma non ha mollato, nemmeno quando si lacerò i muscoli addominali durante un allenamento in Argentina, grave incidente cui pose rimedio un luminare in Finlandia, a suon di uncini, fortunatamente, mai rigettati dal suo corpo! Non è stata una vittoria annunciata, il trionfo che ci si potesse in qualche modo aspettare da Bode Miller o Svindal, fuoriclasse che hanno scritto pagine e pagine di storia dello sci, ogni volta gettando il cuore e l’anima nel baratro della Streif, pur di vincere nel tempio della discesa, purtroppo senza mai riuscirvi: è stata una sorpresa che ci ha fatto impazzire di gioia! Peter ha vissuto la sua catarsi sulla Streif, sotto un cielo plumbeo, in una giornata in cui tutto era ancor più difficile perché le sconnessioni si vedevano all’ultimo istante, magari solo dopo averle sentite sbattere sotto gli sci, sollecitati all’inverosimile, a velocità folli. Questa è l’arena di Kitz, il “ Colosseo ” dello sci e il gladiatore che riesce a non farsi sbranare dai leoni della Mausefalle, della Stheilang, dell’Alte Schneise, del Seidlalm, del Larkenschuss, dell’Hausberg, dell’Hausberkante o dell’Hahnenkammschuss, è glorificato e osannato come un dio. Di Peter Fill, campione schivo e riservato, leggerete di più in una bella intervista rilasciata alla nostra Lucia Galli su questo numero. La sua epica vittoria, però, mi da lo spunto per soffermarmi sugli echi di simile impresa nel Bel Paese. Quel giorno, come sapete, è stato rattristato da cadute impressionanti, in ogni caso molto meno gravi di altri innumerevoli schianti nell’inventario di questa pista leggendaria. Tra i malcapitati di corvèe il 23 gennaio 2016, superstar del calibro di Reichelt, salvato dall’airbag e Svindal, finito in ospedale con un legamento crociato rotto. Per relativi dettagli, clamori e polemiche, vi rimando all’articolo che ho scritto su questo numero di SCI, ma per la distorsione mediatica tutta italiana dell’evento, se avete voglia, potete continuare a leggere il mio editoriale. Da noi, infatti, hanno fatto molto più notizia le cadute che non l’impresa di Fill, terzo italiano, dopo Ghedina e Paris, ad espugnare Kitz. I servizi sportivi dei TG hanno dato precedenza allo sci a scapito del calcio, una tantum, infarcendo l’etere di deflagrazioni nelle rosse reti di protezione. E Fill? En passant, come si direbbe in Francia, ha vinto un italiano. Scusate tanto, ma questa non è cultura sportiva! Che il calcio, in Italia e non solo, occupi l’80% degli spazi sportivi sui giornali e in TV, è assodato da sempre e noi, popolo di sport minori, ne siamo avvezzi e rassegnati. Ma se nemmeno l’eccellenza sportiva ha priorità, non dico sull’idolatrata pedata, bensì sul polverone costruito su due legamenti crociati, vuol dire che in Italia gli altri sport, che non siano calcio o motori, hanno diritto a salire in cattedra solo per scandali, gossip o…. sangue nell’arena! Non scandalizzatevi, è la verità. Nel 2004, alle Olimpiadi di Atene, Igor Cassina vinse la medaglia d’oro alle parallele. Il giorno dopo, al bar, buttai l’occhio su un importante quotidiano sportivo e, leggendo il titolone d’apertura a nove colonne sul Del Piero di turno, mi stupii di vedere in bella vista un giornale datato. Nossignori, era di quel giorno e la medaglia d’oro di Cassina alle Olimpiadi relegata in un quadratino microscopico a fondo pagina!

    Avanti così.